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“Il Buongiorno Filosofico di Paolino”: Una Samp “Epicurea” che fa della costanza la sua forza

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“Cadendo, la goccia scava la pietra, non per la sua forza, ma per la sua costanza.”

Scriveva cosi il mio amico poeta e filosofo romano Tito Lucrezio Caro, autore del “De Rerum Natura” e seguace soprattutto dell’Epicureismo, dottrina filosofica, fondata da Epicuro, che si basa principalmente sulla ricerca di un sapiente equilibrio interiore, raggiungibile solo attraverso la serena padronanza di sé di fronte alle cose, nel soddisfacimento dei propri bisogni e nel godimento del piacere.

Ormai, non a caso, l’appuntamento filosofico del mio “particolare buongiorno” legato al momento della nostra Samp si accosta sempre al pensiero di un filosofo in particolare o di uno scrittore, o come in altri casi di un attore o attrice.

Ed oggi appunto è toccato al mio grande amico Tito che, con maestria e sapienza, attraverso la sua massima di spessore, ci invita a riflettere su un tema che molto spesso evitiamo di affrontare: quello appunto della costanza.

La filosofia è maestra di vita, l’ho sempre detto, e quello che Tito, attraverso la metafora della goccia, diceva intorno al 94 a.C. – 50 a.C, oggi nel 2024 è vivo, veritiero e perenne più che mai.

La Samp vista a Palermo ha dato continuità ai risultati sino a qui ottenuti, e anche se i più allarmisti o disfattisti-pessimisti hanno parlato di “interruzione” delle quattro vittorie consecutive, io invece parlo di continuità e costanza, perché se la nostra Samp a 6 giornate dalla fine lotta ancora per i playoff, scacciando gli incubi di una zona calda, è merito del lavoro continuo e senza sosta che i nostri ragazzi hanno fatto sino adesso.

Il raggiungimento di questo obiettivo minimo, sarebbe la giusta ricompensa per i nostri ragazzi che anche in trasferta contro una compagine attrezzata come il Palermo hanno dimostrato di essersi calati totalmente nella mentalità della Serie B e l’eurogol di Darboe che ha portato al pareggio non è stato un caso o un elemento fortuito perché è sempre stato frutto di un’azione, l’ennesima, studiata, provata, a volte sbagliata, ma che con la giusta perseveranza e costanza, ha finalmente trovato il suo più alto spessore.

Epicuro diceva: “Non rovinare ciò che hai col desiderare ciò che non possiedi; ma ricorda invece che ciò che ora hai era una volta tra le cose di cui solo potevi sperare.”

Una frase anch’essa carica di significato che ha trovato il suo giusto contrappunto nel nostro “filosofo contemporaneo” Pirlo. 

Il nostro mister a fine gara ha detto queste parole: “Ogni partita e ogni punto sono importanti, ci saranno tanti scontri diretti. La nostra finale è sempre la partita successiva, pensiamo così”. 

Ecco perché dobbiamo ricordarci sempre di quello che abbiamo, perché ogni risultato lo abbiamo ottenuto con costanza, determinazione, sacrificio e soprattutto sofferenza.

Il pensare filosofico del “pensiamo alla partita successiva” altro non è che rimarcare l’Epicureismo della nostra Samp che adesso finalmente gioisce di quello che è riuscita ad ottenere senza pensare a quello che potrebbe o avrebbe potuto avere, perché il tutto arriverà con il duro lavoro e il costante sacrificio, e Pirlo, la società e tutti i ragazzi lo sanno.

Adesso ci aspettano sei nuove finali, sei nuovi appuntamenti con la nostra realtà finalmente ritrovata, sei nuovi incontri con noi stessi e il nostro destino, e tutti noi dobbiamo essere uniti più che mai.

3 partite in casa e 3 fuori per raggiungere l’obiettivo desiderato e che ad oggi meritiamo senza se e senza ma, perché quello che ha dimostrato la nostra Samp quest’anno non ha precedenti.

Infortuni, dubbi, incertezze, ricadute, fantasmi del passato, e chi più ne ha più ne metta, sono stati gli ingredienti del nostro percorso che tutto è stato fuorché facile e privo di difficoltà, ma come diceva Ovidio: “Senza difficoltà non c’è nulla che abbia valore.”

Ecco perché, adesso più che mai, gioire della nostra Samp che si è rialzata nonostante tutto assume un valoro doppio e immenso, perché di essa ne amiamo ogni piccolo componente e ogni piccola sfaccettatura, e siamo pronti a sostenerla sempre, ovunque e comunque.

Quindi, mi raccomando, tutti allo stadio sabato, a sostenere i nostri ragazzi in un’altra sfida di vita dai contorni filosofici, perché come diceva sempre il mio amico Tito: “Non saranno la luce e il chiarore del sole a farci uscire dalle tenebre, ma la conoscenza delle cose.”

Paolo Bardetta

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Paolo Bardetta

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