L’extraterrestre Quagliarella mette paura. Piomba sulle partite uscendo dal portellone della personalissima astronave che guida e dirige come e quando vuole. La Sampdoria lo riconosce meglio di tutti e se ne giova. Per i blucerchiati è umanissimo, per gli altri molto meno. Onnipotente in campo, senza tempo né limiti perché fa tutto con naturalezza e qualità. I 36 anni del capitano doriano sono soltanto il ritmo biologico di fronte al repertorio straordinario che esibisce pure al Mazza: doppietta (lo spinge a 19 gol), un palo, altre due occasioni sventate dall’ex Viviano e qualche pallone invitante. Tanta roba e tutta insieme non si vede sempre. A metà ripresa esce tra gli applausi del Mazza all’unisono, a cominciare dall’omaggio dei tifosi spallini che poco prima si erano infuriati per il gol annullato a Floccari e si alzano in piedi (lui ricambia alzando le mani), quando Giampaolo lo sostituisce per l’avvisaglia di un fastidio muscolare capito subito dallo stesso giocatore. C’è tutto in Quagliarella, capace di essere protagonista specie quando lo vedi in partita al pronti via come a Ferrara. Se da tre stagioni va in doppia cifra, se in blucerchiato ha segnato 53 reti dal gennaio 2016 e se ha già eguagliato il tetto raggiunto l’annata scorsa, vuol proprio dire che siamo di fronte a un fenomeno. C’è un abisso nella batteria d’attacco della Samp tra SuperFabio e il resto della compagnia, visto che dietro di lui c’è Defrel a quota 6.
CHE PRODEZZE. Il Quagliarella-day si apre quando si coordina per la mezza rovesciata spettacolare sul cross dalla destra di Bereszynski, bruciando Cionek per punire la Spal mai sotto nei primi 10′ in questa stagione (gli emiliani reclamano invano un fallo nell’azione ma non c’è), e prosegue con lo stacco di testa lasciando sul posto Fares sul traversone stavolta dalla sinistra di Linetty. A Quagliarella bastano 11′ per stravolgere Ferrara, gasando i tifosi doriani al seguito e sistemati dalla parte opposta, mentre si ritrovano sotto un treno gli spallini in Curva Ovest guardando cosa combina sotto i loro occhi. Se ne sono fatti ormai una ragione alla Spal, dato che la sua media è sempre la migliore rispetto alle altre avversarie quando l’aŲronta. Bilancio stratosferico: 4 gol segnati e 2 assist in 280′ giocati.
TANTA UMILTÀ. Osannato e per tutta risposta schivo davanti ai microfoni: «Non mi sento nessuno – confessa -. Non sono nessun uomo guida, io faccio parte di una squadra che lavora insieme in un’unica direzione: tutti utili, nessuno indispensabile. Era difficile e partire forte era invece indispensabile, siamo stati bravi a riuscirci». Un pensiero lo riserva a Emiliano Viviano: «E’ un fratello, ma io ho cercato di fare il mio dovere». Si capisce perché uno così fa la differenza in campo e fuori.
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