La Sampdoria torna da Mantova con una nuova sconfitta, 2-0, la seconda consecutiva e la terza di questo avvio di campionato. Un passo indietro evidente rispetto alla gara di Palermo: non solo un’involuzione nel gioco, ma soprattutto nella foga agonistica, nella presenza mentale, nell’energia che una squadra deve portare in campo per competere.
Il dato che più fa riflettere non è il risultato, ma l’atteggiamento. Una Samp mai davvero entrata in partita, superficiale nelle scelte, fragile nei duelli, sovrastata da un Mantova che ha dominato in lungo e in largo, soprattutto sul piano della cattiveria agonistica.
Il primo tempo si chiude sullo 0-0, con i padroni di casa in pieno controllo.
Nella ripresa arriva l’ennesimo svarione difensivo: Ruocco raccoglie un lancio del portiere, approfitta della dormita generale e firma il vantaggio biancorosso.
La Samp accusa il colpo, ma avrebbe l’occasione per rimettere tutto in equilibrio: un calcio di rigore. Lauritsen, alla prima in campionato, si presenta sul dischetto. Il tiro è lento, prevedibile, e finisce fuori. Una scelta discutibile, con Insigne in campo: forse un gesto di generosità verso il compagno, ma in certi momenti la generosità non basta. Il rigore avrebbe potuto cambiare la storia della partita… forse.
Da lì, poca lucidità e poca reattività. Il Mantova ne approfitta ancora: Longonda, lasciato incredibilmente solo, trafigge Vindahl per il 2-0 che chiude la gara.
La Samp esce dal Martelli con molti passi indietro e poca voglia di giocare a calcio. Tre gol fatti, otto subiti: numeri che raccontano una squadra che non riesce a stare dentro le partite, né mentalmente né tatticamente.
Gli errori difensivi pesano, ma pesa soprattutto la mancanza di furore agonistico, quella scintilla che in Serie B fa la differenza più del talento. Alla fine vince la squadra che ha giocato meglio, che ha meritato di stare in cima alla classifica insieme al Palermo.
È presto per fare calcoli o processi, ma ciò che fa arrabbiare non è la sconfitta: è non scendere in campo. E quando non scendi in campo, le partite le perdi.
Come scriveva Nietzsche:“Chi ha un perché abbastanza forte può superare qualsiasi come.”
La Samp, oggi, ha perso perché ha smarrito il perché: identità, fame, presenza. Ritrovarlo sarà il primo vero compito di Corradi.
Il tabellino della sfida tra biancorossi e blucerchiati, 4.a giornata della Serie BKT 2026/27.
Mantova 2
Sampdoria 0
Reti: s.t. 13′ Ruocco, 21′ Longonda
Mantova (3-4-2-1): Bardi; Tomasevic, Cella, Castellini; Jonathan, Kouda, Ignacchiti (10′ s.t. Longonda), Benaissa; Ilie (27′ s.t. Bragantini), Ruocco (27′ s.t. Caiazzo); Gliozzi (10′ s.t. Vlahovic).
A disposizione: Gemello, Spinaccé, Wieser, Keita, Paoletti, Del Lungo, Chinetti, Kospo.
Allenatore: Modensto.
Sampdoria (4-2-3-1): Vindahl; Di Pardo, Gartenmann, Delli Carri, Cicconi; Makoumbou, Henderson (27′ s.t. Karamoh); Begić (1′ s.t. Abildgaard), Verschaeren, Insigne (27′ s.t. Sinani); Tutino (12′ s.t. Lauritsen).
A disposizione: Krastev, Massolo, Ravanelli, Ferrari, Mbabu.
Allenatore: Corradi.
Arbitro: Chiffi di Padova.
Assistenti: Bercigli di Firenze e Lauri di Gubbio.
Quarto ufficiale: Calzavara di Varese.
VAR: Di Paolo di Avezzano.
AVAR: Paganessi di Bergamo.
Note: ammoniti al 16′ p.t. Benaissa, al 44′ p.t. Henderson per gioco scorretto, al 28′ p.t. Insigne per proteste; recupero 1′ p.t., 3′ s.t.; abbonamenti 5.790 (rateo 61.975, 20 euro), paganti 3.423 (incasso 59.382,83 euro); terreno di gioco in buone condizioni.
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