Cagliari-Samp, il nostro editoriale

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Sgomento, come riporta la Treccani, è quel “grave stato di turbamento e di depressione psichica, generalmente causato da timori e preoccupazioni, avversità e dispiaceri, che rende incapaci di reagire prontamente e adeguatamente”.

Ed è la sensazione che ci ha accomunati ieri sera quando al minuto 96 Alberto Cerri, subentrato tre giri di lancette prima, ha incornato alle spalle di Audero la rete del 4-3 per il Cagliari.

Non è agevole commentare una partita che ha riservato un finale così amaro. Una partita che la Sampdoria ha saputo condurre per 0-2 e 1-3, al cospetto di una formazione che conferma uno stratosferico quarto posto in classifica dopo quattordici giornate. Una partita che ci ha restituito quel Fabio Quagliarella capace di infinite meraviglie solo pochi mesi fa, ma fino a ieri sera abulico e incapace di incidere alla sua maniera. Una partita che si discosta nettamente da quanto visto fin qui sotto la guida di Claudio Ranieri, con una Samp capace di segnare per ben tre volte – nelle precedenti tredici uscite erano stati solo nove i gol all’attivo – ma che, al contempo, ha perso di colpo parte di quelle certezze difensive faticosamente ricostruite nell’ultimo mese e mezzo.

Una partita che il Cagliari ha vinto con la confidenza che viene da una classifica clamorosa, e con la forza dei suoi giocatori chiave: un Nainngolan leader e anima dei rossoblu, un João Pedro su livelli di eccellenza mai così costanti, un Pellegrini a tratti inarrestabile a sinistra. E che la Samp ha perso per qualche amnesia di troppo: se a Thorsby, terzino per pura necessità, si possono forse perdonare le uscite tardive sugli spunti di Pellegrini e l’incapacità di contrastare efficacemente João Pedro in occasione del 3-3, risulta più difficile essere benevoli verso Ferrari, troppo distante dal suo uomo sia sul gol che ha riacceso la Sardegna Arena, sia sulla più che indigesta beffa finale.

Tre punti avrebbero portato la Sampdoria in acque decisamente più calme. Un punto, pur lasciando diversi rimpianti, sarebbe stato il premio per una gara giocata a viso aperto contro un avversario che in questo momento non ha timore di volare. Uscire dal campo a mani vuote fa certamente male e sarà fondamentale, ancora una volta, tutta l’esperienza di mister Ranieri per eliminare quanto prima le inevitabili scorie mentali. Perché è una sconfitta dolorosa, inutile nasconderlo, che porta però con sé la convinzione di come la Samp – ce lo ha gridato capitan Quagliarella con quel magnifico sinistro al volo – si stia davvero ritrovando.

 

Diego Baracchi

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