Gli uomini derby possono sempre fare la differenza. Anche nelle difficoltà. La Sampdoria vince il derby “della disperazione” (parole e musica di Claudio Ranieri) grazie a un eurogol nel finale di Manolo Gabbiadini. Uno che la stracittadina genovese l’aveva già decisa il 28 settembre 2014, un altro 1-0 nel finale per i blucerchiati. Uno che ieri sera non era neppure partito dall’inizio perché non in perfette condizioni ma che – subentrato nell’ultimo quarto d’ora – ha saputo trovare il gran colpo di sinistro da fuori area che vale il successo dei doriani e forse un pizzico di tranquillità in più, nel contesto di una classifica sempre da paura. I derby sono partite che sfuggono a ogni senso logico e spesso hanno pure esiti beffardi, per non dire ingiusti. Il match tutt’altro che spettacolare ma certo combattuto di ieri sera – di fronte ad oltre 30 mila spettatori in un Ferraris ancora una volta da favola tra coreografie e sfottò – probabilmente avrebbe dovuto finire in pareggio, ma gli dei del pallone alla fine hanno voluto premiare la Samp. Al 40’ della ripresa palla sanguinosa persa da Ghiglione, gran recupero di Linetty e assist al bacio per Gabbiadini che fulmina Radu dalla distanza: un gol che porta a quattro i punti di vantaggio sui cugini ma che soprattutto permette a Quagliarella e compagni di mettere il naso fuori dalla piena zona rossa. La differenza l’ha fatta un pizzico di buona sorte dunque, ma perché no anche un po’ di qualità in più a favore della Sampdoria, che nei cambi – sia Gabbiadini sia lo stesso Murillo, entrato nello scacchiere di Ranieri dopo lo stop di Ekdal a fine primo tempo – ha potuto contare di sicuro su alternative migliori. Trovando però la vittoria in occasione dell’unico vero tiro in porta della serata, insieme a una punizione di Criscito respinta da Audero nella ripresa. Il Genoa probabilmente non avrebbe meritato di perdere ma ha finito per pagare care le tante, troppe assenze: oltre agli squalificati Agudelo e Pandev, oltre all’infortunato Kouame, i rossoblù tra rifinitura e riscaldamento hanno perso pure Favilli e Sturaro. Davvero troppo per una squadra che ha mostrato ancora una volta tutti i suoi limiti. Thiago Motta – che adesso dopo questa sconfitta è in discussione e rischia la panchina (non una novità a queste latitudini con un presidente come Preziosi) – ha però cercato di far giocare la squadra, ha cercato di fare il massimo col materiale a disposizione. Se poi Schone, uno che sino a pochi mesi fa era protagonista nell’Ajax in Champions, non fa la differenza e là davanti il solo Sanabria (con un Pinamonti ancora molto deludente) ha voglia di lottare pur essendo sul piede di partenza a gennaio, l’allenatore italo brasiliano non è l’unico colpevole. Anche se insistere sui tocchi ravvicinati e su un possesso offensivo all’olandese con giocatori come Cassata e Radovanovic forse non è stata nemmeno ieri un’idea efficace. La Sampdoria non può considerarsi fuori pericolo, ma si gode ancora una volta il successo nel derby, con Ranieri che si conferma “mister derby” dopo le esperienze di Roma, Torino e Milano (i blucerchiati hanno vinto 5 delle ultime 7 stracittadine). «Vincere il derby vale doppio», ha detto Ranieri a fine gare: il Grifone invece si lecca le ferite e rischia grosso.
Fonte: Marco Bisacchi di Tuttosport
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