Gazzetta dello Sport – Record e incubi: Quagliarella torna nella «sua» Napoli

Gazzetta dello Sport – Record e incubi: Quagliarella torna nella «sua» Napoli

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Il sogno di bambino è durato appena un anno. Poi è svanito, nel peggiore dei modi, con una cessione che ha avuto poche ragioni tecniche. L’altro, s’è avverato, in maniera inaspettata, quando la sua carriera sta avviandosi al termine. Roberto Mancini lo ha convocato per lo stage che la Nazionale farà ad inizio settimana. Un premio, che il cittì gli ha riconosciuto per lo strepitoso rendimento che sta avendo in questa stagione.

RIECCO NAPOLI L’aveva voluta con tutte le proprie forze quell’esperienza napoletana, dopo averla inseguita sin da giovanissimo, da quando all’età di 10 anni cominciò a tirare calci a un pallone, nelle giovanili del Torino. Da allora, Fabio Quagliarella concentrò tutti gli sforzi sull’unica idea fissa che gli aveva invaso la mente: giocare nel Napoli, nella squadra del cuore, quella per la quale aveva provato le prime emozioni da tifoso. Un inseguimento durato 10 anni, passando per Chieti, Ascoli, Sampdoria e Udinese, fino a quando Aurelio De Laurentiis non convinse la famiglia Pozzo a cedergli il cartellino: 16 milioni di euro versati all’Udinese e 1,8 milioni di stipendio al giocatore, il contratto più alto concesso dall’inizio della sua era napoletana.

CUORE IN GOLA Eccolo, Fabio. Sorridente, felice come un bambino dinanzi al giocattolo più desiderato. Finalmente, Napoli è sua, nessuno potrà mai sottrargli quel sogno realizzato. È quanto lui spera. L’estate è quella del 2009, sulla panchina del Napoli siede Roberto Donadoni: ci resterà fino a inizio ottobre, poi gli subentrerà Walter Mazzarri. Intanto, ci sono qualcosa e qualcuno che attentano alla serenità di Quagliarella. Un amico, Raffaele Piccolo, un poliziotto stalker, prova aincastrarlo, a sottrargli denaro, accusandolo di essere un camorrista e un pedofilo. Lo fa inviando lettere anonime alla famiglia dell’attaccante e al calcio Napoli. Fabio ha paura, si sente minacciato, denuncia tutto all’autorità competente. Intanto la stagione finisce, A fine stagione De Laurentiis lo cede alla Juventus, dopo 34 presenze e 11 gol.

TRADITORE La gente è delusa, lo accusa di tradimento: come può uno che ha voluto fortemente vestirne la maglietta azzurra, passare adesso al nemico di sempre? Il tempo, poi, sarà galantuomo, lo stalker verrà incastrato e condannato dalla giustizia e Fabio potrà raccontare le sue verità. Rivelazioni che gli restituiranno l’amore di quei tifosi che si erano sentiti traditi e di Aurelio De Laurentiis che gli riconosce grande coraggio. Nel frattempo, però, il Napoli continua la propria fase di crescita internazionale, lì davanti a dare consistenza all’attacco c’è Gonzalo Higuain. Il ritorno di Quagliarella resta soltanto un desiderio popolare.

TUTTI IN PIEDI Rieccolo, dunque, Fabio. Stasera salirà le scalette del San Paolo e il cuore gli batterà a mille. Napoli gli riserverà la standing ovation. Quel “giovanotto” che ha appena compiuto 36 anni proverà a difendere il primato nella classifica dei capocannonieri e di stabilire il record di reti segnate consecutivamente in un campionato di serie A. Contro l’Udinese, la scorsa domenica, ha raggiunto Gabriel Batistuta a quota 11. Se stasera dovesse segnare, il San Paolo lo festeggerà. Poi, l’aspetterà la Nazionale.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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