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“Il Buongiorno filosofico di Paolino”: Una Samp formato Nietzsche: pronta a lottare contro se stessa

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“Il peggiore nemico che puoi incontrare, sarai sempre tu per te stesso.”

Ed è con questa bellissima frase dell’amico filosofo Friedrich Wilhelm Nietzsche, che voglio iniziare il mio consueto “Buongiorno” di stampo filosofico dopo ogni partita giocata dalla nostra Samp che, a tre giornate dal termine, si trova sempre all’ottavo posto, in piena lotta playoff e, per dirla in modo filosofico, padrona del proprio destino.

La partita pareggiata con il Como, una delle compagini più in forma se non la più in forma della Serie B, ha rappresentato e confermato ancora una volta l’assoluta voglia dei nostri Blucerchiati a non mollare e voler raggiungere a tutti i costi l’obiettivo finale.

Nonostante le mille insidie di questo campionato, infortuni, sconfitte, ricadute, la nostra Samp si trova sempre li a lottare per il proprio destino.

Una Samp che per dirla alla Confucio ha rappresentato inevitabilmente questo percorso: “La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta.”

Lo abbiamo sempre detto, lo abbiamo vissuto, eravamo pronti a tutto in questo campionato. Tante aspettative, giuste, plausibili, ovvie, ma che poi si sono scontrate con la realtà dei fatti , fatta appunto dalle immense difficoltà che abbiamo menzionato.

Ma è proprio in questi momenti che si è vista la forza di un gruppo che unito più che mai non ha mai mollato, e proprio quando sembrava che ormai il buio permanesse di nuovo per sovrastare la nostra luce, è li, in quel momento che i nostri ragazzi sono sempre usciti vincitori.

Un percorso iniziato ad agosto che tra alti e bassi ancora oggi ci trova in competizione e vivi più che mai, e, se ci fate caso, non è affatto banale ne scontato che dopo tutto fossimo ancora in corsa per un “sogno”. Ma tutto questo è stato supportato da delle basi forti, solide, altrimenti ci saremmo sfaldati e sciolti come neve al sole.

Abbiamo sempre parlato di un percorso che sarebbe stato insidioso e non facile, ma ad oggi, a meno di tre giornate dalle fine, non posso che ritenermi soddisfatto e orgoglioso del gruppo che rappresenta la mia Samp, della forza d’animo che i Blucerchiati hanno dimostrato in questo anno, e non è, ripeto, ne banale, ne scontato.

Una squadra fatta di giovani, che nonostante gli sbagli dettati dalla ovvia età e inesperienza, non hanno mai mollato, non si sono abbattuti ma tutti insieme hanno lottato per essere li dove sono.

Certo qualcuno potrebbe dirmi “ti stai esaltando per un possibile piazzamento nei playoff” e potrebbe avere o meno ragione, questo è opinabile certamente, ma poco importa appunto perché sono consapevole del cammino che hanno fatto i nostri ragazzi e di questo ne vado orgoglioso.

Del resto lo diceva Spielberg: “Perché non ti godi ciò che hai invece di rimpiangere ciò che non puoi avere?”

Ed è cosi che ho affrontato questo lungo campionato, è stato questo il mio mantra che mi ha permesso di gioire, piangere, arrabbiare ma anche restare estremamente lucido, riflessivo e coerente sino alla fine.

Adesso, come ha detto Nietzsche, l’unico nemico che può incontrare la nostra Samp, è proprio se stessa.

Lecco, Reggiana e Catanzaro sono le ultime tre battaglie per portare a casa un obiettivo che quest’anno rappresenta un traguardo importante.

A Lecco soprattutto la nostra Samp sarà priva di Depaoli, Borini ed Esposito e dunque nuovamente costretta ad affrontare altre difficoltà nel suo cammino ma sono sicuro che non si farà trovare impreparata e sarà pronta a lottare per regalarci una vittoria che rappresenterebbe un passo decisivo, e dipende solo e soltanto da noi.

Io sono fiducioso nei confronti dei nostri ragazzi. E comunque vada, sarò pronto a sostenerli e incoraggiarli. Ritengo sia soltanto questo il nostro compito.

E i ragazzi lo sanno quanto sia importante per noi, e saranno pronti a lottare e sostenersi gli uni e gli altri come fatto sino adesso, perché, come diceva l’amico Schopenhauer:

“Solo la luce che uno accende a se stesso, risplende in seguito anche per gli altri.”

Paolo Bardetta

 

 

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Paolo Bardetta

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