Non era la vera Samp, per il Milan tutto facile

Non era la vera Samp, per il Milan tutto facile

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La Samp di ieri sera a San Siro sembrava la bruttissima copia della squadra “perfetta” di vista in larghi tratti della stagione. Risultato: 1 solo tiro in porta in 93 minuti con l’errore clamoroso di Caprari.

Il Milan ha fatto il suo, contro una squadra che ha patito la posta in palio e non è praticamente mai scesa in campo. Eppure Giampaolo qualche segnale lo aveva già ricevuto in settimana: “Martedì i ragazzi non li ho visti molto bene…”.

Dichiarazione che fa sensazione se si pensa all’importanza di questa gara nell’ottica Europa League.

Gattuso ha disegnato una strategia fin troppo banale: tutti dietro, corti e ben coperti, ma rapidi nel ripartire. Sempre primi sulle seconde palle e sempre con il pallino del gioco in mano, i rossoneri non hanno mai rischiato nulla, anzi, nelle ripartenze sembravano trovarsi a memoria. Scambi veloci e di prima, linee di passaggio sistematicamente pulite, Suso e Calhanoglu sugli scudi con tanta qualità, tecnica e continui cambi di gioco.

Sulla sponda blucerchiata poche note positive: a parte Viviano (assoluto protagonista) e i due centrali, tutta la squadra non ha morso per il campo, dando l’impressione di essere rimasta inspiegabilmente a Genova, con la testa e con le gambe.

Speriamo sia soltanto un evento sporadico, ma una cosa è certa. Pensare di andare in Europa senza determinazione e cattiveria è un’impresa impossibile specie in queste partite. Ed oggi, non si può che pensarla così.

Menzione a parte merita l’episodio del rigore SOLARE non concesso. Ma questo fa parte dello stile Samp. Prima autocritica e poi attenzione sui demeriti altrui. La polemica non è di casa per il Doria.

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