Iachini: “Alla Samp sette mesi intensi che valgono come dieci anni. Sottil può dare una grande impronta”

Iachini: “Alla Samp sette mesi intensi che valgono come dieci anni. Sottil può dare una grande impronta”

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Beppe Iachini, in un’intervista a La Repubblica, ha parlato della promozione della Samp nel 2012 e della situazione attuale con Sottil:

“Sette mesi a Genova sono stati intensi come pochi, valgono come dieci anni normali, una gioia incredibile. Tanti tifosi che incontro hanno vissuto quella promozione quasi come un altro Scudetto. A Varese? Mi ricordo che siamo entrati tutti in campo: giocatori, dirigenti, staff tecnico e dopo siamo andati a festeggiare in città”.

“L’inizio non fu facile, quando si cambia ci sono sempre delle difficoltà. Il clima era pesante, la retrocessione aveva lasciato tanta amarezza, alcuni giocatori sentivano questa pressione, scendevano in campo e non rischiavano. Come dicevo sempre, la maglia della Sampdoria pesa. Si è cercata la miglior tattica e organizzazione e puntai sui giovani, ad esempio Obiang. Avevano la testa libera”.

Sulla promozione: “Ero rimasto l’unico a crederci. Anche il presidente Garrone si era rassegnato a un campionato di transizione, ma volevo vincere. La dirigenza ha seguito le mie indicazioni nel mercato invernale, abbiamo puntato sul 4-3-1-2 e la rimonta ci portò a centrare i play-off con due giornate di anticipo e questo ci aiutò a prepararci meglio fisicamente e mentalmente, perché rimontando i ragazzi avevano prosciugato tante energie. Pozzi lo allenavamo sempre con grande attenzione, lo trattavamo come un vaso di cristallo, per farlo stare al massimo, ma senza esagerare, e ha fatto tanti gol”.

Su Sottil e l’attuale Samp: “Sottil è arrivato molto prima, è un vantaggio perché serve tempo in questi casi, non si può pensare di mettere tutto a posto immediatamente. Ha fatto tanta gavetta, un percorso importante. Ora ha una grande occasione. È certamente in grado di dare una propria impronta. Il campionato è ancora lungo e hanno preso ottimi giocatori da Serie B, in qualche caso anche di categoria superiore. Può lottare sicuramente, c’è la possibilità anche di riagganciare le prime due piazze. Se conosco alcuni elementi della rosa? Certamente, ho fatto esordire, da giovanissimo, La Gumina a Palermo e ho guidato Venuti e Tutino alla Fiorentina e al Parma”.

La piazza: “A Genova ho ricevuto tanto amore, anche quando sono tornato come avversario, sono momenti che ti porti dentro. Seguo ancora la Sampdoria con un occhio particolare. Mi sarebbe piaciuto sedermi nuovamente sulla panchina blucerchiata, sono andato vicino diverse volte, ma, per qualche motivo, la possibilità è sempre sfumata”.

 

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