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Bissoccoli: “Anche in caso di retrocessione il codice della crisi consente di fare modifiche”

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In un’intervista rilasciata ai taccuini dell’edizione odierna de Il Secolo XIX, ha parlato Eugenio Bissoccoli, Avvocato esperto in procedure di amministrazione straordinaria e che due anni fa segui la composizione negoziata della Samp.

Avvocato Bissocoli, lei era l’esperto nominato dalla Camera di Commercio nell’ambito della composizione negoziata della Samp del 2023, qual è la sua opinione?

Come esperto indipendente, il mio ruolo è stato essenzialmente di mediazione e supervisione delle trattative tra la Sampdoria, i creditori e gli investitori, finalizzate al raggiungimento degli accordi di ristrutturazione del debito. Il piano di risanamento era il presupposto degli accordi negoziati durante la composizione e poi omologati dal Tribunale. Tale piano è stato predisposto nei primi mesi del 2023 dal consiglio di amministrazione della Sampdoria (coadiuvato da primari advisor), è stato attestato dal professionista indipendente e verificato anche da un ausiliario nominato dal Tribunale in occasione dell’autorizzazione concessa nel giugno 2023 per contrarre con Aser/Gestio il prestito ponte assistito dalla prededuzione. Ritengo che il fatto che tale piano non abbia previsto uno scenario di retrocessione in Serie C non debba essere considerata una criticità (un piano di ristrutturazione si deve basare su scenari verosimili c.d. scenari di media probabilità). Ipotizzare la retrocessione in C della Samp dopo due stagioni al momento della redazione del piano non sarebbe stato ragionevole né prevedibile. Tema diverso è se la Samp ha allo stato i soldi per fare fronte alle scadenze dei prossimi pagamenti. Questo non lo posso sapere ma le recenti dichiarazioni del presidente Manfredi paiono confermare il sostegno degli attuali azionisti”.

Anche la Figc a causa del piano di ristrutturazione è nel mirino, accusata di “favoritismi” verso la Samp, di avere fatto da “garante”. Eppure si era detto che il “caso Sampdoria” aveva spinto la Figc a stabilire regole ferree. Dove è la realtà?

“La realtà è che durante i primi mesi della composizione la normativa federale di settore (Noif) non era aggiornata rispetto al codice della crisi (in vigore da luglio 2022). Pertanto, sarebbe stato in linea di principio possibile interpretare le Noif in modo più favorevole rispetto al passato ovvero aggiornarle in coerenza con le disposizioni del Codice della Crisi, che favoriscono, laddove possibile, la salvaguardia della continuità aziendale. Tutto questo non è avvenuto. Anzi, durante le trattative, con una modifica espressa delle Noif intervenuta a fine aprile 2023, la Federazione ha ribadito che tutte le ristrutturazioni del debito di società di calcio professionistiche sono sottoposte a restrizioni e regole severe finalizzate a preservare la correttezza del campionato e a evitare distorsioni tra le squadre partecipanti. Mi riferisco in particolare alle limitazioni alla partecipazione al calciomercato cui incorre la squadra che beneficia di un provvedimento di omologa con stralcio dei debiti (cui la Samp ha dovuto sottostare) e l’impossibilità di vendere l’azienda calcistica con un accollo parziale dei debiti se non nell’ambito di una liquidazione giudiziale (l’ex fallimento) e nel rispetto di condizioni stringenti. Personalmente ritengo che da un punto di vista strettamente tecnico tali regole siano fin troppo rigide, anche se hanno il merito di essere chiare e di semplice applicazione, evidentemente proprio per evitare accuse di favoritismo per l’una o l’altra squadra (com’è avvenuto in passato, ad esempio, in occasione delle vicende legate alle retrocessioni in B di Napoli nel 2004 e Fiorentina nel 2002)”.

A seconda di B o C, andranno apportate modifiche al piano originario? Sono possibili ai sensi di legge?

A prescindere da B o C le previsioni contenute nel piano di risanamento ragionevolmente non saranno più attuali: bastipensare che i ricavi per diritti televisivi (in B o C) saranno minori rispetto a quelli previsti in caso di promozione in A. In ogni caso, il codice della crisi consente, anche dopo l’intervenuta omologa del Tribunale, di apportare modifiche sostanziali al piano per assicurare l’esecuzione degli accordi di ristrutturazione del debito, previo rinnovo dell’attestazione del professionista indipendente. La modifica presuppone che la società debitrice sia comunque in grado di generare le risorse finanziarie per fare fronte alle scadenze dei pagamenti previste dagli accordi omologati dal Tribunale”.

A titolo personale, che ricordi ha? Come si giunse alla scelta di Aser/Gestio?

Vi era ansia e preoccupazione da parte di tutte le parti interessate perché per lungo tempo le trattative erano in stallo o progredivano a rilento: la situazione si è sbloccata solo nella seconda metà di maggio. Si è fatta una corsa contro il tempo per rispettare le scadenze di pagamenti di giugno e iscrivere la squadra al campionato 2023/24. Le offerte vincolanti erano due. Il Consiglio di amministrazione ha scelto Aser/Gestio per alcune differenze legate essenzialmente a tempi, modalità di esecuzione e condizioni offerte ai creditori. Il processo di selezione dei soggetti interessati è stato trasparente e il Cda nella propria valutazione è stato affiancato da primari advisor legali e finanziari”.

Quanto è stato importante l’aumento di capitale da 6 mln che Aser/Gestio ha effettuato prima della formalizzazione del piano diristrutturazione?

Fondamentale. Ha consentito l’iscrizione della Samp al campionato 2023/24 garantendo così la continuità d’impresa. Normalmente, infatti, un investitore subordina l’apporto di capitale all’omologa da parte del Tribunale degli accordi di ristrutturazione del debito; nelle more dell’omologa la continuità è garantita dalla c.d. “finanza ponte” erogata dalle banche o dagli intermediari finanziari specializzati. Nel caso della Samp i tempi erano veramente ristretti e sarebbe stato estremamente difficile riuscire a ottenere dalle banche la “finanza ponte” per fare fronte ai pagamenti in scadenza a giugno richiesti per l’iscrizione al campionato”.

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Paolo Bardetta

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