Accardi: “In estate sembravo il Papa. Responsabile si, ma non la causa di tutti i mali”

Accardi: “In estate sembravo il Papa. Responsabile si, ma non la causa di tutti i mali”

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Oggi ai taccuini dell’edizione di Tuttosport, ha parlato Pietro Accardi facendo il punto sul mercato e sulle scelte di gennaio.

Rivoluzione Samp di gennaio?

“Tanti cambi obbligati. Come per gli infortuni in difesa o per quelli dei portieri Ghidotti e Perisan. Poi era opportuno adattare la rosa al calcio di Semplici”.

Come rivalutare le mosse estive?

“Quel mercato aveva entusiasmato tutti. Poi il giudice supremo è il campo. Uno dei problemi è stata la rosa ampia, 31 calciatori. Qualcosa non ha funzionato. Ma non era una rosa per lottare per la salvezza”.

Coda e Tutino hanno deluso?

“Facile dirlo oggi. Se questi giocatori hanno fatto bene altrove mi devo chiedere se il contesto interno fosse quello giusto. Coda è a due gol dal record di B, in estate Tutino ha rinunciato alla A per venire qui. Sfido chiunque a dire erano un problema”.

Pedrola al Bologna.

“Ci ha richiesto di cambiare aria. L’abbiamo accontentato, ci servono giocatori pronti alla causa. Vi posso fare esempi contrari. Depaoli, Coda, Venuti e Benedetti hanno avuto richieste ma sono voluti restare. Segnali forti”.

Mercato invernale senza spese folli.

“Sono abituato a lavorare senza grossi budget, le idee fanno la diff erenza. È un mercato rivolto al futuro. Su Niang abbiamo un’opzione libera. Curto, Abiuso, Oudin, Sibilli e Beruatto hanno il diritto di riscatto, Altare è in prestito per 18 mesi”.

Le esclusioni di Kasami, Borini, Barreca, Silvestri e Ravaglia?

“La società ha comunicato loro che erano fuori dal progetto tecnico. Scelta condivisa da tutte le parti”.

Troppo pugno duro?

“Sono stato anche morbido. Il mio lavoro è mettere l’ambiente nelle migliori condizioni. Quando non succede mi prendo le mie responsabilità. Ma non posso essere il solo responsabile. In estate ogni volta che chiudevo un giocatore sembravo il Papa. Non mi sento la causa di tutti i mali”.

Semplici è l’uomo giusto?

“Ha trasmesso subito serenità, bravo ad entrare nella testa dei giocatori”.

Niang è rinato.

“Lo conosco bene. Quando l’ho preso a Empoli mi aveva detto delle cose che poi ho riscontrato. Lui se ti dice una cosa poi la fa. Niang è sempre stato un pallino del presidente Manfredi. Mi aveva chiesto di portarglielo già in estate”.

Rinnoverete il contratto di Yepes?

“Trattiamo da due mesi. Faremo di tutto ma su di lui dormo tranquillo. Anche se non dovessimo trovare l’accordo lui vuole bene alla Samp, darà sempre il massimo”.

Questa Samp dove può arrivare?

“Focalizziamoci sulla prossima partita. Il nostro obiettivo è il Sudtirol. Poi vedremo”.

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