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35a giornata, il punto sulla A

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Verdetti (quasi) finali; sono ciò che scaturisce dalla 35esima giornata, una delle più elettrizzanti, emozionanti, ricche di gol di questo campionato, per di più l’adrenalina di trovarsi a pochi passi da un traguardo tanto ambito e ricercato dall’inizio della stagione accomuna molteplici squadre a molteplici altitudini di classifica. Dalla gioia insperata della Juve alla tregenda fiorentina del Napoli, dall’allungo Champions delle romane alla bagarre Europa League, e infine gli psicodrammi di bassa classifica, abbiamo provato di tutto in questa giornata tra le più attese del campionato.

C’eravamo lasciati una settimana fa con le immagini di una Napoli festante (forse troppo) per aver riaperto un campionato che negli ultimi anni ha avuto un solo padre padrone, e forse questo rendeva l’aria ancor più frizzante, d’altro canto un ambiente, quello juventino depresso e forse scarico come non mai.

Tutte valutazioni che fino al minuto 87 di Inter-Juve trovavano conferma sul campo; terreno di gioco che raccontava una stoica e volitiva Inter ribaltare l’iniziale vantaggio di Douglas Costa in 10 uomini grazie alle reti di Icardi e l’autogol di Barzagli. Poi il click, la scintilla, ma non quella dell’ennesimo fuoco d’artificio partenopeo pronto a sancire la sconfitta avversaria, bensì quella dell’orgoglio bianconero che in 2 minuti grazie ancora ad un’autorete (Skriniar) e a mister 90 milioni Higuain riportano inerzia e 3 punti a favore dei Campioni d’Italia.

Non fatichiamo a immaginare lo scoramento tra le fila azzurre che già stavano assaporando un nuovo stop e l’opportunità di effettuare a poche curve dal traguardo lo storico sorpasso; ed infatti a Firenze finisce con un sonoro 3-0, e per corsi e ricorsi storici probabilmente sarà di nuovo un Simeone (tripletta) ad aiutare la Juve sulla strada per il titolo dopo quello del 5 maggio 2002. Aldilà dei meriti del giovane bomber viola, Napoli disunito e distratto fin dai primi minuti e proprio a causa di questo rimasto in 10 per l’espulsione di Koulibaly (la legge del contrappasso non può che applicarsi in casa di colui che l’ha ideata, Dante Alighieri).

Stati d’animo quindi completamente ribaltati, con un’unica (fondamentale) differenza: ora siamo a meno 3 giornate dalla fine è il distacco è tornato a 4 punti, calendario che lascia poco spazio all’immaginazione: alla Juve basterà battere in casa Bologna e Verona per essere campione a prescindere dalla trasferta con la Roma.

Trasferta capitolina che è ancora lontana qualche settimana e che potrebbe avere un’importanza ancora più marginale visto che gli uomini di Di Francesco hanno messo un altro mattoncino verso la qualificazione Champions battendo per 4-1 all’Olimpico un Chievo in profonda crisi (definitivamente allontano Maran). Giallorossi che ancora una volta superano agevolmente lo scoglio pre semifinale è complice la sconfitta dell’Inter allungano a 4 sui nerazzurri.

Stessa sorte per i cugini biancocelesti che nel posticipo domenicale superano il Torino 0-1, con Immobile infortunato dopo pochi minuti tocca a Milinkovic-Savic battere un Torino che ormai ha poco da chiedere al campionato se non salvare l’orgoglio.
Anche in questo caso quindi un + 4 a meno 3 giornate dal termine sembra decidere questa lotta. Ma L’Inter delusa ed arrabbiata per la sconfitta di sabato ha ancora alcune carte da giocarsi come lo scontro diretto a Roma con la Lazio all’ultima giornata, certo entro il 20 maggio occorre accorciare il distacco.

Alleata dei nerazzurri in questo tentativo sarà l’Atalanta che nel prossimo turno farà visita proprio a Simone Inzaghi e che vista la lotta serrata per il sesto/settimo posto sarà alla ricerca di punti importanti.

Nel frattempo mantiene il punto di vantaggio sul Milan battendo in casa 3-1 un ormai salvo Genoa, il prossimo impegno sicuramente sarà di caratura più alta. È ciò che spera chi insegue, come i rossoneri appunto che dopo 40 giorni ritrovano la vittoria 2-1 a Bologna confermando le difficoltà nel concretizzare le occasioni e a concederne troppo agli avversari, ma questa volta i 3 punti sono arrivati.

Punti utili sia per accorciare in avanti ma soprattutto per lasciarsi dietro a 3 punti Samp e Fiorentina. Detto dei Viola vittoriosi sul Napoli, i blucerchiati strapazzano al Ferraris 4-1 il Cagliari, dimostrandosi una delle squadre più spettacolari del torneo se in giornata. Isolani invece, che complicano non poco questa sconfitta la loro corsa salvezza; fermi a 33 punti si vedono superare dal Crotone(34) è avvicinati dalla Spal (32).

Proprio queste due squadre si aggiudicano l’ Oscar di giornata grazie a due vittorie fondamentali. I calabresi si dimostrano quasi infallibili in casa rifilando un sonoro 4-1 al Sassuolo (relativamente tranquillo a 37 punti). I Romagnoli invece condannano quasi definitivamente il Verona alla retrocessione con una vittoria per 3-1 in extremis, andando a deliberare a 3 giornate dal termine una classifica che vedrebbe sparire entrambe le squadre scaligere dal radar della massima serie. Chance, soprattutto per il Chievo (31 punti), ancora aperte soprattutto se l’Udinese nonostante il cambio in panchina continua a non vincere; nell’era dei 3 punti si sa che un pareggio è da considerarsi una mezza sconfitta, ancor di più se ottenuto a fatica 3-3 a Benevento con i padroni di casa ormai retrocessi.

Bene ormai ci siamo, intravediamo il traguardo e la matematica incombe nel sancire verdetti, appuntamento alla prossima settimana.

Davide Tranchida

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Corrado Franco

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