Fatti, non parole!

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Tre partite, zero punti. Un gol all’attivo, su calcio di rigore e con il risultato ampiamente compromesso, a fronte dei nove subiti. Ultimo posto in classifica, solitario e malinconico. Non serve certo rivedersi in Schopenhauer per affermare che l’inizio di stagione della Sampdoria è fin qui oltremodo deludente. All’orizzonte poi, ci sono altri tre incontri tutt’altro che agevoli: Torino al Ferraris domenica (ore 15:00), Fiorentina al Franchi nel turno infrasettimanale di mercoledì prossimo e, a chiudere, l’Inter di Conte -attualmente a punteggio pieno – ancora in casa nell’anticipo di sabato 28 (ore 18:00).

Un trittico di partite a cui non si può che guardare con la dovuta preoccupazione, pur consapevoli dell’assoluta necessità di muovere la classifica iniziando a raccogliere punti. Perché, come ha dimostrato anche il Lecce nel monday night che ha visto i salentini espugnare la Torino granata, mai come in questa stagione nessuno sembra intenzionato ad aspettare.

Detto dei giallorossi neopromossi infatti, non si palesano al momento formazioni nettamente inferiori alle altre. Condizione questa cui la Serie A ci aveva invece abituato negli ultimi anni con i vari Chievo, Frosinone, Benevento, Pescara. Fermo restando quanto sia prematuro azzardare giudizi generali dopo soli tre turni, appare evidente una crescita nello spessore delle formazioni destinate alla lotta salvezza: il Verona – già forte di 4 punti nel carniere – è stato in grado di tenere testa con buon piglio al Milan, pur disputando oltre 70 minuti in inferiorità numerica. E mettendo in mostra un Valerio Verre che ha senz’altro destato qualche rimpianto. La SPAL ha saputo imporsi in rimonta sulla Lazio, con un Petagna che si conferma ormai bomber di assoluto valore, mentre il Brescia conduceva agevolmente per 3-1 sul Bologna prima della follia del ‘solito’ Dessena.

Per la Sampdoria è quindi imperativo iniziare fin da domenica a macinare risultati positivi. Ripartendo da quanto di buono prodotto a Napoli, dov’è arrivata sì la terza sconfitta consecutiva, ma anche alcune delle risposte che Di Francesco attendeva dai suoi. L’adozione dell’assetto difensivo a tre, che ha visto anche un apprezzabile ritorno di Vasco Regini in luogo dello spaesato Colley di questo avvio, ha offerto maggiori certezze a un reparto apparso in grandissima confusione nelle prime due uscite. Davanti poi, come confermato dallo stesso tecnico abruzzese, si è cercato di fornire più supporto a capitan Quagliarella, portando Caprari (ancora non sufficiente la sua prova) e il nuovo arrivato Rigoni a giocare più a ridosso del numero 27. Modifiche che hanno prodotto risultati positivi: andando ad osservare gli Expected Goals (una statistica avanzata che misura, in buona sostanza, i gol potenziali di una squadra all’interno dei 90 minuti) dell’incontro infatti, emerge un valore di 1.6 per i blucerchiati, a fronte dell’1.5 dei partenopei. Detto che una statistica di questo tipo non racconta nel complesso l’andamento di una partita, è chiaro come la Sampdoria sia stata in grado di costruire occasioni da rete importanti, davanti a un avversario nettamente superiore, riuscendo nel contempo a concedere relativamente poco. Da qui si dovrà ripartire.

Resta poi, tutt’altro che sullo sfondo, l’elefante nella stanza. La questione societaria ha vissuto di nuovi capitoli, senza che nessuno di essi si sia rivelato – cosa a cui siamo ormai abituati – risolutivo. Il presidente Ferrero, ospite di Simona Ventura sui Rai2 nella tarda mattinata di domenica, ha offerto il consueto campionario di frasi sibilline rivolte ai possibili acquirenti, ribadendo ancora una volta la richiesta degli ormai famigerati cento milioni. Oltre ad affermare con forza, nel seguito dell’intervista, i risultati raggiunti alla guida della Sampdoria. Risultati per i quali, evidentemente, sente di non ricevere il credito desiderato da parte della piazza. Una piazza che è quantomai esasperata, come dimostrano i duri striscioni a firma Fieri Fossato comparsi in città domenica, oltre alle parole di Claudio Bosotin, che ha manifestato l’intenzione di impedire a Ferrero l’accesso al Ferraris in occasione della gara contro il Torino. Parole a cui il presidente ha risposto da par suo contribuendo, se possibile, ad esacerbare ancor più gli animi.

Mister Di Francesco e i suoi ragazzi dovranno essere bravi a isolarsi da questo turbine, trovando nell’immancabile sostegno della Sud un aiuto fondamentale per ripartire.

 

Diego Baracchi

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