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La dura legge dei… numeri

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Quante volte abbiamo sentito o letto che gli italiani sono un popolo di 60 milioni di allenatori? Quante volte ci troviamo a parlare, analizzare, considerare, valutare e poi per un centimetro di fuorigioco, una chiamata var, un singolo errore, un disimpegno sbagliato o un goal a porta vuota sbagliato, si capovolge e cambia opinione.

Quante volte invece, abbiamo un’idea e la portiamo avanti a prescindere, non curanti di quello che esprima il campo, anzi trovando attenuanti, giustificazioni, oppure colpevolizzazioni che non fanno altro che portare l’acqua al proprio mulino, alle proprie idee, ma che in realtà sono già preimposte.

Ecco, analizzare questa Sampdoria, questa rosa, questa svolta tecnica, è quanto mai complicato e porta a svariate analisi da più punti di vista.

Possiamo partire dal valore oggettivo della rosa allestita da Accardi, pur con tutti i limiti ben saputi, dall’impegno economico della proprietà, dalle presenze in A o in B dei giocatori, dal palmares, insomma, un conto sono le idee personali, cosa ci piace e cosa ci piace di meno, un conto sono i fatti concreti, in poche parole: i numeri e la matematica non sono una opinione.

E allora dopo 10 giornate urge fare un’analisi che vada oltre il gusto personale. Questa squadra è forte, è attrezzata per andare in A? Si, tutti gli elementi descritti sopra, oggettivi, ce lo dicono. Ma andrà in A, oppure farà i play off? Al momento a questa domanda è difficile rispondere perché la Samp è di nuovo partita ad handicap, lo dicono i risultati, la classifica e un esonero che è uno scossone. Giusto o sbagliato che sia.

Detto cio, la rosa è ampia, ci sono tre portieri che hanno tutti giocato, ma ad oggi non ci sono gerarchie. Coraggiosa è stata la scelta di mettere Vismara per l’esperto Silvestri, ma ripetiamo ad oggi il titolare non è stato definito.

Dietro dei sei difensori, due hanno problemi fisici, Ferrari e Veroli, due sono giovani e devono crescere, Riccio e Vulikic e due devono essere i leader, Bereszynski e Romagnoli. Ecco, partiremo da questi ultimi due perché la loro crescita in queste settimane è evidente. Il polacco era un pesce fuor d’acqua nel ruolo di braccetto destro e invece, pian piano sta acquisendo sicurezza. Romagnoli all’inizio sembrava totalmente in balia della difesa a tre, poi se si vanno ad analizzare i numeri si scopre che con la gestione Sottil e lui in campo, in campionato, la Sampdoria non ha subito mai un goal. Bari, Sud Tirol, Modena, poi uscito e Mantova. Zero gol presi. La matematica non è opinione. Si può ragionare sui goal presi in trasferta, perché in casa la Samp è una delle migliori difese, però a quel punto dobbiamo anche evidenziare che, magari, una parte dei difensori in rosa non rispecchiano le caratteristiche ideali che forse un allenatore come Sottil vorrebbe per i suoi centrali. Ci sarà modo a gennaio di rimediare. Ma come ha detto il tecnico, se patisce la difesa non è solo colpa della difesa, ma anche del filtro.

Per il centrocampo il discorso è un po’ lo stesso. Sono variati gli uomini, le situazioni, ma poi stanno venendo fuori quei due, tre che nel centro stanno facendo la differenza. Goal e assist, Kasami, Meulensteen e Akinsanmiro, i numeri sono chiari e anche le performance, ma il tecnico giustamente ha voluto provare Benedetti, Bellemo, Yepes. Per parlare, infine, degli esterni, Venuti e Ioannou, goal e assist. Numeri chiari, senza dimenticare Depaoli e Barreca.

Davanti poi siamo Coda e Tutino dipendenti? Verissimo, ma non è questo il motivo per cui sono stati presi? Numeri da bomber e un reparto da A. Poi possiamo entrare in quello che ci piace o meno, scelte in base a caratteristiche chiare, caratteristiche richieste in un sistema di gioco che non è solo numeri, ma interpretazione del ruolo. Sottil, magari, vede un giocatore più fisico come vice Coda, (La Gumina veniva usato così anche da Ranieri) idem come vice Tutino non vede un esterno. I ruoli ormai lasciano spazio a come vengono interpretati. Il tanto invocato Borini era stato preso per fare l’esterno sinistro del 433, bisogna considerare che fare la seconda punta è diverso, ma siamo sicuri che Fabio troverà la sua collocazione e saprà essere decisivo come al derby. Voglia e determinazione non gli mancano. Così come provare a inserire Pedrola che va messo nella sua posizione per esaltare le sue caratteristiche, ma va trovata oltre il 352.

Ecco chiudiamo evidenziando numeri e caratteristiche, sono queste che dovrebbero guidare una analisi e non il gusto personale, opinabile. Così alla vigilia del match contro il Cittadella, vi vogliamo lasciare con i numeri della Sampdoria attuale, perché non sono una opinione, ma fatti.

Sette partite, 13 punti, 4 vittorie nelle ultime 5, più il derby di coppa Italia vinto. 1,85 punti di media che rappresentano un trend di 18,50 punti in 10 partite, ovvero una Samp che potenzialmente sarebbe a 3 punti dalla promozione diretta. Un trend che dice che si possono fare 70 punti, l’anno scorso il Como a questo punto della stagione era a quota 15 ad esempio. Ed è salito.

E infine gli ultimi dati. Solo 2 goal presi in casa in 4 partite, 3 clean sheet. Va migliorata sicuramente la media dei gol fuori, ancora troppi.

Quello che vogliamo dire è che i numeri sono tutti dalla parte del cambio tecnico, ma il gusto personale quello non si può cambiare, ci farà sempre dire, solo 30% possesso contro il Mantova, gli ultimi 5 minuti in balia, il goal annullato sempre al Mantova, il goal annullato al Cesena. Tanti se, tanti ma, starà alla Sampdoria di Sottil trovare continuità e vincere anche contro le grandi per avere dalla sua non sono le opnioni fatte di numeri, ma anche il gusto di tutti, ma poi alla fine quello che conta è che la Sampdoria torni in A, non come lo faccia.

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Corrado Franco

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