
9 giugno 2012, 22 giugno 2025: stessa insopportabile tensione emotiva e fortunatamente stesso esito finale ancorché in questa occasione nel modo più vergognoso e triste (e non certo per colpa nostra).
Dopo una stagione indegna che ha condotto la Sampdoria al punto più basso della sua lunga storia avete avuto una inaspettata occasione di risorgere dalle ceneri come l’Araba Fenice e con un sussulto d’orgoglio l’avete saputa cogliere evitando in extremis l’onta di marchiare a fuoco le vostre carriere; per questo dopo tanti fischi e sacrosanti improperi questa sera meritate un applauso.
A chi invece non se l’è sentita e ha marcato visita un inequivocabile “a mai più rivederci”.
Ora godiamoci il momento anche se da festeggiare non c’è nulla, ma da domani diventa ineludibile una decisa inversione di rotta da parte di tutti per evitare che l’angosciante incubo di quest’anno abbia a ripetersi. La Sampdoria e i Sampdoriani (capaci di portare trentamila persone allo stadio per un playout di Serie B) hanno sopportato anche troppo, compreso il vergognoso e indegno shit storming dell’ultimo periodo arrivato da chi non conosce il significato della parola vergogna.
E la pazienza ha un limite, già abbondantemente superato.
Che si volti pagina ma facendo tesoro dei tanti, troppi errori accumulati in questa sciaguratissima stagione. Perché quel libro noir nessuno vuole riaprirlo mai più. Senza se e senza ma.
Perché questa salvezza acciuffata per i capelli quando il suono del gong aveva ormai sancito il knock down non rappresenti solo la permanenza in categoria ma un punto di ripartenza senza inventarsi soluzioni improbabili alla guida confermando Evani e Lombardo, artefici del miracolo.
Perché la meravigliosa gente blucerchiata merita di più.
Molto di più.
Facebook Comments