Sampdoria, si apre il cantiere della nuova stagione

Sampdoria, si apre il cantiere della nuova stagione

- in Editoriali, Mondo Samp, Serie B
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La stagione della Sampdoria si è appena conclusa, e ciò che rimane è quel silenzio particolare che segue ogni fine: un vuoto che non è assenza, ma spazio da riempire con nuove intenzioni. Nel calcio, come nella vita, ogni chiusura è già un preludio, un varco verso ciò che deve ancora prendere forma.

I blucerchiati si sono ritrovati ieri al “Mugnaini” per i test cardiopolmonari: un rito di verifica, quasi un esame di coscienza atletico. Si misura ciò che il corpo ha sopportato, ciò che ha resistito, ciò che può ancora dare. Oggi si chiude anche questo ciclo, poi il gruppo si disperderà: il rompete le righe come simbolo di una comunità che si scioglie per potersi ricomporre.

Domani Francesco Conti sarà operato alla spalla a Bologna. Anche questo è un gesto che parla: per guarire bisogna accettare la vulnerabilità, attraversare il dolore, affidarsi. Ogni ricostruzione passa da una frattura.

Intanto, l’assemblea degli azionisti ha ratificato l’uscita di Manfredi. Un passaggio formale, certo, ma anche un cambio di pelle. Ora si attende il Cda di fine mese, con l’approvazione del bilancio: un altro tassello necessario per dare un nome e una direzione al futuro.

Sono giorni di attesa, giorni di soglia, in cui il presente sembra trattenere il fiato.

Molti interrogativi restano aperti.
Secondo quanto risulta alla nostra Redazione, la posizione di Mancini non sarebbe in discussione, nonostante le voci. Il Ds ha incontrato l’agente di Begic: l’attaccante vuole restare, il riscatto dal Parma è già definito da gennaio, manca solo la firma.

Si attendono invece sviluppi sul mister e sulla scelta di Lombardo, legato fino al 2028. Probabile che qualcosa si muova dalla prossima settimana.

La costruzione della prossima Sampdoria sarà un banco di prova decisivo.
Tra contratti in scadenza, prestiti, rientri e un’ossatura da preservare, serviranno lucidità, coerenza e una visione che non ripeta gli errori del passato. Perché costruire una squadra non è solo un atto tecnico: è un gesto filosofico. Significa immaginare ciò che ancora non esiste, dare forma a un’idea, scegliere chi può incarnarla.

E in questo tempo sospeso, una cosa è certa: serve una voce che parli, che indichi una direzione, che restituisca senso al cammino.

“Non è il futuro che ci attende: siamo noi che, passo dopo passo, lo costruiamo.”

Søren Kierkegaard

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