Ernesto Torregrossa, ai taccuini dell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, in una lunga intervista ha commentato cosi il suo esordio in Blucerchiato: “La cosa più bella che potessi immaginare. Ma, gol a parte, sono felice per il modo in cui qui mi hanno accolto. L’energia che si respira qui è speciale”.
Le sue origini: “Vengo da una famiglia di sportivi, conosco il valore dello spogliatoio. Conoscere i propri compagni e rispettare le culture di tutti è fondamentale. Io credo che per stare bene in campo nel calcio si debba prima di tutto stare bene fuori”.
Carriera: “Ho fatto quattro anni di C, cinque e mezzo di B e uno di A nella stagione passata. Vedo la Sampdoria come un traguardo, ma pure come un nuovo inizio. Non voglio adagiarmi su questo. Ringrazierò sempre il Brescia, che mi rimarrà nel cuore. Lì sono migliorato tanto, ma questo è lo step più importante della mia carriera, e sono contento che sia stata la Sampdoria a permettermi di farlo”.
La sua ispirazione: “Mio padre è stato anche nel Torino, e quando era alla Puteolana lo ha allenato Ranieri… A San Cataldo, la nostra cittadina d’origine, lui ha portato la squadra dalla Terza Categoria alla D. Papà è un’istituzione. Batistuta? Io ho sempre avuto una sua foto ai miei compleanni da bambino. Prima della partita con l’Udinese, però, sabato scorso, sono andato a vedere su Youtube le gesta dei gemelli del gol, Vialli e Mancini. Mi ispira rivedere certi filmati prima di andare in campo”.
I suoi maestri: “Sarebbe troppo facile parlare di Corini o Marcolini. Tutte le esperienze, positive e negative, mi hanno arricchito. Certo, forse Corini mi ha dato qualcosa in più, ma anche Ranieri oggi è importante. Ricordo che il mister l’anno scorso dopo l’ultima partita di campionato mi fece i complimenti. Me lo aspettavo così, molto gentile, Non mi aspettavo che mi desse fiducia da subito, questo proprio no… Mi ha sorpreso”.
Approdo alla Samp: “So di un interessamento blucerchiato ormai da un paio d’anni. All’inizio di questa finestra invernale mi hanno detto di un interessamento serio. Spero di ricambiare la fiducia che mi hanno dato”.
Il paragone con Messi: “Era uno scherzo, Mario è un ragazzo d’oro. Dopo il gol all’Udinese, sabato sera, mi ha scritto per farmi i complimenti. “Finalmente sei nella categoria che meriti”. Spero che possa riesplodere a Monza. Se riesce a rimanere sereno, con le sue qualità, merita assolutamente un’altra occasione”.
Sulla nazionale del Venezuela: “Neppure a livello giovanile ci ho mai giocato. In verità nei mesi scorsi sono stato contattato dal commissario tecnico del Venezuela, ma ho preso tempo, anche perché comunque…
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