Che cosa c’è oltre la perfezione? Forse un record che pareva inarrivabile e adesso invece sta lì, lontano appena cinque giorni da oggi. Ecco perché per i tifosi blucerchiati l’appuntamento è già fissato per sabato pomeriggio: tutti al Ferraris per Sampdoria-Udinese. Il passaparola fra i tifosi è partito ieri sera – spontaneo, ma forte – perché basterà un gol al capitano Fabio Quagliarella per eguagliare il primato di Gabrel Batistuta, undici gare di fila a segno in serie A. Era il 27 novembre 1994, nessuno ha saputo far meglio.
AZZURRABILE Resta soltanto da capire, dopo la fantastica doppietta di ieri alla Fiorentina, cosa farà Roberto Mancini con lui. Perché Euro 2020 è lontano ancora quasi un anno e mezzo, ma al di là della vo lontà di mettere energie giovani e nuove nella Nazionale, sembra difficile, ad oggi, che la Nazionale possa rinunciare al miglior Quagliarella di sempre. Che va a segno regolarmente ormai da dieci gare di campionato consecutive disputate (all’Olimpico contro la Roma, alla 12a , era rimasto in panchina), in una liturgia di gol segnati in tutte le maniere e con una continuità che non può essere casuale.
COMPAGNIA Il primo centro del sampdoriano di questa serie infinita risale a ottantacinque giorni fa, contro il Milan a San Siro, 28 ottobre scorso. Il secondo gol dell’attaccante segnato ieri al Franchi è la sintesi del manuale del perfetto attaccante. Marco Giampaolo ha parlato di «eccezionale capacità di smarcamento e lettura delle situazioni», ma dodici gol in dieci partite, il trono di capocannoniere provvisoriamente raggiunto in coabitazione con Zapata e Ronaldo, che giocherà stasera, dicono molto di più di quello che questi numeri lascerebbero già intendere. Perché se Quagliarella e CR7 sono i due giocatori anagraficamente più avanti negli anni con almeno quattordici gol segnati nei cinque campionati più importanti d’Europa, lo devono innanzitutto a una longevità innanzitutto mentale. Quagliarella ha trovato a Genova l’ambiente ideale per esprimersi. «L’orologio svizzero che fa girare il nostro calcio» (copyright Marco Giampaolo) è uno straordinario catalizzatore di calcio e buoni propositi.
OBIETTIVO MANCIO Ieri il fantabomber ha raggiunto Vincenzo Montella a quota 141 gol in serie A, Enrico Chiesa è ormai lontanissimo a quota 138. Ma il vero obiettivo neppure troppo nascosto di Quagliarella è raggiungere e superare Roberto Mancini (il blucerchiato più prolifico di tutti i tempi) che nella massima serie è andato a segno 156 volte. Sino a qualche anno fa pareva un traguardo irraggiungibile per chiunque, poi è sbucato questo attaccante anomalo, che non ha atteggiamenti da fuoriclasse, fa vita ritirata e non ha avuto dubbi quando la Samp gli ha allungato il contratto sino al 2020. Perché Quagliarella vuole avere certezze intorno a sé: qualunque altra soluzione sarebbe stata una scommessa, e non ne sentiva francamente il bisogno. È il suo modo di fare calcio che stupisce, perché lui — come pure CR7 — sanno gestirsi in maniera unica. SuperFabio, poi, ha una sorta di senso di riconoscenza nei confronti di un club che, con Montella in panchina, esattamente tre anni fa — era il gennaio 2016 — gli riaprì le porte in un momento non facile della carriera, quando il suo rapporto con il Torino e la piazza granata si era improvvisamente guastato. Non era il Quagliarella di oggi. Lui è diventato implacabile nel tempo, aiutato dal feeling con Giampaolo, da un vestito tattico che ben si addice alle sue caratteristiche, e da una libertà mentale che, per esempio, anche ieri gli ha permesso di inventarsi una giocata difficilissima contro il muro di Milenkovic.
CHIAROSCURO Tanta grazia non è però bastata a regalare i tre punti alla Samp, e di questo si rammarica il tecnico, soddisfatto comunque, oltre che di Quagliarella, anche per il buon impatto di Gabbiadini, al debutto bis in maglia blucerchiata: «Da un punto di vista fisico ha molto entusiasmo, tecnicamente è un buon giocatore. Siamo contenti di averlo con noi». E Fabio? «Fortissimo nei controlli orientati». che abbia sbagliato qualcosa io». Lo stesso ex attaccante del Southampton, al lavoro con la Samp da una settimana, ha confermato il buon giudizio dell’allenatore sulla sua prestazione: «Dobbiamo cercare di raggiungere un posto in Europa, e in questo senso mi aspetto molto da me stesso. Gli ultimi sei mesi in Inghilterra non sono stati positivi, ma ora sono felicissimo di essere tornato qui».
Fonte: La Gazzetta dello Sport
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