Oggi conferenza stampa di Attilio Lombardo che ha parlato dell’imminente partita di venerdì sera contro il Monza al Luigi Ferraris.
Il tecnico ha affrontato diversi argomenti, a partire dallo stare sempre concentrati e con i piedi per terra visto che ancora non si è fatto nulla: “Questa squadra non può rilassarsi, lo ha già dimostrato in passato. C’è stato entusiasmo per le tre vittorie consecutive. Però mi è bastato un giorno per far capire che quello che hanno fatto finora non può bastare. Lo hanno capito subito, credo. Non perché io abbia alzato la voce. A volte bisogna saper toccare le corde giuste. Quando arrivi da queste vittorie poi è facile tornare indietro. Mi auguro che la squadra non si rilassi. Non dobbiamo cadere nel tranello di aver fatto il massimo. Anzi, il massimo deve ancora arrivare. Abbiamo ancora quattro partite a disposizione. Il Monza sarà per noi un viatico importante, lo sarà anche per loro. Ci sono 29 punti di differenza. Questo fa capire che partita sarà”.
Henderson? “Henderson si è allenato ieri in parte col gruppo e oggi ha fatto tutto. Devo dire la verità, l’ho visto bene. Lui da scozzese ci mette poco a darti delle indicazioni. Ha messo tanta volontà per poter recuperare. Voleva già recuperare per Pescara, lui si è messo a disposizione. Abbiamo preferito tenerlo a casa. Domani ultimo allenamento. Se tutto va bene sarà tra i convocati. Decideremo poi le scelte”.
Su Cherubini e sull’impatto contro il Pescara. “Quando si parla di giovani, so bene o male che bisogna cercare di convincerli che a volte il fatto di non essere titolari diventa importante nell’approccio delle partite in corso. Ha dimostrato nelle ultime partite di entrare bene. Non perché venerdì non debba giocare titolare. Io tengo tutti sulla corda. Cherubini si abbatte quando vede che non è titolare, si esalta invece con la pettorina indossata in rifinitura. La forza e la potenza della pettorina è incredibile. Sta bene però. Alcune cose le capisce, alcune cose non le capisce. Ma l’importante è sempre il gruppo squadra. A me interessa quello che la squadra recepisce durante la settimana”.
A Marassi venerdì potrebbero esserci 25 mila persone. “Ai tifosi dico che la loro presenza non è mai mancata. Che ce ne fossero 25 mila o 20 mila o 15 mila, la passione dei nostri tifosi resta sempre immensa. Chiedo a loro di avere pazienza. Potrebbe essere una partita simile a quella giocata col Venezia. Una squadra che ha struttura fisica, che ha un reparto offensivo con molte alternative. Parlo di Keita Balde, Petagna, Cutrone, Mota Carvalho e Caso. Tutti giocatori che potrebbero giocare anche in Serie A. Dico di portare pazienza. La pazienza credo sia l’arma migliore per una squadra che vuole raggiungere l’obiettivo. Noi abbiamo sempre lottato per non trovarci ingabbiati nelle sabbie mobili. Non ne siamo ancora usciti. Loro hanno sempre lottato per la promozione. Dovremo essere bravi a gestire le due fasi. Non so quale sarà l’andamento della gara, me lo immagino. E mi immagino che i ragazzi possano andare in campo con le giuste motivazioni. Non sono io a doverli motivare. Una partita che si motiva da sola”.
Samp che ha trasformato la paura e l’ansia in coraggio? “L’ansia è stata anche avere paura. Non posso dirvi cosa ho raccontato alla squadra in questi giorni, fa parte di chi ha vissuto momenti belli e momenti brutti. Noi dobbiamo sempre pensare di aver avuto l’acqua alla gola. Le tre partite consecutive vinte non ci hanno salvato. Forse qualcosa si è liberato ma il merito non è mio, l’allenatore può dare dei consigli, delle istruzioni, delle codifiche. Poi alla fine sono loro che vanno in campo, sono loro che decidono. Io la cosa che ho subito detto è capire a conoscere quali siano i pericoli che si creano in campo. Perché conosciamo i compagni ma non conosciamo, se non al video, gli avversari”.
Le condizioni di Martinelli? “Martinelli sta bene. Ieri è uscito per un problema fisico che ha da Firenze. Si è allenato bene, sarà della partita”.
Il momento di Esposito. “Esposito sta crescendo, più gioca e più cresce. Unica cosa che chiedo a Salvatore è di velocizzare un po’ di più quando ha la palla tra i piedi. Ci parlo spesso. Parlo con lui, parlo con Ricci. Per Ricci è sempre stata una costante farlo. Salvatore deve crescere in questo, se vuole diventare un faro di questa squadra. Come lo è Ricci in questo momento”.
Abildgaard in difesa oppure a centrocampo? “In questo momento, parlo sempre in generale, penso che solo un folle potrebbe cambiare la situazione in campo. Posso forse cambiare un giocatore alla volta, ma cambiare in questo momento non vuol dire non avere fiducia, vorrebbe dire non dare continuità. Io so che Abildgaard non è un difensore. Però mi dà una certezza, come struttura. Dopodomani sarà ancora più utile, abbiamo bisogno di lui in questo momento. Spostarlo come mezz’ala ora ci metterebbe in difficoltà”.
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