Lunga intervista sul momento della Samp a “Il Secolo XIX” di Antonio Romei che analizza tanti aspetti dai risultati, agli obiettivi stagionali
“Sicuramente stiamo attraversando un momento di difficoltà per il risultati. Però sono molto tranquillo, siamo uniti, abbiamo fiducia nella squadra, ne conosciamo il valore e l’impegno quotidiano. Ne usciremo fuori, come è già successo. Come società abbiamo il dovere di chiedere sempre di più alla squadra. I numeri però sono giochetti mediatici. L’asticella che dobbiamo tenere alta è quella di lavoro, professionalità, impegno e autostima.
“Il futuro del mister? Penso che le valutazioni vadano fatte prima di scendere in campo. E non dopo, a seconda del risultato. La nostra l’abbiamo fatta ad aprile 2017, quando abbiamo scelto di legarci a Giampaolo fino al 2020. Certo, bisogna trovare ogni stagione gli equilibri.
La sconfitta più brutta? Col Torino, la Samp non può permettersi una partita e un atteggiamento così davanti ai suoi tifosi. Tecnico in discussione? Ma no. Non toccherei nemmeno il tasto della fiducia, questa è una domanda che non ha nemmeno le basi per abbozzare una risposta.
“Obiettivo Europa come pronunciato in estate da Sabatini? Ricordo. Ma il suo riferimento all’Europa faceva parte di un discorso di responsabilizzazione più che di obiettivi concreti. È giusto che tutti alla Samp sentano il peso di una responsabilità forte, perché le aspettative sono alte”.
“Il futuro di due pilastri come Praet e Quagliarella? Per Praet stiamo negoziando, credo che troveremo una soluzione. Per Fabio bbiamo deciso di comune accordo di parlarne più avanti. Troveremo una soluzione insieme. Lui ha espresso il desiderio di chiudere nella Samp”.
“Lavori a Bogliasco? Siamo entrati nell’ultima fase. La sede dovrebbe traslocare a Bogliasco in primavera”.
Il bilancio? Anche nel 2018 sarà positivo, più o meno ricalcherà quello del 2017 sui 10 milioni. Sarà il terzo di fila in utile. Per un bilancio più globale della gestione Ferrero, aspettiamo giugno 2019. Saranno 5 anni, faremo il bilancio del primo lustro. Bisogna pensare positivo, perché le negatività ti trascinano in un gorgo. E bisogna essere realisti. I black out ci saranno sempre, ma noi dobbiamo lavorare per ridurli. Questo sì è il nostro obiettivo”.
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