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Winks: “Ogni giorno una piccola conquista. Voglio assolutamente giocare per la Sampdoria”

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Winks dopo l’operazione, è partito per il ritiro con la squadra e non vede l’ora di tornare a disposizione dopo non essere mai finora stato convocato.

L’inglese ha commentato il suo stato di condizione ai taccuini dell’edizione odierna de “Il Secolo XIX”.

Come sta?
“Al momento mi sento bene, sto procedendo gradualmente con il recupero. In effetti dalla mia operazione sono trascorse sole sei settimane, quindi ho bisogno di tempo per tornare in condizione. Adesso che mi alleno a parte sul campo, ho la possibilità di vedere i miei compagni e di avere un paragone. Io sono ancora indietro fisicamente rispetto a loro. Però ogni giorno è un piccolo pezzettino in più per me, una piccola conquista.”

Ha fissato una data indicativa per il suo rientro?
“Sinceramente no. Penso che la soluzione migliore per me sia prendermi tutto il tempo necessario per recuperare bene. Tutto il tempo di cui il mio fisico ha bisogno per farmi trovare pienamente pronto e con la condizione giusta quando arriverà quel momento che sto aspettando”.

Poter lavorare sul campo vicino alla squadra, anche se con un programma differenziato, quanto è importante per il morale?
“Molto e sono molto contento di poter essere qui in questo stage in Turchia. Mi alleno con il fisioterapista, faccio tutto quello che mi chiede, con la giusta intensità. Non è arrivato ancora il momento di spingere e nello stesso tempo non vogliamo forzare per scelta perché siamo ancora in una fase delicata del recupero. E l’ultima cosa che ci vorrebbe adesso è un nuovo intoppo.”

Si era parlato di un suo possibile ritorno al Tottenham già a gennaio. Conferma che quando ha deciso di farsi operare ha anche chiesto di restare alla Samp?
“Vero. Voglio assolutamente giocare per la Sampdoria. Gli ultimi quattro mesi sono stati molto complicati, per la squadra e anche per me. Tanta sfortuna. Sto lavorando molto per tornare, compresi i giorni di festa. E’ stato ed è frustrante non potere giocare e nemmeno potermi allenare con la squadra. Ma devo restare forte e puntare all’obiettivo. E confido che nei prossimi cinque mesi di campionato
potremo fare bene”.

La situazione della Samp?
“Penso sia fondamentale dimenticare il passato e concentrarsi solo sul futuro. Queste due settimane in Turchia ci stanno aiutando. La sicurezza, la confidenza, l’autostima sono pedine fondamentali nel calcio. A volte basta vincere una partita per fare scattare qualcosa dentro, è a questo che dobbiamo puntare. Per poi giocarcela.”

Su Giampaolo e Stankovic. “A Giampaolo posso solo chiedere scusa, mi ha accolto benissimo e non sono stato in grado di ripagare la sua fiducia. Anche Stankovic mi è molto vicino, mi dice di recuperare nel modo giusto, di osservare gli allenamenti e di capire il suo gioco, le giocate che chiede, la tattica. E lo sto facendo. Non vedo l’ora di poter dare il mio contributo, a lui e alla squadra.”

E che ne pensa della Serie A, da spettatore?
“Quello che mi aspettavo. Un campionato di alto livello tecnico, con molti giocatori stupefacenti, in inglese diciamo Amazing, è sicuramente molto diversa dalla Premier League. Ma senza scendere in campo non posso fare un paragone completo e veritiero”.

Quando è arrivato alla Sampdoria aveva già dei problemi alla caviglia?
“Nello scorso campionato non ho mai avuto problemi. All’inizio dell’estate si, nel primo stage con il Tottenham. Per qualche settimana non sono stato bene. Ma ho recuperato e quando sono arrivato a Genova stavo bene. Ho di nuovo sentito dolore a Bogliasco, in pratica nel primo allenamento con la Sampdoria. Per un’ora sono andato al massimo e nell’ultima azione mi sono fermato. E’ difficile capire come mai. Il mio infortunio alla caviglia risale a qualche anno fa e da allora ho comunque sempre
giocato praticamente tutte le partite di ogni stagione”.

Sa che su di lei ci sono alte aspettative?
“Si. Il mondo della Sampdoria è incredibile e me ne sono accorto fin dal primo impatto. Il
club, i colori, i tifosi mi hanno accolto tutti benissimo e ringrazio tutti. Sono sinceramente dispiaciuto di non avere potuto dare una mano fino a oggi. Quello che posso fare, e lo sto facendo, è lavorare duramente ogni giorno, per essere disponibile il prima possibile. L’unico modo in cui posso sdebitarmi è sul campo. Penso che ci siano ancora le possibilità di salvarci. Abbiamo chiuso la prima parte della
stagione in crisi di risultati e di fiducia. Stiamo lavorando su entrambi gli aspetti. La fiducia, l’aspetto mentale è fondamentale.”

La sua scelta di venire alla Sampdoria ha colpito molti. Cosa l’ha convinta?
“Il Tottenham mi avrebbe tenuto. Ma io sentivo di avere bisogno di una nuova sfida, di una
ventata fresca, e mi piaceva provare l’esperienza di un altro campionato. Quello italiano mi piaceva molto. La Sampdoria mi è stata tantissimo dietro, per settimane ho ricevuto le telefonate di Mattia Baldini. Mi ha fatto capire, e ho capito, quanto fortemente mi volesse la Sampdoria. Sentirmi desiderato ha fatto la differenza. Poi ho iniziato a informarmi di più sulla Sampdoria, la sua storia, i suoi incredibili tifosi vedevo in tv le partite ad agosto e non ho avuto dubbi. Manca solo che si chiuda il cerchio di questa storia e cioè che io scenda in campo”.

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Paolo Bardetta

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