Un Frosinone inarrestabile e una Samp praticamente impresentabile: è questa la fotografia di un pomeriggio in cui i blucerchiati vengono travolti 3-0, senza mai dare la sensazione di poter competere.
La società aspettava un segnale, forse anche il tandem Gregucci–Foti sperava in una risposta diversa, ma il campo ha raccontato tutt’altro. La Samp non è mai entrata davvero in partita: l’unico sussulto arriva al 72’, con Brunori che calcia fuori da posizione favorevole. Un episodio che diventa simbolo di una squadra che, rispetto a poche settimane fa, sembra aver fatto passi indietro difficili da spiegare.
La guida tecnica ha provato a dare una scossa, ma a nove giornate dalla fine è inaccettabile che la squadra non abbia ancora una vera identità. Il Frosinone ha dominato in lungo e in largo e, se non fosse stato per un paio di interventi di Martinelli, il passivo sarebbe potuto essere ancora più pesante.
Nessuno mette in discussione la forza dei ciociari, ma non presentarsi mentalmente alla partita è un’offesa per chi ha macinato chilometri per sostenere la squadra e si è ritrovato davanti il nulla.
Adesso non serve puntare il dito o cercare colpevoli: quello si farà a fine stagione. Ora serve evitare di ripetere il disastro dello scorso anno. E fa male constatare che qualcuno, a inizio campionato, aveva detto di aver imparato dagli errori.
La Samp si ritrova di nuovo nel baratro: agganciata da Mantova e Spezia, superata dall’Entella. Una classifica che fa tremare i tifosi, costretti ancora una volta a convivere con la paura di rivivere un incubo già visto.
Tutti si aspettano una risposta dalla società, che inevitabilmente valuterà la posizione di Gregucci e Foti. Ma cambiare tanto per cambiare non serve: rischia solo di prolungare un’agonia che sta consumando anche le ultime speranze.
Serve un progetto vero. Serve chiarezza. Serve amor proprio. Serve competenza.
Perché siamo tutti stanchi di collezionare “figure di sterco” in ogni campo d’Italia.
Come ricordava Seneca: “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.”
Ed è proprio questo il punto: adesso serve una direzione. Una vera.
GOL: 26′ Fiori (F), 49′ Raimondo (F), 65′ Corrado (F)
AMMONIZIONI: 36′ A. Oyono (F), 61′ Fiori (F)
FROSINONE (4-3-3): Palmisani; A. Oyono (51′ J. Oyono), Calvani, J. Gelli, Corrado; Calò (76′ Koutsoupias), Cicchella, F. Gelli; Fiori (67′ Fini), Raimondo (76′ Vergani), Ghedjemis (67′ Kvernadze). A disposizione: Lolic, Pisseri, Marchizza, Ndow, Zilli, Masciangelo, Kone. Allenatore: Massimiliano Alvini
SAMPDORIA (3-5-2): Martinelli; Palma, Abildgaard, Viti (66′ Barak); Di Pardo (81′ Depaoli), Ricci (81′ Casalino), Esposito (56′ Cherubini), Begic, Cicconi; Soleri (66′ Pafundi), Brunori. A disposizione: Ghidotti, Couke, Riccio, Giordano, Ferrari, Conti. Allenatore: Salvatore Foti
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