“Siamo forti e ci vogliamo bene. E siamo semplici, e tutto è naturale in noi… Vogliamo essere forti spiritualmente, e semplici e sani e volerci bene così, perché ci vogliamo bene e questa è la più bella e più grande e più forte ragione del mondo.”
Nel mio consueto “Buongiorno” di oggi, voglio portarvi con me in un viaggio “filosofico” attraverso alcune tappe importanti della storia italiana, facendovi conoscere alcuni esponenti politici a cavallo tra l’800 e il 900 che seppur diversi tra loro hanno contribuito a cambiare e modificare quello che è stato il modo di pensare in Italia, ma aggiungerei “forse” e capirete il perché dopo.
Da una parte Antonio Gramsci, autore della frase appena menzionata, fondatore del partito Comunista Italiano, e dall’altra quelli che sono considerati i maggiori esponenti della cultura italiana del XX secolo, Benedetto Croce e Giovanni Gentile, tra i più importanti padri del neoidealismo filosofico italiano.
Ovviamente parlerò di Samp non preoccupatevi anche perché non sarà mia intenzione tediarvi con la filosofia, ci mancherebbe, però è proprio partendo dal neoidealismo che voglio fare questa riflessione con voi.
Il neoidealismo fu un movimento di rinascita del pensiero di matrice hegeliana che in Italia, a cavallo appunto dell’800 e del ‘900, si caratterizzò per un intento fortemente polemico nei riguardi del positivismo.
Beh a distanza di secoli possiamo affermare che è tuttora presente e vivo più che mai. Non è bastata nemmeno la vittoria di Lecco sofferta si ma importantissima per distogliere questa costante ricerca del “pelo nell’uovo” che ci ha trasformato da Tifosi Appassionati a “tuttologi del calcio in ogni sua sfaccettatura”.
E appunto su questo tema Benedetto Croce diceva: “Strani questi italiani: sono così pignoli che in ogni problema cercano il pelo nell’uovo. E quando l’hanno trovato, gettano l’uovo e si mangiano il pelo.”
Della serie appunto “il bel tacer non fu mai scritto”, e non voglio assolutamente essere offensivo nei confronti di qualcuno in particolare anche perché, proprio per la filosofia del pensiero, ognuno, nel rispetto e nell’educazione, è libero di pensare diversamente, e ci mancherebbe altro.
Ma, come detto più volte, quello che conta adesso, più che mai, è l’unione, l’unità di intenti che ci deve contraddistinguere come Tifosi Sampdoriani attaccati alla propria squadra, e non sociologi da tastiera pronti ad additare questo o quello.
I conti, lo abbiamo sempre rimarcato, si fanno alla fine. “Partita finisce quando arbitro fischia” diceva il nostro amato Boskov, filosofo serbo degli anni 80, e allora perché bisogna parlare prima?
Tutto questo non sta facendo altro che disunirci come tifosi, perché proprio adesso siamo chiamati ad essere tifosi, tutto il resto al momento, squadra, società, staff, giocatori, non ci riguarda.
Il nostro mandato è proprio quello di sostenerci a vicenda e sostenere la nostra amata Samp che meglio di noi, e ribadisco, meglio di noi, sposa a pieno le parole di Gramsci.
“Siamo forti e ci vogliamo bene. E siamo semplici, e tutto è naturale in noi”. Perché la vittoria di ieri contro il Lecco, non è fortuna, o divino aiuto, è frutto del lavoro di un gruppo che si vuole bene e che nonostante le mille difficoltà lotta contro tutto e tutti.
Tutti abbiamo avuto paura che ieri non riuscissimo a vincere, io il primo, ma non ne ho approfittato per infangare o denigrare quanto stesse avvenendo sul campo.
Abbiamo dei limiti, come tutti, vedi Palermo e Venezia, siamo giovani e sbagliamo, ma chi non commette errori?
Ma è proprio in questi momenti di buio che entra la magia della nostra Samp, capace di restare unita e capace, con il supporto dei subentrati, Pedrola, De Luca , Benedetti, Ntanda e Giordano, a trasformare un pomeriggio di pioggia in una serata d’arcobaleno.
E questo accade solo se ognuno di noi crede in quello che sta facendo e in quello che è l’obiettivo finale che con sacrificio stiamo cercando di raggiungere, nonostante tutto e nonostante tutti.
E i nostri ragazzi lo stanno dimostrando, e noi dobbiamo solo avere fiducia in loro.
“Indecenti”, “Scarsi”, “Sopravvalutati”, “Inguardabili” sono solo alcuni dei commenti che spesso ci capita di leggere. Beh però se a due giornate dalla fine ci stiamo giocando i playoff, insperabili fino a qualche tempo fa, allora, permettetemi, mi tengo questi cosiddetti “indecenti”, perché nel bene e nel male ci stanno regalano emozioni indescrivibili.
Sono stanco, come tutti, di dover fare da paciere, anche perché ho ben chiaro in testa cosa significhi l’essere SAMPDORIANO, dunque remiamo tutti insieme verso l’obiettivo finale e riempiano lo stadio domenica alle 15:00, perchè ancora non è finita e la Samp ha bisogno di noi.
Reggiana e Catanzaro per continuare ad alimentare il nostro sogno.
Siamo tutti Tifosi Uniti, ve lo dirò sempre fino alla nausea, perché al momento solo questo è il nostro mandato, tutto il resto lo analizzeremo a fine campionato.
Rispetterò le opinioni diverse e contrastanti se fatte con rispetto ed educazione perché non ho la ragione assoluta o la verità in tasca, ma non tollererò, come spero anche voi, chi vorrà sempre remare contro additando e screditando, perché proprio come dice Giovanni Gentile: “Ogni uomo è legato alle proprie idee, al proprio modo di pensare e di sentire e al mondo quale egli se lo rappresenta e lo concepisce mediante questo suo modo di sentire e di pensare, che è quello che egli preferisce, e sa che non potrebbe rinunziarvi perché esso è – finché è – il vero modo di sentire e di pensare: l’unico che abbia valore per lui : quel valore che sarebbe assurdo attribuirgli se egli non fosse quell’essere libero che è.”
Paolo Bardetta
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