Genovese, classe 2004, cresciuto nel vivaio della Sampdoria, Francesco Conti è l’esempio lampante dei mali del calcio italiano.
In quel di Pescara, insieme a Begic, il migliore in campo, lo trovi in ogni zona del campo a mordere caviglie, sette polmoni, inesauribile, e ieri si toglie anche la soddisfazione di siglare la rete del pareggio.
Una crescita costante, partita dopo partita. La sua è una bella favola, giocare nella squadra della tua città, nella squadra per cui tifi.
Eppure, Francesco Conti è stato ad un passo da lasciare la Sampdoria, è stato ad un passo dal non rinnovare e magari il ragazzo si sarebbe accasato in altri lidi, con una carriera che poteva prendere una piega diversa. Solo l’ottimo lavoro del suo procuratore, l’avvocato Paolo Bordonaro, fede blucerchiata, ed il lavoro di Andrea Mancini, hanno permesso che Francesco Conti rimanesse alla Sampdoria.
La Sampdoria ha bisogno di credere nel proprio vivaio ha bisogno di investire nel suo vivaio. Necessita creare una serie di osservatori posti sul territorio nazionale ed internazionale a segnalare ragazzi che possano essere i futuri calciatori del Club.
Pensate voi se i denari spesi in questa stagione per Coucke, Ferrì, Narro, Coubis fossero stati spesi per il settore giovanile, senza essere sperperati a favore di giocatori che definire un “flop” è un complimento.
Gli “algoritmi” e gli aiuti moderni sono un di più, un aiuto dato dalla tecnologia, ma il vero sale del calcio è visionare ragazzi sui campi di periferia, alle ore più assurde con la tramontana che ti taglia la faccia. Solo il campo resta sovrano.
E poi non lamentiamoci se la Nazionale Italiana è fuori dai campionati mondiali una terza volta. Che senso ha prendere quattro stranieri come Coucke, Coubis, Ferrì, Narro a discapito di qualche giovanotto nostrano?
Il nostro calcio necessita di una ristrutturazione radicale, necessita che si torni ad insegnare calcio, si torni ad investire nei vivai. Solo così e solo col lavoro si potrà cambiare il calcio italiano. Solo inserendo l’obbligo di giovani nei professionistici si arriverà col tempo ad avere nuovi Vialli, Del Piero, Baggio e Totti.
Si deve iniziare dai giovani, ristrutturare gli impianti di questo paese per avere altre favole come Francesco, altri ragazzi come lui.
Il calcio resta e resterà sempre uno sport meraviglioso, non buchiamo il pallone, senza pallone non si può giocare al calcio e senza campioni nemmeno.
In fondo resta un “giuoco” milionario, ma sempre un “giuoco”.
Ora noi godiamoci Francesco Conti, genovese, Sampdoriano, giocatore della Sampdoria, augurandoci che il buon Puggioni riesca a replicare altri giovani come lui, per il bene della Sampdoria e per il bene del calcio italiano.
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