Samp-Napoli a distanza di due giorni continua a far parlare.
Premessa ovvia e chiara. Siamo come progetto e come tifosi contro ogni forma di razzismo e discriminazione. Quello che è accaduto domenica sera ci ha colpito profondamente. La tifoseria della Sampdoria è sempre stata esemplare. Fuori da ogni questione politica, mai esposti dei simboli razzisti o inneggiato a discriminazione in nessuna forma. Violenza poi nemmeno a parlarne. Una tifoseria che applaude la sua squadra anche dopo uno 0-5.
Ma domenica si è andato oltre, in una partita che presenta forte criticità come rivalità anche per via del gemellaggio tra Napoli e genoa.
I fatti per i media e la maggior parte dei tifosi sono chiari. Durante la partita e specie dopo il goal di Milik, ammonito per la sua esultanza sotto la Sud, ci sono stati anche cori che l’attuale regolamento determina come di discriminazione territoriale. Chiari ed evidenti purtroppo e naturalmente non condivisibili per la correttezza e lo stile che contraddistingue da sempre la tifoseria della Samp. Poi è andata anche in scena l’azione del presidente del Doria, Ferrero che, cercando di tutelare la società contro multe e squalifiche, è intervenuto per calmare gli animi.
Tutto questo non va bene e ci auspichiamo che non accada più. Poi chiaramente la definizione che si vuole dare di discriminazione territoriale lascia aperti mille discorsi. Questi cori purtroppo vanno avanti da decenni in tutti gli stadi d’Italia o quasi, anche al Sud. Addirittura anche a Napoli per auto ironia si sono esposti striscioni inneggianti a tutto ciò. Per tanto tempo questo è restato chiuso nel rettangolo verde e nel linguaggio del tifo in genere. Poi sono iniziate multe e squalifiche e chiusura delle curve. Tutto questo non ha cambiato molto, segno che c’è dell’altro in questo “astio” nei confronti di una tifoseria, non di un popolo sia chiaro, o almeno questo si crede.
Per questo scriviamo, per questo vogliamo portare all’attenzione quanto accaduto domenica affinché non succeda più. Non solo da parte doriana, già colpevolizzata e sbattuta come un mostro in prima pagina, e multata, ma da parte di tutte le tifoserie. Chi vuole rispetto lo dia per primo e questo è il punto.
Torniamo a domenica sera, da fine partita ci sono arrivate testimonianze, specie di mamme blucerchiate che ci hanno scritto il loro dispiacere e la loro delusione per quanto accaduto. Ci scrivono:
S. L.
Nei distinti i tifosi napoletani gridavano naufraghi alluvionati ai sampdoriani, oppure cantavano alluvione portali via. C’erano bambini e altre mamme che hanno sentito, mia figlia compresa. Nessun sampdoriano ha ribattuto anzi si sono dovuti allontanare me compresa.
A. B.
Ero in Nord, il primo coro Lavaci col fuoco lo hanno cantato i napoletani nel settore ospiti a inizio partita.
A. S.
Ero in tribuna superiore circondata dagli ospiti. Sia loro che quelli in “gabbia Nord” sono stati volgari e incivili lanciando loro stesso cori offensivi contro Genova e i sampdoriani inneggiando all’alluvione.
R. M.
Loro gridavano bastardi alluvionati non hanno ritegno si fanno passare per vittime con tutti ma sono tifosi pericolosi
Queste sono solo alcune delle testimonianze che stiamo raccogliendo perché sarebbe opportuno che la si smettesse, ma in entrambe le direzioni. I tifosi del Napoli di certo non sono dei santi, anzi, certo anche qua parliamo di una minoranza ma ci sono e va affrontata la questione. A Genova ricordiamo anche incidenti e violenze causate proprio da tifosi del Napoli anni fa in occasione di Samp-Napoli passati. Per non parlare poi del trattamento riservato ai doriani quando vanno in trasferta a Napoli con lancio di sacchi di urina nel settore ospiti. Tutto questo ha fatto inasprire gli animi fino a generare questa forte rivalità sfociata anche nei cori.
Di certo la morale e i panni sporchi lavati in casa sono azioni che stanno compiendo i doriani tra loro prendendo coscienza e responsabilità di quanto accaduto. Non accettiamo invece che la morale provenga dal signor Sarri che ha chiesto a più riprese di sospendere la partita all’arbitro Gavillucci attenzionato dalla presenza del designatore Rosetti in tribuna, presenza da non sottovalutare, mai finora, infatti, una partita era stata sospesa per questi cori, era accaduto solo in Lazio-Napoli ma per cori contro Koulibaly (deprecabili). Lo stesso Sarri che diede del “Finocchio” all’attuale CT dell’Italia Mancini in occasione di Napoli-Inter di coppa Italia di due anni fa. Questo grave e discriminatorio specie tra colleghi.
Non accettiamo la morale del sindaco partenopeo De Magistris che invece di distendere i toni parla di invidia nei confronti di Napoli perché più bella e turistica di Genova e perché loro avrebbero vinto lo scudetto dell’onestà e del bel gioco. Così come siamo allibiti per la strumentalizzazione fatta solo da un lato considerando anche la denuncia di class action che dicono di voler fare da Napoli per via legale.
Forse pensare di essere “migliori” o diversi da altri non è anche un modo di attirare antipatia verso una città che invece è stupenda con gente di cuore? Perché non ci si fa questa domanda?
Perché e qui chiudiamo, tra genovesi e napoletani non c’è odio anche perché uno dei tifosi storici della Samp era nativo proprio di Napoli e perché l’attuale capitano e simbolo della Samp, Quagliarella è stabiese. Quello che ci auspichiamo infine, anche sul campo, è che prima allenatori e giocatori, così come dirigenti e personalità influenti facciano un passo verso l’altro evitando ad esempio esultanze sotto le curve opposte e comportamenti anti-sportivi.
Chi vuole rispetto lo dia per primo, facciamolo tutti per evitare serate come quella di domenica. Torniamo uniti come lo siamo stati nel periodo più triste di questa stagione coinciso con la scomparsa del povero Astori, lì il calcio ha saputo trasmettere passione e senso di aggregazione.
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