Manolo, il Doria è tuo «Grande gruppo, ora serve un filotto»

Manolo, il Doria è tuo «Grande gruppo, ora serve un filotto»

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Manolo Gabbiadini
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L’ hanno preso per questo, Gabbiadini, un anno fa, dal Southampton. Se lo ricordavano così, alla Sampdoria, Manolo lo spaccapartite, con quella sua capacità di dare improvvise accelerazioni, di scuotere la gara come ha fatto ieri sera, quando sull’errore enorme di Ghiglione lui ha capito subito che poteva essere l’occasione giusta per cacciare il Genoa sempre più giù, dando alla Samp una boccata d’ossigeno che vale oro per la classifica,e pure per il morale, visto che mercoledì sera qui al Ferraris arriverà la Juventus. Linetty l’ha sentito arrivare, prima ancora di vedere Manolo che alla sua destra con lunghe falcate stava per caricare il sinistro che ha sorpreso Radu. E questo è stato l’inizio della festa, perché a quel punto tutto e tutti, vincitori e vinti, hanno capito che il destino del derby della Lanterna numero 101 in campionato era segnato.

Sorridere Prego

La festa in campo è durata a lungo, con la squadra che s’è presa meritatamente l’applauso della Sud e Manolo capo del coro, alla guida dei caroselli. In questo suo primo periodo genovese, Ranieri ha imparato a conoscere l’uomo, visto che del giocatore nulla doveva scoprire. «Se soltanto sorridesse un po’ di più, Manolo sarebbe perfetto», ha raccontato qualche giorno fa, con il sorriso sulle labbra, il tecnico romano. Ma questo fa parte della natura del giocatore, essere e non apparire: a Gabbiadini interessava solo riprendersi la Sampdoria dimenticando l’ultimo periodo un po’ così al Southampton. Ieri sera è passato a riscuotere il suo credito con il destino prendendosi pure gli interessi. Quarto gol in campionato, e dire che ieri sera era partito prudenzialmente dalla panchina perché non si sentiva in condizioni fisiche ottimali. Ha fatto saltare il banco quando lo zero a zero figlio della paura pareva già scritto, invece è stato mandato in soffitta dalla botta di Manolo.

La Dea Bendata

È stato il secondo sigillo di Gabbiadini contro il Genoa in serie A, e pure il primo era stato decisivo, oltre cinque anni fa, pure allora con Manolo in gol nel quarto d’ora finale. «Sono molto contento di questo successo perché per noi è una boccata d’ossigeno dopo un periodo un po’ complicato», visto che la doppia sconfitta con il Cagliari (campionato e coppa Italia) e poi il k.o. interno con il Parma avevano lasciato il segno. «Il derby è sempre una partita a sé – racconta ancora l’attaccante sampdoriano – e questo è stato caratterizzato dai tanti falli che ci sono stati in campo. Io, poi, ho avuto un po’ di fortuna nell’azione del gol, quando sono riuscito a centrare l’angolino sinistro». Manolo ha spiegato poi così la sua esclusione dall’undici titolare: «Avevo accusato un lieve fastidio in settimana, e mi era dispiaciuto. Però chi va in campo dà sempre il massimo, il nostro è davvero un bel gruppo». Ora, chissà, gli orizzonti potrebbero cambiare: «Non è abitudine della Sampdoria occupare quella posizione di classifica. Adesso sono certo che se vinceremo qualche partita, ritroveremo un po’ di sicurezza». Non è mai troppo tardi per ricominciare.

Fonte: Filippo Grimaldi per La Gazzetta dello Sport

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