In un’intervista rilasciata ai taccuini dell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, il Presidente Matteo Manfredi ha prima commentato le dichiarazioni di Cellino: “Quelle dichiarazioni non sono soltanto scorrette: sono un atto di diffamazione grave e inaccettabile. L’ennesimo tentativo, trasparente e maldestro, di chi – messo di fronte alle proprie responsabilità – cerca di spostare il mirino altrove, colpendo chi non ha nulla a che vedere con questa vicenda. Mai la Sampdoria ha cercato scorciatoie, né ha invocato privilegi. Parlare di “sentenza scritta” è un insulto alla serietà delle Istituzioni, ma soprattutto all’intelligenza e all’onestà di chi ama il calcio ed il rispetto delle sue regole. La giustizia sportiva ha fatto il suo corso. Quanto poi alle insinuazioni sulla solidità economica del club, questa proprietà ha già investito oltre 100 milioni di euro, quasi il doppio di quanto previsto dal piano di risanamento, salvando il club da un fallimento certo”.
La squadra a livello mentale? “Ho visto in allenamento un gruppo consapevole del peso della responsabilità che ancora grava sulle sue spalle e determinato a dimostrare il proprio valore fino all’ultimo minuto di questa stagione. La delusione è stata profonda, le contestazioni dure ma non immeritate. Tuttavia, proprio da questa frustrazione oggi nasce una nuova energia, un mix di orgoglio e voglia di rivalsa che sta permeando il gruppo”.
Chi rimarrà tra i giocatori? “Chi ha scelto di rimanere a lottare si trova dinanzi a un’opportunità rara, forse unica: quella di riscrivere il finale di una stagione difficile per difendere l’onore di una maglia che rappresenta molto più di una semplice divisa sportiva. Ho la sensazione che alcuni abbiano finalmente capito appieno cosa voglia dire indossare questa maglia e quali responsabilità comporti”.
Il valore della rosa della Samp? ““Continuo a esserne convinto: questa rosa possedeva qualità superiori rispetto a quanto emerso in classifica. Il talento va messo nelle condizioni giuste per esprimersi. Ci sono stati troppi cambiamenti in momenti delicati. Una situazione che ha reso più difficile consolidare un’identità e dare continuità al lavoro. Aver mancato gli obiettivi sportivi ci è costato fino ad ora 40 milioni in più”.
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