Anticipato di 48 ore rispetto a quanto precedentemente previsto dai legali, il ricorso in appello del Brescia dopo la sentenza di giovedì scorso che ha inflitto 8 punti di penalizzazione per la vicenda dei contributi Inps e Irpef pagati utilizzando crediti d’imposta inesistenti.
Il ricorso è stato presentato nel pomeriggio di ieri.
L’anticipo è in un certo senso collegato al prossimo futuro della società in cui è in atto un passaggio di proprietà. Come spiegato precedentemente, il 6 giugno è la data ultima per pagare gli stipendi dell’ultimo trimestre e al Brescia servono 6 milioni per garantire continuità. Un passaggio di proprietà, a cui da tempo si lavora, scongiurerebbe il fallimento della società che ha presentato ricorso e che ha annunciato già di voler andare fino in fondo.
Per la cessione finale mancherebbe il rilascio da parte dell’Agenzia delle Entrate del documento che certifica l’intesa con il Fisco in relazione al debito che è costato al club la sanguinosa penalizzazione da 8 punti tra questa e la prossima stagione.
La situazione societaria del Brescia, a chiarimento, poco influisce sulla Samp che indipendentemente da questa situazione, tempi della giustizia permettendo, giocherebbe i playout con la Salernitana.
Una serie di ricorsi a cascata anche dopo il secondo grado di giudizio, come anticipato più volte, difatti allungherebbe la situazione considerando che il 24 giugno è alle porte.
Se tutto filasse liscio e il 6 giugno il Brescia fosse a posto per l’iscrizione bisognerà comunque attendere la sentenza al secondo grado di giudizio per poter ufficializzare il playout.
Come anticipato più volte dobbiamo andare step by step e attendere gli sviluppi legali prossimi.
🏃♂️Riguardo la squadra, continua la preparazione in vista dei possibili playout. Migliorano le condizioni di Borini e soprattutto di Tutino che, come anche riportato dell’edizione odierna de Il Secolo XIX, potrebbe essere disponibile per l’eventuale ritorno contro la Salernitana. Visto che il 19 giugno scadono i 60 giorni dall’infortunio come dice il regolamento: “Con esclusivo riguardo alla Lista A e per una sola volta nell’arco della stagione, può essere sostituito un calciatore che abbia subito un infortunio che comporti un documentato periodo di inabilità non inferiore a 60 giorni consecutivi. Il sostituito rientrerà automaticamente in lista in luogo del sostituto al termine del periodo documentato di inabilità, che può essere prorogato una o più volte a seconda delle condizioni fisiche del calciatore sostituito”.
Per quanto riguarda il servizio delle Iene, poi tolto dopo la mezzanotte e non più visibile, la Sampdoria ha risposto con un comunicato:
In relazione al servizio andato in onda nel contesto dell’ultima puntata della trasmissione di Italia 1 ‘Le Iene’, l’U.C. Sampdoria ritiene doveroso esprimere in modo chiaro e fermo la propria posizione in merito ai fatti riportati.
Le ricostruzioni diffuse – secondo cui il tesseramento del calciatore Emanuele Profeti sarebbe avvenuto a fronte di una presunta sponsorizzazione – descrivono dinamiche del tutto incompatibili con i principi di correttezza, trasparenza e meritocrazia che da sempre guidano l’operato della nostra società, in particolare nel Settore Giovanile.
A tal proposito l’U.C. Sampdoria precisa con assoluta fermezza di non aver mai sottoscritto, autorizzato o approvato alcun tipo di accordo, contratto o intesa – diretta o indiretta – finalizzata a una sponsorizzazione connessa al tesseramento del signor Profeti, né con lui né con soggetti a lui riconducibili. Ogni eventuale iniziativa assunta in tal senso è da considerarsi del tutto estranea alle modalità operative della società, che ne declina ogni coinvolgimento e responsabilità.
L’U.C. Sampdoria prende pertanto le distanze in maniera netta e inequivocabile da qualsiasi comportamento non conforme ai propri valori, incluso quello attribuito al responsabile del Settore Giovanile, signor Luca Silvani.
In tal senso la società ha già avviato un’indagine interna per accertare ogni elemento utile e si riserva di adottare tutti i provvedimenti ritenuti opportuni, incluso l’eventuale allontanamento del suddetto dirigente, a tutela dell’integrità del club.
Peraltro, subito dopo il suo tesseramento (avvenuto in data 3 febbraio 2025), il signor Profeti si è reso irreperibile, così dimostrando la strumentalità dei contatti intercorsi con l’U.C. Sampdoria volti a ledere l’immagine della stessa a beneficio di presunti profitti di terzi.
In ragione di tale condotta il club ha prontamente provveduto a diffidarlo formalmente dal reiterare qualsiasi comportamento lesivo della reputazione e degli interessi dell’U.C. Sampdoria, riservandosi di agire per il risarcimento dei danni subiti.
Alla luce di quanto sopra, l’U.C. Sampdoria ribadisce con fermezza la propria totale estraneità da qualsiasi pratica che possa anche solo ipoteticamente configurarsi come traffico illecito di denaro ai fini del tesseramento o come violazione dei principi di meritocrazia nello sport. Qualsiasi individuo che si renda responsabile di condotte in contrasto con tali valori fondamentali non potrà in alcun modo trovare spazio – ora o in futuro – all’interno della nostra organizzazione.
La tutela dei giovani atleti, il rispetto delle regole e la trasparenza nei rapporti sportivi restano – oggi come ieri – principi irrinunciabili e fondanti della nostra identità.
Facebook Comments