“La forza di volontà è per la mente come un poderoso uomo cieco che porta sulle sue spalle un uomo zoppo che può vedere.”
Scriveva cosi Schopenhauer, filosofo tedesco vissuto tra la fine del ‘700 e la metà dell’800, quando parlava della tenacia, del coraggio, della forza di volontà che in uomo rappresenta a volte una magia nascosta, bloccata molto spesso dalle paure, dalle incertezze, da quel abituarsi al “Ma si, va bene cosi. Chi me lo fa fare”.
Ed è proprio questa ultima frase che molto spesso rappresenta il nostro “modus vivendi”: ossia ci facciamo prendere da quel senso di immobilità perché ormai adagiati, custoditi e protetti dalla nostra “comfort zone” che ci fa sentire apparentemente sicuri di noi, ma che poi in realtà è un grosso buco nell’acqua.
Nelson Mandela diceva: “L’uomo coraggioso non è colui che non prova paura, ma colui che riesce a superarla.”
E di coraggio, Ntanda, ne ha ha avuto tanto e con i suoi gol(ben tre nelle due ultime partite che hanno portato a due vittorie consecutive) e il suo coraggio sta trascinando la Sampdoria Primavera nel tentativo di uscire da una situazione di classifica più che mai preoccupante.
Eppure per il classe 2005 che a giugno farà 20 anni, sicuramente non è stato facile imporsi nuovamente , rifarsi conoscere dal popolo Blucerchiato, basti pensare che con l’esordio con Stankovic e la fiducia di Pirlo lo scorso anno, militava ormai sempre in prima squadra, sino a questa stagione dove ha fatto ritorno nuovamente in Primavera ma con quella stella lucente davanti a se e quell’obiettivo sempre vivo che mai si è spento: ritornare in prima squadra.
Molti potrebbero dire: “Il ragazzo è giovane e a volte queste situazioni possono servire per la sua crescita”. Certo nessuno lo può negare, ma non è stato il suo essere “ancora giovane” a fare uscire la forza di volontà e il coraggio di poter lottare nuovamente.
Per un giovane a volte queste “batoste” possono rappresentare uno scoglio molto più grande da superare, eppure lui con coraggio ha accettato di ripartire da capo, di fare la panchina, di essere sostituito, di cadere con lo sconfitte, ma adesso si è rialzato alla grande.
Ntanda roba…come dice il titolo del pezzo. Perchè vederlo giocare ad oggi è uno spettacolo. Corsa, fisicità, resistenza, senso di gruppo, cinismo sotto porta e senso della posizione. Una punta fatta in casa come si suol dire e che merita sicuramente quella chance che lo scorso hanno è stata interrotta e quel sogno svanito e messo nel dimenticatorio.
Da sempre le giovanili, i vivai delle squadre rappresentano quel trampolino di lancio per giovani come Ntanda che nonostante tutto e nonostante le richieste di mercato, decidono di restare, di indossare con il cuore la maglia Blucerchiata. Eppure a volte facciamo come il sogno americano: “Cerchiamo fortuna altrove”, ma a volte basterebbe guardare in casa propria per accorgersi di quanti talenti abbiamo a disposizione.
Ci vuole solo coraggio e non la paura di poter e dover “osare”.
Ntanda, che da oggi potrebbe allenarsi con la prima squadra, ha sempre scelto la Samp nella sua vita e nel suo futuro.
“La giovinezza ha la capacità di vedere la bellezza”, e proprio nel nostro caso specifico è quello che è successo tra il nostro amico 19enne e la giovane ragazza del 46. Un colpo di fulmine reciproco in cui la vera bellezza ha fatto da motore e la giovinezza la benzina perenne per alimentarlo.
Ma adesso quest’amore serve alimentarlo, serve continuare a “sognare insieme” perché il ragazzo sul campo e fuori ha dimostrato di essere all’altezza di indossare la maglia della Samp anche perchè il suo percorso in Primavera è finito da un pò.
Se si deciderà di sognare insieme allora veramente Ntanda potrà finalmente continuare a crescere nella squadra che ama con lo volontà di essere determinante per la sua Samp…in caso contrario sarebbe un peccato tappare le ali a chi vuole sognare: è ancora giovane e merita di farlo.
Papa Francesco dice: “A voi giovani […]: abbiate sempre gli occhi rivolti al futuro. Siate terreno fertile in cammino con l’umanità, siate rinnovamento nella cultura, nella società. Ci vuole coraggio, umiltà e ascolto per dare espressione al rinnovamento.”
Ecco perchè oggi più che mai puntare sui giovani non è una debolezza ma una forza. Una forza che ci fa essere uomini coraggiosi capaci di osare perchè sicuri delle nostre azioni e delle nostre decisioni.
Perché alla fine come scriveva Idro Montanelli: “L’unico consiglio che mi sento di dare – e che regolarmente do – ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s’ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio.”
Forza Ragazzo.
Paolo Bardetta
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