La Sampdoria battendo il Sudtirol a Marassi per uno a zero ha certificato la matematica salvezza. Presenti allo stadio per l’ultimo match casalingo il patron blucerchiato Joseph Tey ed il suo fedele scudiero Nathan Walker. Dopo le dimissioni di Matteo Manfredi ed il passaggio in toto a Tey di tutte le quote azionarie, auspichiamo che possa prendere vita un futuro più radioso per il club, che quest’anno festeggerà gli 80 anni di storia partecipando per il quarto anno consecutivo al campionato di serie B, e non era scontato solo due mesi fa.
Il nuovo corso però peggio di così non poteva iniziare, una inserzione a pagamento, fatta un attimo prima di una partita importantissima per chiudere i conti. Un’inserzione che ribalta le responsabilità sul dimissionario Manfredi come se il signor Tey, di cui sappiamo poco o nulla, non avesse mai partecipato alle vicende societarie. Attribuire tutte le responsabilità a Manfredi sembra uno scarica barile, come se lui fosse stato estraneo alla gestione del passato, mentre i signori Walker e Fredberg sono sue emanazioni, suoi fidi collaboratori.
Una intervista rilasciata ad un solo soggetto, il principale quotidiano genovese, ma sempre e solo unico soggetto. Perché non effettuare una conferenza stampa ed un contraddittorio? Dire tante cose senza dire nulla.
Personalmente avrei chiesto:
- Perché prima il Sig. Messina, uomo di Manfredi, e dopo Walker uomo suo, alla guida della Sampdoria? Lei è a conoscenza delle vicende del sig. Walker in Inghilterra con FUN88, società alla quale è stata ritirata la licenza per la mancata presentazione di garanzie sulle norme antiriciclaggio?
- Lei ha messo tanti soldi, 97 giocatori in tre anni, tanti stipendi, ma non ha mai investito nella squadra, non creando un patrimonio giocatori, perchè?
- Perché sette allenatori in un anno calcistico e dopo una retrocessione sul campo in serie C, lei in questa stagione si è affidato ad un giovane come Donati prima e poi ad un allenatore come Foti senza patentino, senza iniziare la stagione con un allenatore esperto che poteva dare migliori garanzie?
- Qual è il budget che intende investire nella squadra, partendo dal presupposto, che l’unico obbiettivo per la Sampdoria deve essere il ritorno immediato in serie A?
- Il ritorno in serie A è il vostro obbiettivo primario?
I quasi 30.000 che hanno presenziato col Sudtirol hanno lanciato messaggi chiari alla proprietà: change management or sell, ponendo in bella vista due striscioni su Walker e Fredberg, persone invise alla piazza, non gradite. I danni perpetrati sono stati tanti e sono sotto gli occhi di tutti, inutile rivangare, guardiamo al futuro.
Ma se facessimo un referendum fra i tifosi della Sampdoria quanti darebbero fiducia ai due signori sopra citati? Credo pochissimi, da percentuali bulgare, quindi perché continuare sulla strada degli errori del passato? Quale futuro aspetta i tifosi blucerchiati? In fondo non siamo all’inizio di una avventura, siamo alle soglie del quarto anno in serie B. Quarto anno che pesa tantissimo.
Unica speranza è che vengano acquistati cartellini di calciatori che possano entrare come patrimonio del Club. Investimenti sui giovani che possano domani generare plusvalenze e nuovi investimenti per il futuro. Creare un circolo virtuoso che possa, dopo aver centrato la serie A, fare crescere anno dopo anno la Sampdoria. Una programmazione a breve e medio termine. Il calcio in fondo è una cosa banale, è fatto di risultati, di partite vinte e di partite perse. A seconda di dove si pone la bilancia, hai fatto bene o hai fatto male. Per la Sampdoria la bilancia pende, in modo netto fino ad oggi, solo da una parte. Un cambio totale e repentino di rotta rispetto al passato è doveroso, sia nel management, sia nelle idee, basta amici degli amici, servono competenza e uomini di calcio. Perché affidare i propri denari a persone che non hanno il mestiere del calcio nel proprio DNA?
Continuare a sperperare denari dove porta?
Servirà un mese per approvare il bilancio 2025 e sicuramente dovrà essere nominato un nuovo consiglio di amministrazione, un nuovo Cda che debba stilare le linee guida della società. Una ennesima fase di transizione. Questa fase deve essere quella del futuro con basi solide, un ponte verso il futuro. Un futuro che non può essere una parte destra della classifica, che non può essere patimento e tabelle.
Un unico scopo: il ritorno immediato della Sampdoria in serie A.
Dopo i patimenti degli ultimi anni mi pongo spesso una domanda: quando questa società avrà un minimo di stabilità con uomini sicuri nei punti chiave? Quando si inizierà una stagione senza dubbi e senza distrazioni fatte di se, ma, forse, vedremo? Quando avremo un allenatore per una stagione intera?
Capisco che ognuno dei propri soldi fa quello che vuole, ma la Sampdoria è un sentimento, la Sampdoria è la sua gente che si è stretta ogni qual era necessario, la Sampdoria è un Amore senza se e senza ma, la Sampdoria è “lettera da Amsterdam cantata a squarciagola”, la Sampdoria è la maglia più bella del mondo, sono 80 anni di storia che vanno festeggiati. La Sampdoria è Paolo Mantovani e Gianluca Vialli.
Egregio sig. Tey è giunto il momento di cambiare rotta, in modo radicale, abbiamo rasentato gli scogli più volte e rischiato di farci male, ora basta. Qualche uomo con la maglia cucita addosso Lei lo ha, partendo da Andrea Mancini e Attilio Lombardo. Si affidi a uomini che amano la Sampdoria, a uomini che conoscono la piazza, a uomini che vivono 24 ore al giorno la Sampdoria, uomini che vivono la città.
Riapra le porte del fortino ai tifosi. Elogiarli sulle pagine di un giornale non basta, lo dimostri, riporti i giocatori in mezzo alla gente, nei clubs, la Sampdoria si deve vivere, vada anche Lei in un Club blucerchiato, capirà tante cose, capirà quanto amore esiste verso la Sampdoria.
Ora tocca a Lei, le mie domande sono quelle di migliaia di sampdoriani, attendiamo le risposte con i fatti.
Per i sampdoriani la Sampdoria non è solo una semplice squadra di calcio, ma un banalissimo grande, immenso, Amore.
Maurizio Medulla
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