“Di tanto in tanto è bene fare una pausa nella nostra ricerca della felicità ed essere semplicemente felici.”
Questa volta, nel mio filosofare con voi Amici Blucerchiati, torno indietro con la memoria e raggiungo, come in una macchina del tempo, la fine dell’800, dove molti, anzi quasi tutti noi, ancora non c’eravamo, ma c’era un poeta di nome Guillaume Apollinaire.
Apollinaire fu scrittore e poeta francese avverso alle regole, un’indole ribelle e con una grande passione per la lettura. Ma soprattutto fu poeta lirico, innamorato e malinconico tormentato dalla fuga del tempo.
Proprio perché tormentato dalla fugacità del tempo, scrisse questa frase che appieno racchiude il sentimento dell’animo che quotidianamente viviamo: ricerca della felicità.
Noi, nella vita di tutti i giorni, non siamo capaci di fermarci un attimo per essere felici, per pensare, per metabolizzare, per analizzare quanto ci sta succedendo, per comprendere a pieno quello che stiamo vivendo.
Il tempo scorre veloce e a volte, spesso, non riusciamo a fermarlo ma è sempre bello e costruttivo fermarsi: ed è quello che ha fatto la nostra cara e amata Sampdoria.
Un profondo esame di coscienza, una volontà di fermarsi per analizzare tutto ciò che andava e tutto ciò che poteva essere migliorato, e che ha portato poi i suoi frutti in quella che è stata, per dirla in gergo cattolico la Nostra Settimana Santa con Sudtirol, Derby e Modena ed un esplosione di felicità che non ci fa dormire la notte.
Momenti indimenticabili che abbiamo vissuto e che dai quali non vorremmo mai più svegliarci. E invece siamo sempre di corsa a cercare di rincorrere il tempo perché il nostro ego smisurato non ha pazienza e vuole tutto e subito, e non è mai appagato.
Seneca diceva: “Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità é che ne perdiamo molto.”
E se ci pensiamo non aveva tutti i torti.
Passiamo parte della nostra vita, del nostro tempo a cercare di rincorrere un qualcosa ma soprattutto a voler ottenere tutto e subito ma ci sbagliamo.
Quello che al momento ci sta insegnando la nostra Sampdoria è che saper aspettare, sapersi fermare un attimo godendo di quello che si ha, ci può veramente rendere felici. Passo dopo passo ogni cosa sarà messa a proprio posto, nella vita come nel calcio.
Sudtirol, Derby e Modena è stato un tris perfetto per mettere in pratica un esame interiore che se serve al calcio, figuriamoci alla vita di tutti i giorni.
Un proverbio africano dice “Chi corre sempre, saprà sempre meno cose di colui che resta calmo e riflette.”
Ecco perché oggi come non mai serve avere la forza di fermarsi per analizzare e riflettere sul nostro operato. Lo ha fatto la Samp che insieme a società, staff e giocatori si è guardata dentro per capire realmente che forma dare alla propria esistenza. Una forma che non si raggiunge con la bacchetta magica ma che è solo frutto di un faticoso lavoro quotidiano, di momenti di sconforto, di prove e ostacoli da fronteggiare perché solo cosi si può riuscire a forgiare il proprio animo, calcistico e non.
Per i molti il tris che ho menzionato sono solo tre partite, per i pochi, riflessivi e coerenti, sono tre ostacoli, tre prove, tre impedimenti, che la vita calcistica ha messo di fronte ai colori Blucerchiati.
Lucrezio diceva: “Non saranno la luce e il chiarore del sole a farci uscire dalle tenebre, ma la conoscenza delle cose.”
La Samp, con Sottil e i suoi calciatori, nel fermarsi in questa corsa inesorabile di vita calcistica, non hanno fatto altro che riflettere su quanto stava accadendo e solo quando hanno avuto conoscenza delle cose ne sono usciti fuori più forti e vincitori.
Le tre vittorie non sono state un caso, o un colpo di fortuna, assolutamente no.
La continua ricerca di se stessi, la fame che metti nelle tue azioni, la voglia di migliorarsi e crescere, sono stati questi gli ingredienti principali che hanno portato i nostri Blucerchiati a compiere il primo passo, ancora ce ne saranno molti altri, verso una consapevolezza delle proprie forze e del proprio essere.
Adesso sta a noi continuare ad aiutare i nostri colori a rivivere di luce propria perché meritiamo questo e molto altro ancora, ma serve pazienza, sostegno e perseveranza.
Platone diceva “Non scoraggiate mai qualcuno che si sta impegnando per fare dei progressi. Non importa quanto lentamente migliora.”
E noi i miglioramenti li stiamo vedendo giorno dopo giorno.
Noi stiamo vedendo di nuovo la Nostra Cara e Amata Sampdoria.
Paolo Bardetta
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