Ai taccuini dell’edizione odierna de La Repubblica di Genova, Jankto ha affrontato diversi argomenti in un’intervista speciale.
Lo studio degli avversari prima delle partite: “Prima di ogni partita studio i possibili avversari con filmati personalizzati, punti di forza e debolezza in fare di possesso e non possesso. Aiuta preparare tutto nei dettagli, fa parte del lavoro».
Sulle marcature di quest’anno, aumentate rispetto agli anni passati: “Ho avuto anche un pizzico di fortuna, ma non contano le statistiche personali. Dopo la sofferenza dello scorso campionato vogliamo solo arrivare prima possibile a quaranta punti”.
Su un suo difetto: “Il mio difetto? A volte corro perfino troppo. Mi piace rischiare la giocata in campo, devo cercare di sbagliare di meno».
Sulle troppe ammonizioni: “Ho ricevuto tre cartellini gialli “normali”. Con lo Spezia stavo cercando di conquistare un rigore e l’arbitro mi ha punito. L’unico da evitare era quello di Roma per proteste. Sento maggiore responsabilità, soprattutto quando sono capitano, e devo saper gestire tutte le situazioni per aiutare la squadra».
Sulla città di Genova: “Genova è una splendida città, ho avuto solo difficoltà a trovare un appartamento moderno., ma non è un problema sono qui per giocare a calcio. In questo periodo sono sempre a casa. Non posso commettere leggerezze. Il mare? Sono ceco, meglio la montagna. A fine carriera tornerò a Praga”.
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