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“Il Buongiorno filosofico di Paolino”: Una Samp che deve diventare “Mazziniana”…Costante…

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“La costanza è il complemento indispensabile di tutte le altre virtù umane.”

Scriveva cosi Giuseppe Mazzini, patriota, politico, filosofo e giornalista italiano dell’800 quando affrontava il tema importante legato alla costanza.

E come sempre, nel mio consueto Buongiorno Filosofico post gara/e, questa massima carica di riflessione, non può che non essere associata al momento Blucerchiato dopo le ultime tre partite in 8 giorni.

Mantova, Cittadella e Brescia, tre gare in cui finalmente ci si aspettava un cambiamento in termini soprattutto di mentalità, una costanza nel raggiungere i risultati sperati ma che invece con solo 4 punti in 3 partite condanna ancora una volta la nostra Samp a ricominciare tutto da capo, a interrompere un filotto di risultati positivi lasciando tra l’altro la zona playoff.

Un’altalena di risultati che abbiamo già vissuto lo scorso anno, ma soprattutto il fattore Marassi che ancora una volta avrebbe dovuto essere l’arma in più e che invece si è rivelato il nostro punto più debole.

Un’intermittenza di prestazioni già all’interno della stessa partita che ci vede come il dottor Jekyll e Mr. Hyde, dove alterniamo a primi tempi di gioco, ricerca di risultato, voglia di vincere, a secondi di blackout totale, di mancanza di personalità, e soprattutto di sofferenza estrema in fase difensiva a tal punto da renderci inermi di fronte ogni avversario che si presenta.

La mia non è una critica, o una denuncia, solo una constatazione reale di come stanno andando le cose, perché fa male vedere la nostra Samp a volte non presente e incapace di reagire, è snervante non poterle dare una mano se non con il tifo incessante che resta sempre l’unica certezza.

Tolstoj diceva “Un sacrificio compiuto per esigenza di onestà è la più alta gioia dello spirito” e l’esigenza di onestà deve essere applicata proprio per rispetto di tutti quei tifosi che in casa e fuori macinano chilometri, fanno sacrifici, trovano tutti gli escamotage pur di stare 90 minuti al suo fianco.

Il campionato è ancora lungo lo sappiamo, e sarà sempre ricco di insidie e di momenti meno felici, infatti non voglio farne un dramma assolutamente, ma se il motore portante di ogni dichiarazione è quello di: “vogliamo riportare la Samp dove merita…” allora cosi non va, o meglio non è questo il modo giusto per centrare l’obiettivo.

Le difficoltà ci sono e ci saranno sempre ma quello che serve adesso è la consapevolezza di dover dare di più, di voler dare di più. E i giocatori, mister e tutti, in primis lo devono fare per se stessi. Dimostrare che siamo più forti, che vogliamo veramente raggiungere l’obiettivo che noi tutti sogniamo da tempo.

Gandhi diceva “Nulla si ottiene senza sacrificio e senza coraggio. Se si fa una cosa apertamente, si può anche soffrire di più, ma alla fine l’azione sarà più efficace. Chi ha ragione ed è capace di soffrire alla fine vince.”

Ecco perché oggi come non mai vi vogliamo caparbi e coraggiosi nel raggiungere questo obiettivo. Noi saremo sempre al nostro posto, noi saremo sempre pronti a incitarvi, sorreggervi, supportarvi in ogni momento del campionato.

Ma ognuno di voi deve assumersi la piena responsabilità e scendere in campo sempre con la voglia di lottare.

Questi momenti di annebbiamento hanno visto che ci fanno male, che a volte ci rendono quasi irriconoscibili, e non possiamo permettercelo ma non solo perché siamo la Sampdoria, ma soprattutto perché ne vale della nostra dignità, della nostra integrità d’animo, dei nostri valori e della nostra Sampdorianità.

Io sono sicuro che ci risolleveremo di nuovo e che continueremo a ricercare “la felicità”, ma serve lavoro, sacrificio, costanza, perseveranza e voglia di mettersi in gioco.

Senza questo ogni azione diventa impossibile.

I miei genitori mi dicono spesso: “Se vuoi ottenere risultati che non hai mai ottenuto, innanzitutto credici più di quanto tu non ci abbia mai creduto, poi sacrifica più di quanto tu abbia mai sacrificato.”

E questo consiglio che sempre mi ha portato a lottare per ogni obiettivo della mia vita, io voglio donarlo a te Cara e Amata Sampdoria, perché l’unica certezza, l’unica cosa che voglio è vederti finalmente realizzata e felice li dove meriti di stare.

Il mio è un augurio di cuore, di speranza e di consapevolezza perchè so quanto vali, e so quello che puoi dare…

Io ci sarò, e sarò sempre li…ma adesso serve dare di più, serve non accontentarsi, non essere superficiali, non essere incostanti.

Serve un consiglio, che Goethe consiglio a me: “Come raggiungere un traguardo? Senza fretta si, ma senza sosta.”

Paolo Bardetta

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Paolo Bardetta

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