Samp, il futuro passa dal presente: ora serve credere nella propria forza

Samp, il futuro passa dal presente: ora serve credere nella propria forza

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La Sampdoria, dopo la brutta sconfitta di Mantova, è tornata a lavorare a Bogliasco per preparare la gara di sabato a Marassi contro il Catanzaro, fischio d’inizio alle 17.15.

Una partita che arriva prima della sosta più lunga degli ultimi anni: tre settimane che non sono solo un intervallo, ma un banco di prova. Un tempo sospeso in cui Corradi dovrà ricostruire non soltanto gambe e condizione, ma soprattutto ciò che oggi manca più di tutto: la presenza mentale.

Sul fronte degli infortuni, Esposito dovrebbe rientrare già sabato, mentre per Meijer e Conti se ne parlerà dopo la sosta, con l’obiettivo di averli disponibili per Avellino. Segnali di ripresa, ma ancora frammentati.

Sul fronte degli infortuni, Esposito dovrebbe rientrare già sabato, mentre per Meijer e Conti se ne parlerà dopo la sosta, con l’obiettivo di averli disponibili per Avellino. Segnali di ripresa, ma ancora frammentati.

Intanto, nelle ultime ore si è parlato di una possibile “ultima spiaggia” per Corradi. Voci che circolano sempre quando la classifica è pesante e il gioco non convince, ma che al momento non trovano fondamenta. La società ha confermato la fiducia nel tecnico, consapevole che giudicare un progetto mutilato dagli infortuni e dai ritardi di condizione sarebbe un errore di prospettiva, anche se l’errore più grande è stato commesso prima.

È vero che nel calcio a pagare è quasi sempre l’allenatore, ed è vero che la Samp oggi è ultima, ma è altrettanto vero che una squadra non si valuta solo dai numeri: si valuta da ciò che può diventare, anche se la pazienza è ormai al capolinea e non da quest’anno.

Resta però un punto critico: la fiducia non è un dogma, è un patto. E un patto vive finché viene alimentato. Una sconfitta pesante nel gioco, più che nel risultato, potrebbe cambiare le carte in tavola. Il Catanzaro diventa così una partita che non decide il futuro, ma lo orienta.

In fondo, come scriveva Cioran, “non si cade perché si è deboli, ma perché si è smesso di credere nella propria forza”.

La Samp non può permettersi di smettere di crederci. Non adesso, non con tre settimane di lavoro davanti, non con un progetto che deve ancora dimostrare chi è ma che già fa acqua e vacilla da tutte le parti.

Perché, come scriveva Kierkegaard, “la nave non affonda per l’acqua che la circonda, ma per quella che lascia entrare”.

E noi non lo possiamo più permettere…

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