Onore Blucerchiato: La coscienza di una fede che resiste

Onore Blucerchiato: La coscienza di una fede che resiste

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“L’onore è la coscienza esterna e la coscienza l’onore interno”

Essere tifosi della Sampdoria è un atto di onore e di coscienza. L’onore, come dice Schopenhauer, è ciò che gli altri vedono in noi: il rispetto, la dignità, la fedeltà a una maglia, a una storia, a dei colori che non si abbandonano mai, nemmeno nei momenti più bui. È il gesto di indossare la maglia blucerchiata con fierezza, di cantare al Ferraris anche quando la classifica non sorride, di difendere la propria squadra con orgoglio, ovunque ci si trovi.

La coscienza, invece, è l’onore interno. È quella voce che ci dice chi siamo davvero. E per un Sampdoriano, quella voce parla di appartenenza, di memoria, di passione autentica. È il ricordo di Mancini e Vialli, di Boskov e delle notti europee. È la consapevolezza che tifare Sampdoria non è una scelta comoda, ma una scelta di cuore. È sapere che, anche quando tutto sembra perduto, il blucerchiato resta inciso nell’anima.

Essere sampdoriano è un onore perché significa appartenere a una comunità che non si piega, che resiste, che ama. È un onore che si manifesta all’esterno — nella lealtà, nel rispetto degli avversari, nella sportività — ma che nasce dentro, nella coscienza di chi sa che la Sampdoria è più di una squadra: è una parte di sé.

Da questa profonda consapevolezza nasce lo striscione Onore Blucerchiato, presentato sabato alle ore 13:00 presso il Bar Chiedimi Se Sono Felice. Un luogo simbolico, dove la passione blucerchiata si è fatta parola, gesto e colore.

La nostra Redazione ha avuto l’onore di essere presente all’inaugurazione e di ascoltare gli interventi dei due artefici dell’iniziativa: Duilio Campanati e Carmelo Cariddi. Le loro parole hanno dato voce a un sentimento condiviso, profondo, che unisce generazioni di tifosi sotto un’unica bandiera.

Duilio Campanati: “Abbiamo l’onore di avere oggi il battesimo della nostra bandiera, Onore Blucerchiato, perché è un onore essere blucerchiati e tifare i blucerchiati tutti assieme come una famiglia. Noi siamo nati per unire e non per dividere e siamo un club di amici tifosi, ci siamo conosciuti in Gradinata Nord grazie al lavoro che hanno fatto i  Cayenna e i Boys. Una volta la Nord era morta, diciamocelo chiaro. Grazie a loro ci siamo conosciuti, ci siamo aggregati, siamo amici e quello lo rispetteremo sempre. Il nostro obiettivo è di crescere come gruppo”.

Carmelo Cariddi: “Questa iniziativa che abbiamo fatto in un momento così brutto della nostra storia, è partita dal cuore, è partita dal cuore guardandoci in faccia, soprattutto io e lui, e vedendo anche tutti gli amici che sono presenti oggi per questa nostra inaugurazione in Gradinata. Questa voglia, questa malattia che abbiamo di Sampdoria, che nonostante tutto è sempre presente, non l’abbandona mai. Allora da lì è nata la parola Onore Blucerchiato, perché essere della Sampdoria, essere Doriani, deve essere sempre un onore, sia per noi tifosi di oggi, ma soprattutto per i tifosi futuri, tutto qua. Grazie a tutti, soprattutto a voi giornalisti che siete qua e ci avete aiutato in questo percorso, perché è nato tutto in venti giorni, grazie alla caparbietà di quest’uomo, che è un uomo meraviglioso, che se non era per lui questo non poteva succedere.”

L’obiettivo secondo le parole di Duilio: “Aiutare nel nostro piccolo, se possiamo aiutare il gruppo Cayenna e il gruppo dei Boys a quella fetta di Gradinata, dove siamo noi, a cantare per la nostra Sampdoria. Nient’altro, noi vogliamo essere quello, non parliamo di cose assurde, per il momento perlomeno, poi magari, chissà, domani.”

Sull’ipotesi di creare un vero e proprio Club, ha cosi risposto Carmelo: “Possiamo pensare a un club, possiamo pensare a qualcosa di diverso, adesso però siamo questi, un gruppo di amici e per adesso rimaniamo così. Ogni cosa piano piano.”

E poi ancora Duilio ha parlato della base di questo gruppo di amici che si identifica nel rispetto: “Rispetto per tutti, noi rispettiamo tutti e ci rendiamo conto che abbiamo fatto un bel po’ di pubblicità, un po’ di bagarre, se vogliamo dire, ma perché non ci aspettavamo questo riscontro, tutto lì. Noi nasciamo purtroppo nel momento più brutto della nostra storia, noi amiamo i nostri colori, siamo ottimisti, però grazie di essere venuti, a tutti, a tutti.

E infine un messaggio ai giovani da parte di Carmelo: “Questa nostra iniziativa, e poi concludo, è soprattutto per i giovani. Nonostante, ripeto, per riprendere il discorso che ho detto pocanzi, abbiamo una tifoseria spettacolare, che è il tifo organizzato, che sa portare la gente, ma i giovani, tipo come mio figlio, lui non vive qua a Genova, noi viviamo a Milano e quindi lui si trova con i bambini della sua età, e come potete immaginare, quando gli chiedono perché squadra tifi? Lui secco: Sampdoria. Ma com’è la Sampdoria? Perché la Sampdoria si ama e quando sento queste cose mi emoziono, infatti adesso mi sto emozionando. Grazie a tutti voi…”

Lo striscione non è solo un simbolo visivo, ma un manifesto di identità. È la coscienza esterna di una fede che vive dentro, come dice Schopenhauer: “L’onore è la coscienza esterna e la coscienza l’onore interno.”
Essere Sampdoriani è questo: un onore che si vede, ma che nasce dal cuore.

Paolo Bardetta

RIPRODUZIONE RISERVATA PREVIA CITAZIONE FONTE BLUCERCHIATI.NET.

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