Fredberg e Branco: “Scelte condivise per una Samp che guarda al futuro”

Fredberg e Branco: “Scelte condivise per una Samp che guarda al futuro”

Fredberg Corradi Branco
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Bilancio di mercato per la Samp nelle parole di Americo Branco e Jesper Fredberg.

Il Direttore Sportivo e il CEO dell’Area Sportiva, hanno fatto il punto della situazione alla fine della finestra estiva di mercato, ai microfoni del canale ufficiale della Sampdoria.

Branco: “La prima finestra di mercato alla Sampdoria, anche qui in Italia, l’ho vissuta in una forma per me personalmente divertente, ma allo stesso tempo con un grande senso di responsabilità. C’era davvero tanto da fare: molte entrate, molte uscite, e la consapevolezza che il club deve cercare di essere sempre più ambizioso. Sappiamo che la Sampdoria non può permettersi di giocare a perdere, come ho sempre detto, e quindi bisogna tenere in considerazione tutte queste variabili quando si affronta una trattativa: le tempistiche, le questioni economiche, gli incastri tecnici. Oggi costruire una squadra non significa partire da una pagina bianca, non è come aprire Football Manager e cancellare tutto ciò che è stato fatto in passato. Serve responsabilità, serve capire cosa si rappresenta. Sul piano personale, è stato divertente perché ho sempre desiderato lavorare in Italia, in una società importante.”

Fredberg: “Non c’è dubbio che ci sia una grande differenza tra l’anno scorso e quest’anno. Possiamo partire dall’aspetto principale: oggi c’è una chiarezza molto maggiore nella struttura e nei processi decisionali. Abbiamo un unico osservatore, Mr Tay, un gruppo di direttori che rappresentano quest’area, due CEO sportivi che gestiscono la parte calcistica, un CEO non-sportivo che segue la componente corporate, e abbiamo costruito una struttura solida nel settore sportivo con un direttore sportivo e un direttore tecnico. Esiste anche un comitato trasferimenti che definisce come affrontiamo le operazioni, e ora ogni dipartimento ha un responsabile. Questo ci permette di essere più allineati, sia nella comunicazione interna, sia nella capacità di definire chiaramente dove vogliamo andare e come intendiamo arrivarci. All’inizio dell’anno scorso era fondamentale creare una strategia chiara su come affrontare la finestra di mercato. Ovviamente, il fatto di essere nel club da un anno mi dà maggiore tranquillità: questo è un club speciale in molti sensi, e conoscere bene la sua identità rende più semplice prendere decisioni forti — e, speriamo, anche le decisioni giuste per il club. La nostra strategia sul mercato era quella di trovare giocatori che volessero unirsi alla Sampdoria non solo per la storia, ma anche per il futuro: cosa possiamo costruire, cosa possiamo rappresentare, e chi vuole far parte di questo percorso. Era importante individuare giocatori da legare, possibilmente, con contratti permanenti: profili disposti a rischiare qualcosa con noi, a perdere con noi ma anche a vincere con noi. Questa era l’ambizione che volevamo trasmettere: portare giocatori pronti a prendersi una possibilità e un rischio insieme a noi, ma rimanendo qui, perché crediamo che sia il modo migliore per costruire risultati. È una strategia che si allinea anche con l’ambizione della proprietà: nei prossimi due anni vogliamo essere in un luogo diverso da quello in cui siamo ora. Crediamo che sia più facile attrarre giocatori se il club cresce non solo nei risultati, ma anche nel potenziale. Così possiamo rappresentare più valore, e compiere l’ultimo passo. Per questo motivo abbiamo puntato su più giocatori con contratti permanenti e meno prestiti. Volevamo anche testare i nostri giovani all’inizio, ed è stato un buon modo per farlo, perché la rosa era molto ridotta. Abbiamo sfruttato l’occasione per portare diversi giovani e dar loro fiducia. Crastev è un esempio: ha mostrato una buona prospettiva, tanto da meritare un nuovo contratto lungo, perché vediamo grande potenziale in lui. Un giocatore come Insigne non ha bisogno di presentazioni: la sua carriera parla da sola. Ciò che abbiamo trovato particolarmente interessante è la leadership e l’esperienza che porta, oltre alla conoscenza profonda di cosa significhi performare in Italia. Quello che mi ha colpito di più sono stati gli ultimi sei mesi, quando è tornato in Italia: non è stato solo presente, ha avuto un impatto enorme, contribuendo a una rimonta importante per un club che molti consideravano già fuori dai giochi. Improvvisamente è diventato una minaccia per diverse squadre della lega. Per noi era fondamentale osservare questo tipo di profilo, soprattutto sapendo che avremmo inserito molti nuovi giocatori in rosa. Serviva qualcuno che sapesse cosa significa performare, ma anche guidare — a volte in campo, a volte fuori. Credo che Lorenzo abbia molte di queste qualità, e per me è stato molto bello vedere il suo stato mentale, la sua disponibilità e la sua voglia di venire qui e performare per noi.”

