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Giampaolo: “Metto l’elmetto ogni giorno. Mercato? Servono 4-5 giocatori per alzare il tasso qualitativo”

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A 3 giorni dalla fine del ritiro e con le ultime 2 amichevoli, vs Brescia e Besiktas, prima dell’esordio in Coppa Italia con Sampdoria-Reggina del 5 agosto, Giampaolo a “Il Secolo XIX” ha fatto il punto della situazione.

Ecco le sue dichiarazioni: “Premessa, non sto criticando o dando responsabilità a nessuno. Non voglio che domani qualcuno estrapoli una frase di qui e una di là per strumentalizzare il mio pensiero. Sto solo rappresentando la realtà e, aggiungo, continuerò a mettermi l’elmetto ogni giorno”.

“Con 32 calciatori, un 30% abbondante dei quali dovrà andare via. Incluso qualcuno che potrebbe esserci anche funzionale. Ora, per motivi che sappiamo, non siamo in grado di fare una programmazione tecnica, nel senso di “prendo questo, faccio uscire quello. Non abbiamo ancora inserito in organico un calciatore nuovo. A tre giorni da fine ritiro siamo quelli della stagione scorsa, anzi qualcuno in meno. Siamo in ritardo.

A oggi abbiamo bisogno di 4-5 calciatori e ogni ulteriore titolare che esce dovrà essere rimpiazzato. Preciso che il mio è solo un discorso tecnico, l’economico non mi compete. Ci servirebbero, un portiere più o meno del livello di Falcone, un difensore centrale titolare in più, un play per Ekdal, una mezzala per Thorsby, un’ala se Sabiri fa la mezzala. Se fa l’ala, ci vuole un altro in mezzo, ma per quest’ultima situazione ho tempo. Ne ho poco per gli altri ruoli. A metà campo oggi non siamo competitivi e se vogliamo alzare il tasso qualitativo bisogna farlo lì.

Poi vanno gestiti i calciatori in uscita. Non ho voluto lasciare a casa nessuno per rispetto professionale, ma a fine ritiro si imporranno scelte.

Rapporto con la società? Ottimo con tutti i nostri dirigenti. Non sono polemico, sto parlando della nostra situazione. Martedì sera mi hanno proposto un altro calciatore, ne avrò visti 50/60 da quando siamo in ritiro e sono scivolati via tutti. È forte, mi hanno detto che può arrivare e ne sarei felice. Mi hanno detto che Pjaca potrei averlo anche domani, sarei colpito se non arrivasse. E spero di avere notizie a breve appunto anche sull’altro.

Ho sempre vissuto la mia vita in armonia con le mie possibilità, tra l’idea teorica e la pratica ho cercato di dare indirizzi al club, assumermi qualche rischio da una parte per guadagnare dall’altra. Ma di compromessi non se ne possono fare troppi. Perché ora va tutto bene siamo in estate, quando però iniziano le partite si stringe il culo a tutti. Ai miei direttori Osti e Faggiano, scherzando ho detto, sceglieteli voi i calciatori da prendere, ma se poi mi esonerano, venite via con me, esoneratemi ora e richiamatemi a novembre, a squadra fatta. Poi c’è un mese e mezzo di stop per il Mondiale e rifacciamo il ritiro.

Bisogna stare molto attenti, perché il patrimonio della società è la Serie A. Tutte le altre nostre dirette concorrenti si stanno muovendo sul mercato.

La Samp? E’ una cosa che sento, come se fosse la mia, non a livello materiale, ma di pelle. Noi oggi abbiamo una risorsa, la nostra incredibile tifoseria, che la domenica ci spinge. A Romei qualche giorno fa gli ho messo un bigliettino in tasca questa roba qui bisogna fare. La Samp oggi è l’entusiasmo, la passione della gente, la Samp oggi è famiglia. E appunto perché poi diventa una cosa che senti tua, aumentano le responsabilità.

Sui singoli? Murillo mi ha colpito per umiltà, entusiasmo, disponibilità. C’era l’idea di mandarlo a giocare, ora sto riflettendo. Non so poi che vuole fare lui. Leris può tornare utile. De Luca è migliorato, ma lì incidono le scelte. Avendo Caputo e Quagliarella, e poi tra poco Gabbiadini, non ha spazi. Non puoi avere 3-4 per ruolo, non la gestisci. Ho sempre detto 20, e se ho bisogno attingo dalla Primavera. Yepes? Come pensiero calcistico è tra i migliori centrocampisti che abbiamo, poi c’è la tenuta fisica, per fare giocare lui dovresti avere una percentuale di possesso superiore agli altri e non siamo in questa condizione.

Cessione? Non incide sulla squadra. Bisogna aggiustarla e migliorarla questo sì, ma non con delle figurine, tanto per pigliare qualcuno, ma con acquisti mirati. Qualcosa di meglio di quello che abbiamo o abbiamo avuto. C’è bisogno di facce nuove che portano energia pulita. E mi aspetto un contributo forte per appartenenza, leadership, rettitudine da Quagliarella e Rincon. La società li ha rinnovati anche per questo. E cito Ravaglia, esempio positivo. Candreva è importante? Sì. Quando deciderà cosa fare io lo asseconderò”.

Una parola per chiudere, sorridendo, saremo anche poveri ma la Sampdoria resta BELLA!

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Corrado Franco

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