C’è un silenzio che non è semplice assenza di parole, ma una forma di sospensione.
La Sampdoria vive esattamente qui: in un tempo immobile, in cui tutto sembra sul punto di accadere e nulla accade davvero.
L’ufficialità di Americo Branco come nuovo direttore sportivo è attesa da giorni, eppure il club resta fermo in una sorta di apnea istituzionale.
A quasi un mese dalla fine del campionato, l’unica programmazione annunciata riguarda sede e date del ritiro.
Il resto è un territorio inesplorato: nessuna linea tecnica, nessuna strategia di mercato, nessuna indicazione sui riscatti.
Solo un’attesa che si allunga, come se il tempo stesso avesse deciso di rallentare.
Nel vuoto delle comunicazioni ufficiali, emergono nomi che sembrano provenire da un’altra dimensione.
L’ultimo è quello di Mark van Bommel, figura di forte personalità e con una carriera da tecnico già significativa:
PSV, Wolfsburg, poi l’Anversa, con cui ha conquistato campionato e coppa in Belgio.
Una voce che nasce in Olanda ma trova conferme anche in Italia: pare sia stato consigliato alla società proprio da Mancini, prima della separazione
In un contesto stabile sarebbe una notizia.
In questo contesto, è un segnale che si perde nel rumore di fondo.
Secondo quanto appreso dalla nostra redazione — e come riportato dal Secolo XIX — nel lungo braccio di ferro tra Tey e Manfredi, concluso con le dimissioni di quest’ultimo, esisterebbe una clausola:
la nomina entro il 30 giugno di un advisor per la messa in vendita del club e le possibili valutazioni di eventuali manifestazioni d’interesse.
Una clausola che oggi appare come un bivio. Tey vuole assumere il controllo totale, ma dovrà decidere se rispettare o meno un impegno che potrebbe aprire scenari nuovi, soprattutto considerando che alcuni soggetti interessati alla Samp si erano già mossi da tempo.
Il futuro, ancora una volta, resta sospeso.
L’arrivo di Branco dovrebbe rappresentare il primo passo verso la ricostruzione.
Ma finché non ci sarà l’ufficialità, tutto resta in una dimensione potenziale.
La programmazione sportiva è un foglio bianco, e ogni giorno che passa lo rende più evidente.
Il silenzio, in questo momento, non è solo mancanza di parole: è mancanza di direzione.
In questo scenario di dubbi, l’unico elemento che non vacilla è la gente.
Ieri, nella cornice del Ferraris, la festa degli Ultras ha ricordato a tutti che la Sampdoria vive soprattutto nei suoi tifosi.
C’erano Delvecchio, Balleri, Flachi, Bazzani, Lanna, Iachini e molti altri: volti che appartengono a epoche diverse, ma che raccontano la stessa verità.
La Samp, quando ti entra dentro, non se ne va più.
È la sola certezza in un tempo che di certezze non ne offre..
In momenti come questo, viene in mente una frase di Søren Kierkegaard, che sembra scritta per chi vive nell’attesa:
“La vita può essere compresa solo all’indietro, ma va vissuta in avanti.”
E forse la Sampdoria, oggi, è esattamente qui: nel punto in cui si guarda indietro per capire, ma si è costretti ad andare avanti senza sapere ancora verso dove.
Paolo Bardetta
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