“Il Buongiorno Filosofico di Paolino”: Una Samp alla Seneca: uscire dalla tempesta con la vela a brandelli…

“Il Buongiorno Filosofico di Paolino”: Una Samp alla Seneca: uscire dalla tempesta con la vela a brandelli…

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“Un timoniere di valore continua a navigare anche con la vela a brandelli.”

Una frase, quella dell’amico Seneca, che fotografa in ogni suo particolare, la situazione attuale della nostra Cara e Amata Sampdoria, che, ormai da tempo, non riesce più ad uscire dal suo mare in tempesta complice la sua vela che in più parti sta andando a brandelli.

La metafora del filosofo Seneca chiarisce un momento difficile, forse uno tra i più difficili della storia blucerchiata. Una squadra che si trova in piena zona playout, ancora alla ricerca di se stessa, scombussolata da ben tre cambi in panchina, dalla mente labile e dalle paure che riaffiorano alla prima difficoltà, e che palesano senza scusanti che molti, tanti, troppi errori sono stati fatti ma soprattutto ammessi e questo va detto.

Un “Mea Culpa” quello di Manfredi la scorsa settimana, che non lascia spazio ad altre interpretazioni, che sicuramente al momento “tranquillizza” sulla serenità e stabilità economica, ma che non basta a placare la delusione sui volti di tutti i tifosi che adesso di paura ne hanno tanta e vogliono, pretendono risposte concrete.

Quella svolta tanto attesa, ancora non è arrivata ed è triste vedere una squadra al momento senza anima.

Semplici sta piano piano ricostruendo e mettendo insieme i cocci di un gruppo che probabilmente non è stato mai unito, sta cercando di lavorare con pazienza sulla testa dei giocatori che adesso, dopo ben tre cambi in panchina, sono quelli che prima di tutti devono assumersi le proprie responsabilità. E per il momento abbiamo solo sentito tante, troppe parole di rivalsa ma non abbinate ai fatti: ossia la risposta sul campo.

Søren Kierkegaard, filosofo danese dell’800, scriveva che: “Non è il cammino che è difficile, è la difficoltà che è il cammino.”  Se solo i giocatori capissero questa sottile frase, sarebbe già un traguardo. Noi tifosi l’abbiamo capita già da tempo. In ogni momento, in ogni contesto di difficoltà, di delusione e tristezza, noi siamo stati sempre li. Contro tutto e tutti a sostenere i nostri colori. A volte priviamo la nostra stessa vita, la nostra stessa famiglia per andare a sostenerla e incitarla, ed il minimo che ci meritiamo sarebbe solo quello di una piena consapevolezza, di un assumersi definitivamente ognuno le proprie responsabilità, senza se e senza ma, e di dimostrare una volta per tutte sul campo di credere in questi colori al di là di tutti gli obiettivi.

Il calcio si sa che è fatto di vittorie e di sconfitte, o pareggi inutili nel nostro caso.

Noi non pretendiamo di vincere sempre, anche perché ormai la stessa per noi è un ricordo assai lontano, ma perdere senza giocare o arrendersi subito davanti alla prima difficoltà, questo non lo possiamo accettare perché noi non lo abbiamo mai fatto e mai lo faremo.

E come se noi Tifosi, alla prima sconfitta, non fossimo più venuti allo stadio, in casa e in trasferta, e avessimo abbandonato la squadra a se stessa. Sarebbe per noi una grossa mancanza di rispetto, ecco perché siamo sempre li, a prescindere dal risultato.

Ma pretendiamo adesso più che mai Rispetto e Considerazione.

Ovidio scriveva: “Senza difficoltà non c’è nulla che abbia valore.” 

Lo sappiamo che le difficoltà sono e saranno sempre dietro l’angolo ma pretendiamo, ora più che mai che tutti si assumano le proprie responsabilità. La società lo ha fatto facendo “mea culpa” e promettendo di rinforzare la squadra, e noi stiamo ancora aspettando i nuovi innesti, il mister lo ha detto ad ogni partita che se si vince è merito dei ragazzi se si perde la colpa è sua, adesso cari giocatori tocca a voi.

Se solo per un attimo chiudeste i vostri occhi e pensaste a cosa la maglia che indossate ha rappresentato per i più grandi della storia calcistica doriana e cosa rappresenta per noi, vi rendereste conto di quanto le stiate mancando di rispetto. Ma in primis mancate di rispetto a voi stessi, perché, indipendentemente dalla maglia che indossate la vostra responsabilità come uomini è essa stessa quella di assumervi le proprie responsabilità.

Umberto Eco diceva: “Poiché nessuno pensa che le sue sventure possano essere attribuite a una sua pochezza, ecco che dovrà individuare un colpevole.”

Noi non vogliamo trovare i colpevoli, vogliamo solo ritornare a gioire con voi e con la Samp. Non chiediamo altro se non questo, tornare a sorridere e sprigionare l’arcobaleno blucerchiato che risplende nei nostri cuori.

Noi ci siamo e saremo al vostro fianco sempre nonostante tutto…ma adesso tocca a voi regalarci quanto ci meritiamo.

Perché, come dico sempre io, Filosofo Blucerchiato Contemporaneo: “Se le avversità sono grandi, l’uomo può essere più grande delle avversità.”

Paolo Bardetta

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