La Vecchia Sampdoria si stringe a quella nuova, a un ragazzino che alla fine confessa il suo elisir di lunga vita: «Io vado in campo per divertirmi». In tribuna al Ferraris il commissario tecnico Roberto Mancini e Toninho Cerezo applaudono il record di Fabio Quagliarella, eterno giovanotto, 36 anni il 31 gennaio, che eguaglia la striscia di Gabriel Batistuta «mi intimorisco solo all’accostamento». L’argentino ben più giovane, nella stagione 1994-95, era andato in gol per undici partite consecutive. Il bomber che non ti aspetti si propone per un passaggio in azzurro. Ma anche qui una lezione di vita: «Il ct deve puntare sui giovani, altrimenti non cresceremo mai». Comunque Quagliarella, emozionato, commosso, con le lacrime trattenute a stento, movimenterà il gioco delle convocazioni. Come spesso succede in questi casi non si tratta di reti pirotecniche, ma di due più modesti rigori, il primo concesso per un fallo di Behrami su Defrel, il secondo per un tocco di mano di Opoku in area. Entrambe le decisioni lasciano più di un dubbio. Però valgono un posto nella storia e anche un’esultanza, contenuta e di cui chiedere scusa. «L’ho fatto per il record».
LA PARTITA. Non si scopre certo ora Fabio Quagliarella e neanche la squadra di Marco Giampaolo, piuttosto fa un po’ specie l’andamento lento mantenuto dell’Udinese, più abile nel contenere che nell’offendere, con tutto il peso dell’attacco lasciato sulle spalle, possenti certo, di Okaka. Però è l’unico dei friulani che cerca di sfondare, inutilmente. Se i due primi gol doriani arrivano solo su rigore, è perché Juan Musso è il migliore dei suoi e si oppone in modo strepitoso su Quagliarella (per due volte) e su Defrel (una). Bellissima la segnatura di Linetty, con scambio Quagliarella-Saponara e assist perfetto del trequartista blucerchiato. Il piano dell’Udinese, se ne aveva uno, naufraga velocemente. L’inconsistenza offensiva, che era apparsa evidente fin dai primi minuti, si tramuta in una fragilità difensiva che consente anche a Manolo Gabbiadini di segnare il suo primo gol della sua nuova avventura in Serie A. L’ultimo l’aveva rifilato proprio all’Udinese. Colpisce il pallone di destro, non il suo piede preferito, su apertura antologica di Quagliarella, più che mai “hombre del partido”, vero uomo partita: la sua firma è in calce a ogni gol.
BRIVIDI. La Sampdoria vince la quarta partita di fila in casa, Quagliarella, a 16 reti, più che mai capocannoniere del campionato, la guida sulle nuvole. Ora andrà nella sua Napoli a cercare di staccare anche Batistuta. «Mi emoziono, mi vengono i brividi, sono senza parole anch’io. Scusate la commozione, ma arrivare a tutto questo a 36 anni è incredibile, non lo pensavo possibile. Progetti? Programmi? Solo uno: scendere in campo ogni domenica per divertirmi. A me basta questo, questa è la mia vita». Mai standing ovation è stata più meritata.
Fonte: Corriere dello Sport
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