Branco: “Su Sinani penso che la gente abbia già visto che tipo di giocatore è. È un profilo che ha vinto campionati di seconda divisione sia in Inghilterra sia in Germania, è nazionale di un Paese in forte crescita calcistica, ed è un giocatore che ci serviva per coprire diversi ruoli. In quel momento anche lui ha dimostrato la volontà di fare un passo diverso, in un Paese diverso, nonostante avesse molte opzioni nei campionati in cui aveva già giocato. Questo è stato un elemento importante per chiudere la trattativa. Su Bejic è altrettanto significativo: vuol dire che in passato sono state fatte cose buone. Noi abbiamo semplicemente valutato ciò che era già adatto, c’era già un processo di integrazione, e il suo valore — anche in relazione alla sua età — lo rende un asset non solo in campo, ma anche fuori. È importante guardare al futuro della Sampdoria anche attraverso profili come il suo. Tobias Lauritsen è stato la punta che cercavamo: ha struttura fisica, capacità realizzativa, e ha già segnato in un campionato importante, uno in cui ho lavorato personalmente. Tobias ha ricevuto molte richieste, è stata una trattativa lunga diverse settimane. Alla fine è stato un capolavoro di Jesper, perché grazie a una conoscenza culturale più vicina a quella del giocatore è riuscito a spiegargli meglio cosa avrebbe significato trasferirsi in Italia. Secondo me questo lavoro di gruppo — tra me, Jesper e Lorenzo — è stato decisivo nel caso specifico di Tobias, che crediamo possa diventare un giocatore molto importante in questo campionato per la Sampdoria.”

Fredberg: “Penso che l’anno scorso uno degli aspetti su cui abbiamo faticato sia stata la nostra capacità di segnare. E se c’è qualcosa che amo — e che amano le persone, i nostri tifosi — è che quando facciamo gol vogliamo viverli insieme, vogliamo celebrare. Per questo il ruolo del numero 9 per noi è stato davvero, davvero importante. Anche all’inizio della finestra di mercato sapevamo che non c’erano molti profili che rispondessero a quel livello di qualità, e Tobias era la nostra priorità numero uno fin da subito. La trattativa è durata un po’, anche perché c’era una forte concorrenza per prenderlo. Questo è uno degli aspetti che ci rende molto orgogliosi: siamo riusciti a battere club di leghe importanti nella corsa a un giocatore come lui, ma allo stesso tempo abbiamo rispettato il fatto che lui avesse davvero voglia di venire qui e performare per noi. In un 4-3-3 abbiamo bisogno di un numero 9, e di diverse interpretazioni del ruolo. Tobias ci dà una forza specifica nel suo gioco, ed è per questo che era importante rinforzarlo rapidamente con giocatori complementari. Crediamo che possa essere utile individualmente in molte situazioni, ma anche nel contesto collettivo: con il pallone creerà spazi e controllerà molte fasi di gioco. Per farlo, servono giocatori di alto livello, e Verschaeren è uno che riteniamo adatto al profilo. Ha una buona visione di gioco, e ho avuto il piacere di lavorare con lui per due anni e mezzo prima di portarlo qui. Abbiamo bisogno di giocatori che sappiano performare sul palcoscenico e che possano dare qualcosa al club, e crediamo che lui si inserisca bene nel nostro ambiente. Yary ha un grande potenziale, secondo me. Le persone lo avevano visto già all’inizio della sua carriera; poi ha avuto qualche problema fisico, ma sono sicuro che in questo ambiente possiamo farlo crescere. È sempre positivo, sempre aperto. Nel 4-3-3 che stiamo giocando è un profilo molto interessante, capace di portare qualcosa in più al club. Ha avuto un impatto molto rapido, perché giocare in Serie B non è semplice. Però non è affatto detto che uno straniero non possa riuscirci.”

Branco: “Antoine, quando è arrivato in Serie B al Cagliari, ha avuto subito un impatto. Poi ha giocato diversi anni in Serie A e ora è tornato mostrando ancora una volta la sua capacità di incidere. Alla fine è importante capire cosa rappresenta la Sampdoria, cosa significa la Serie B, ma anche quale sia la qualità del calciatore: da questo possiamo prevedere il periodo di adattamento in base all’età e al percorso che avrà qui alla Sampdoria. Antoine lo ha già dimostrato in un’altra società, e secondo me avrà un impatto importante anche alla Sampdoria proprio perché ha già fatto vedere di poterlo fare. In difesa abbiamo lavorato molto, perché con il cambio di modulo è fondamentale avere giocatori che possano completarsi a vicenda. Questo rende ancora più significativa la stagione di Mattia. Mattia, posso dirlo apertamente, è stato forse il giocatore che più di tutti ha voluto restare alla Sampdoria. È davvero sfortunato, e siamo tutti molto tristi: sia personalmente sia calcisticamente, per ciò che ha dato al club in pochi mesi ha lasciato un’impressione enorme. Da quando l’ho conosciuto mi ha sempre detto: “Io non voglio andare da nessuna parte”. Devo rendere onore a Mattia, perché è stato davvero un grande. È facile dire che tornerà più forte, ma è chiaro che ora sta attraversando momenti difficili. Tuttavia, la qualità che ha gli permetterà di riprendersi, e la Sampdoria sarà qui per lui il prima possibile. Gartenmann, che ha avuto lo stesso problema l’anno scorso, invece è arrivato e ha fatto una grande differenza. Ha già dimostrato di essere un giocatore con caratteristiche perfette per questa categoria, capace di far sentire la sua forza in difesa.”

 

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