Il momento nero della Samp, tra cessione e fame di punti

Il momento nero della Samp, tra cessione e fame di punti

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D entro o fuori, in campo e in società. Ieri la squadra di Eusebio Di Francesco (che dopo l’avviochoc è attesa da altre tre gare durissime contro Torino, Fiorentina e Inter) ha ripreso la preparazione a Bogliasco: ritrovando (finalmente) in gruppo Maroni, quasi completamente recuperato dopo l’infortunio in coppa Italia a Crotone.
In vista della gara casalinga con i granata, è probabile che il tecnico si affidi nuovamente al modulo con il trequartista, forse preferendo Ramirez alle spalle delle due punte, in sostituzione di Caprari. Certo è che per la Samp, considerando anche le tensioni legate al ritardo nella chiusura della vendita
del club, e di tre k.o. già alle spalle, l’appuntamento di domenica si annuncia decisivo.
Closing sì o no?
Mancano dodici giorni al 30 settembre, termine ultimo per definire la trattativa in esclusiva per la vendita della società a Calcio Invest LLC, il cosidetto gruppo-Vialli. Il presidente Massimo Ferrero vorrebbe accelerare e chiudere in tempi rapidi, ma da parte dei due magnati a capo dell’operazione, Dinan e Knaster, tutto tace. In Italia, per ora, è arrivata solo
una bozza contrattuale con moltissime clausole e bonus richiesti dai due tycoon, ma dove non compaiono le cifre, al vaglio di una squadra di professionisti. L’impressione è che per poter arrivare al sospirato closing, come già ribadito più volte nelle ultime settimane, il ruolo dell’ex presidente Edoardo Garrone sia destinato a diventare sempre più centrale.
Andando ben oltre, dunque, al gran lavoro di diplomazia da lui messo in atto dall’11 giugno scorso. Quella sera, poche ore dopo il comunicato con cui il gruppo-Vialli si ritirava dalla trattativa, fu lui ad anticipare il tentativo (riuscito) di riavvicinare le parti, raccogliendo pubblicamente l’istanza a lui
fatta dai tifosi. I tre mesi successivi non sono però bastati per colmare il gap economico fra le parti: Ferrero sarebbe disposto a scendere da quota 100 a 90 milioni, ma l’offerta non è ancora sufficiente. Garrone ha assicurato un prestito di una ventina di milioni, ma la situazione sarebbe davvero in discesa solo con un ulteriore intervento personale quantificabile in circa ulteriori dieci milioni. Una trentina in tutto, dunque, da parte di colui che
aveva passato la mano a Ferrero nell’estate 2014. Tutto fermo, per ora, forse anche in attesa della richiesta di rinvio a giudizio (udienza venerdì a
Roma) per Ferrero (si parla di autoriciclaggio) e dell’altro verdetto importante nella gara con la squadra di Mazzarri.

Fonte: Filippo Grimaldi per La Gazzetta dello Sport

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