Si attende solo l’ufficialità dell’esonero di Gregucci e Foti. Tra le macerie di Frosinone, la Samp cerca ancora la sua anima

Si attende solo l’ufficialità dell’esonero di Gregucci e Foti. Tra le macerie di Frosinone, la Samp cerca ancora la sua anima

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“La verità si ritrova sempre nella semplicità, mai nella confusione.”

La sconfitta di Frosinone non è stata solo un capitolo amaro: è stata la miccia che ha riacceso una crisi profonda, tecnica e identitaria.

Il 3-0 di ieri, che ha fatto precipitare di nuovo la Sampdoria in zona playout, ha scatenato l’ennesimo terremoto interno.

Le posizioni di Angelo Gregucci e Salvatore Foti sono ormai al capolinea, con la società orientata al loro esonero dopo ore di valutazioni interne, mancherebbe solo l’ufficialità.

Il 3-0 di Frosinone – terza sconfitta nelle ultime quattro gare – ha accentuato un collasso tecnico evidente: squadra fragile, gioco inesistente, identità smarrita.
I dati statistici poi sono impietosi: appena un punto nelle ultime quattro partite e quintultimo posto, con 30 punti, esattamente come un anno fa nello stesso momento del campionato, quando la Samp chiuse sul campo con la retrocessione in Serie C.

Mentre il club sta riflettendo e valutando il nuovo assetto tecnico, Iachini, Pecchia, Gotti, Pagliuca i nomi circolati al momento, secondo diversi retroscena circola un’ipotesi destinata a infiammare i tifosi: Roberto Mancini.

I contatti – secondo quanto appreso dalla nostra redazione – sarebbero continui, ovviamente non da adesso ma da 33 anni, si scherza ovviamente ma lo sanno tutti che Mancini non ha mai tolto gli occhi dalla situazione della Samp.

Mancini, sempre secondo quanto appreso, avrebbe dato la sua disponibilità a un eventuale ritorno senza alcuna richiesta economica o con il contributo di soggetti terzi, spinto solo dal desiderio di riportare ordine e identità alla squadra e non solo.

Nessun ingaggio, nessun contratto milionario: ciò che l’ex CT avrebbe chiesto è semplicemente chiarezza tecnica, garanzie sul progetto e un percorso serio. Nessun vincolo economico, solo trasparenza. Una posizione che lo renderebbe, di fatto, l’opzione più romantica e identitaria del dopo-Gregucci/Foti.

A pesare sul clima attuale è anche la frattura nata in estate.
Le promesse tecniche fatte un anno fa – un progetto guidato da Evani e Lombardo, coerente e in continuità con la storia della Samp – si sono infatti sgretolate con la scelta di affidare la costruzione della squadra non a una visione tecnica, ma a un “algoritmo” decisionale.
Un approccio che, alla prova dei fatti, ha generato una rosa disomogenea, priva di un’identità tattica e umana. Oggi la Samp appare una squadra senza anima, senza un modello e senza un filo logico, nonostante gli investimenti di gennaio e la campagna acquisti che ha portato forze nuove.

Ora la Samp però è davanti a un crocevia, l’ennesimo della sua storia:

  • confermare la soluzione interna affidata a Lombardo;
  • virare su un tecnico d’esperienza già sondato;
  • oppure tentare la strada del grande ritorno di Mancini, l’unico che verrebbe gratis.

La società ha poche ore per decidere.
La classifica non aspetta.
E Genova, ancora una volta, trattiene il fiato.

E se in più quanto circola in modo erroneo su Mancini alimenta sempre di più la confusione, allora aveva ragione Alda Merini:
“Se stare in mezzo alle persone significa convivere con la falsità, preferisco vivere per conto mio.”
Paolo Bardetta
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