“Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.”
Esordiamo con questa frase del noto poeta statunitense Khalil Gibran, per mettere in risalto quello che è stato e continua ad essere il lavoro di Claudio Ranieri con i suoi ragazzi.
Nonostante le tre sconfitte consecutive il Mister, che non dimentichiamo ha salvato la nostra Amata Sampdoria con 4 giornate di anticipo, anche ieri post Milan non ha perso un momento per elogiare e difendere i suoi uomini che nonostante tutto hanno dato tutto.
Si perché proprio come scriveva Gibran, “le persone felici sanno trarre il meglio da ciò che hanno”.
Ecco perché ai microfoni di Sky Sport, Ranieri non esita a ringraziarli: “Pensiamo che per questi ragazzi era la dodicesima partita giocata ogni tre giorni, siamo rientrati da Torino alle 4 di lunedì mattina, cosa si poteva chiedere di più a questi ragazzi? Hanno lottato con tutte le loro forze, poi però la qualità del Milan, che ha avuto invece cinque giorni di recupero, ha fatto la grande differenza che è giusto che ci sia tra noi e loro”.
In ogni caso, impresa dei giocatori a parte, l’esperienza di Ranieri in termini professionali, tecnici e soprattutto umani è servita e non poco a far si che, passatemi la metafora fiabesca, il brutto anatroccolo diventasse un bellissimo cigno abile e umile nel credere in sé stesso lottando contro ogni difficoltà. Ecco perché continua cosi il Mister: “La mia concentrazione stava nel far ricaricare le energie nervose, perché sotto l’aspetto fisico vedevo che andavamo bene, correvamo anche più degli avversari. Il segreto sta tutto lì, ricaricare le energie nervose. Questi ragazzi sono stati veramente dei professionisti esemplari e devo dir loro grazie per tutto quello che mi hanno regalato, perché quando sono arrivato non pensavo minimamente di salvarmi con quattro giornate di anticipo.”
E adesso manca una giornata al termine e poi si dovrà pensare al futuro. Giù quel futuro che ancora nasconde forse qualche ombra ma che lo stesso mister non ha paura di affrontare: “Dobbiamo sapere quello che c’è in programma. Io ho un altro anno di contratto, non devo fare per forza un altro anno, anzi se fossi furbo lo pretenderei, ma voglio vedere la squadra. Il Presidente mi ha detto che cercherà di fare il possibile, lui è il primo che ha sofferto e cercherà di non soffrire il prossimo anno. Che Sampdoria mi aspetto? Una Sampdoria giovane con giocatori interessanti che abbiano un futuro. Questa è stata la forza della Samp, ci sono stati tantissimi giovani che poi sono diventati campioni, e che ora giocano in altre squadre italiane e straniere. Mi aspetto una cosa del genere. Abbiamo parlato con Pecini e Osti e vediamo cosa si riesce a tirar fuori, so che sono alla Sampdoria e non posso chiedere grandi campioni, ma qualcosa per puntellare bene questa squadra e sapere che bisogna lottare anche il prossimo anno.”
Già proprio quei giovani di cui ha parlato e ai quali ha dato una bellissima possibilità scandita da una fiducia senza tempo. Come nel caso di Askildsen, elogiato da Ranieri con queste parole: “E’ un ragazzo ancora non maturo tatticamente per il calcio italiano, ma ha una gran corsa e un buon tiro come abbiamo visto stasera. Ha una grande disponibilità, si inserisce molto bene con la palla e senza. Abbiamo già preso un altro ragazzo, Damsgaard, che è molto bravo, e penso che se si inserirà subito nel calcio italiano abbia un gran futuro. Questi sono gli elementi che dobbiamo cercare, insieme a qualche elemento già formato che dia anche una mano a me.”
In conclusione una battuta del mister nei confronti dei cugini che si giocheranno la salvezza all’ultima giornata: “Non me ne voglia nessuno, ma è un campionato falsato. C’erano dinamiche pre-Covid con squadre che andavano a mille, tra esse il Genoa e il Lecce. Senza il pubblico è stato totalmente diverso. E’ stata una cosa nuova, io sono contento per la mia squadra perché ci siamo subito rimessi in riga, anche se abbiamo perso le prime partite. Contro Inter e Roma la squadra aveva lottato e corso ed ero fiducioso per i miei giocatori, ma bisogna riconoscerlo, è un campionato strano. Senza tifosi non è calcio”.
Dunque manca una partita al termine di questo strano e complicato campionato. Si tireranno le somme, si analizzeranno gli errori fatti, i passi falsi, le scelte sbagliate per evitare di ripeterli anche la prossima stagione.
Una figura al comando come quella di Ranieri è senza dubbio una manna dal cielo e una sicurezza anche perché continuerebbe un percorso appena iniziato e che, volenti o nolenti, ha portato a splendidi risultati.
Noi fossimo la società, non ci penseremmo due volte ad esaudire le richieste di quest’uomo che ci ha salvato e che può farci ritornare ad essere grandi.
Allora avanti non perdiamo tempo perché come diceva il grande Robert Herrick ““Cogli la rosa quando è il momento, ché il tempo lo sai che vola…e lo stesso fiore che oggi sboccia domani appassirà”.
Paolo Bardetta

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