Non prendeteci in giro

Non prendeteci in giro

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Milan-Sampdoria è già agli archivi e nell’ambiente blucerchiato la delusione è tanta per la prova incolore della squadra di Giampaolo che non è riuscita ad imporre il suo gioco ad un Milan concreto e ben messo in campo. Sicuramente il merito va a Gattuso che ha rigenerato una squadra in enorme difficoltà iniziando una rimonta in zona Europea. Detto ciò, ed esauriti i complimenti che per correttezza intellettuale vanno fatti agli avversari quando dimostrano di essere più in palla, vogliamo soffermarci su quello che proprio non ci è andato giù ieri sera: il non utilizzo corretto del Var.

Non è nostro costume e nemmeno nello stile Sampdoria il volersi lamentare o il gridare al complotto, sono altre le squadre e le tifoserie avvezze a questo mal costume tutto italico. Possiamo partire dalla testa della classifica fino alle posizioni più basse e portarvi vari esempi, dal Napoli di Sarri che si lamenta per ogni episodio non ammettendo mai alcun vantaggio, dalla Juve di Allegri abituata a vincere in situazioni al limite e che per prima ha criticato il Var, per arrivare fino all’altra sponda sempre esperta di complottismi storici.

Qua il nostro discorso è un altro, il voler mistificare la realtà non solo da parte arbitrale, ma anche da parte dei media che dovrebbero essere imparziali nel giudizio, dovrebbero appunto!

Il problema è tutto umano, il Var funziona e anzi per fortuna che sia stato introdotto, ma come ogni mezzo che finisce nelle mani dell’uomo rischia di essere male interpretato, vari sono stati gli episodi più clamorosi in questa stagione, in Cagliari-Juve, Crotone-Napoli, Milan-Lazio, Crotone-Cagliari, Atalanta-Napoli e via discorrendo, ed è successo anche ieri.

Quando sul lancio per Zapata, Calabria tocca nettamente e volontariamente la palla col pugno subito viene il sospetto. La palla esce in rimessa laterale ed entra in scena il Var con il silent check. Qui la situazione diventa una farsa. Mettendo esattamente lo stop sul frame preciso sul quale la palla impatta il pugno di Calabria vediamo nettamente che il pugno è sulla riga dell’area di rigore e per chiunque conosca le regole del calcio non ci sono dubbi, la riga fa parte dell’area, dunque è R-I-G-O-R-E.

Con le prime immagini e ascoltando la voce dei telecronisti subito viene chiarita la situazione netta, ma con il passare dei minuti quello che era evidente per un gioco di frame non lo è più. Infatti all’intervallo viene dato seguito alla tesi arbitrale che l’impatto avvenga leggermente fuori, questo perché basta fermare il frame prima, quando la palla non ha perfettamente impattato il pugno ed ecco che fuori area non sarebbe più rigore. Calabria però è in movimento e il tocco avviene sulla riga che fa parte dell’area senza dubbio.

Chiudiamo questa nostra analisi semplicemente constatando che uno strumento migliorativo come il Var se fosse usato male potrebbe essere controproducente perché aumenterebbe ancora di più il sospetto. Se ripensassimo a Milan-Lazio con il goal di Cutrone da annullare per fallo di braccio con le immagini che sono state messe a disposizione dopo 30 minuti il dubbio aumenta perché se il Var fosse usato in maniera poco chiara non farebbe che alimentare solo polemiche.

Ieri poi il dispiacere è stato anche che nel post partita la questione è stata chiusa sbrigativamente soffermandosi solo in lunghi elogi al Milan e visto che, tornando allo stile Samp, non si è fatta polemica ma sono state accettate le spiegazioni date da arbitro e tv, l’attenzione vogliamo riportarla noi che siamo la voce dei tifosi che ieri erano unanimi nel sentirsi defraudati non solo dal rigore ma anche da mancate inquadrature allo splendido settore che contava quasi 2000 blucerchiati in trasferta che invece sono stati ignorati.

Ma noi questo non lo ignoriamo. Forza Samp, siamo ancora sesti e per l’Europa, se ce lo permetteranno, la corsa dipende da noi!

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