Quagliarella: “Vorrei giocare ogni partita che vedo. Rispetto alla scorsa stagione questa Samp è più strutturata”

Quagliarella: “Vorrei giocare ogni partita che vedo. Rispetto alla scorsa stagione questa Samp è più strutturata”

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Fabio Quagliarella, in un’intervista al Secolo, parla del percorso di questa nuova Samp e del suo passato:

“La vittoria nel derby ha portato slancio, consapevolezza, positività all’ambiente. Si è visto nell’ultima partita a Modena. Ora non bisogna rilassarsi, anche perché sei la Samp e in B vogliono tutti batterti. Rispetto alla scorsa stagione non c’è paragone. Quella era una squadra di giovani sconosciuti e per loro indossare la maglia della Samp non è stato facile. Questa squadra è più strutturata. Ha un portiere, Silvestri, che è un lusso per la B. E un attaccante, Coda, di un’altra categoria. Tutino si deve ancora integrare del tutto, ma ora ha iniziato a fare gol e ha una botta di autostima. E poi vedo alcuni miei ex compagni in grandissima crescita, a cominciare da Depaoli, ragazzo eccezionale. Oltre a essere forte, lui ha le capacità per trascinare il gruppo. La favorita per la A? In B se hai le qualità e continuità puoi vincere il campionato. E torniamo a Coda, che gol ha fatto? Mentre vedevo la giocata in diretta ho detto a alta voce “fagli il lob subito che il portiere è uscito”… lui ha fatto altro. Questa è la qualità”.

Su Samp-Juve Stabia: “A Castellammare abita la mia famiglia, ho le radici e lì è iniziato il mio percorso calcistico, nel quartiere dell’Annunziatella. Ricordi bellissimi. Poi Pro Juventute e Junior Gragnano, prima di andare al Torino. A Genova ho vissuto stagioni indimenticabili, ho vinto il titolo di capocannoniere della Serie A a 36 anni. Non potrò essere allo stadio venerdì sera, ma la vedrò. Sono le due squadre di Serie B delle quali non mi perdo una partita. Le porte chiuse sono un dispiacere enorme, ci sarebbe stata una fantastica cornice di pubblico. Seguendo alcune pagine online della mia città (Castellammare), ho percepito la forte delusione dei tifosi. Per loro tornare a Marassi per affrontare la Samp era una data segnata sul calendario. Sono rimasto sorpreso dagli incidenti tra i tifosi genoani e doriani, dei vandalismi al Molo dell’amicizia. Ho sempre vissuto derby corretti, erano le partite più belle. Consigliavo a tutti i miei amici di venirle a vedere. Spero che le cose si sistemino”.

Sui rapporti con la società: “Con chi mi sento ancora? Con Antonio Romei e Massimo Ienca, mi hanno sempre messo nelle migliori condizioni per dare il meglio, sempre presenti nei momenti difficili miei e della squadra. Punti di riferimento mai venuti meno alla parola data. E poi Ravaglia, Depaoli, i magazzinieri. Mi hanno chiesto di passare dal nuovo Mugnaini, lo farò. Mi dicono sia spettacolare. È una cosa in più che porta punti. Io l’ho visto costruire, pensavo quale sarebbe stato il mio armadietto… E invece, ciao. Con gli altri dirigenti della gestione dell’emergenza non ho più contatti, non si sono comportati benissimo, si sono presi elogi ma non so… Ognuno se la vedrà con la propria coscienza”.

Il desiderio di rimanere alla Samp: “Vorrei giocare ogni partita che vedo. Nella scorsa stagione mi sarebbe piaciuto restare alla Samp, non mi è stata data l’opportunità… c’è stata l’ultima telefonata con Legrottaglie: avevano un progetto di solo giovani. Ma poi se mandi via Gabbiadini e non rinnovi il mio contratto, e non per soldi, e prendi qualche “vecchietto”, facevi meglio a dire che non volevi più la vecchia guardia“.

Sulla stagione da capocannoniere:”Se mi concentro, mi ricordo tutti i gol. Quell’anno lì è stato clamoroso. Ringrazierò sempre i miei compagni che mi hanno supportato. Quando vado a rivedere la rosa, mi dico che è stata una cosa al di fuori dal comune”.

Sul gol più bello in carriera: “Il colpo di tacco al Napoli. Di tacco ne ho fatti altri però diversi, con i piedi appoggiati a terra davanti al portiere la tocchi e va in porta. Lì era più lontano, in diagonale, staccando con i due piedi… Ma anche il pallonetto di Bergamo. Se vedevo una palla che mi invogliava non me ne fregava niente, tante ne sbagliavo ma sapevo che se entrava era una goduria. Oggi non trovo nessuno che mi assomigli, agli attaccanti poi si sta togliendo un po’ di quella libertà di fare come gli pare. E oggi gli stessi attaccanti si mettono pressione, non segnano per un periodo e quando fanno il primo gol lo festeggiano come fosse una finale. E poi lo devi avere dentro quell’istinto, quello che ti dice “calcia” e a un altro ‘stoppa e prova il dribbling’ “.

 

 

 

 

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