“Se non rinasceremo, se non torneremo a guardare la vita con l’innocenza e l’entusiasmo dell’infanzia, non ci sarà più significato nel vivere.”
Ed è con questa bellissima frase dell’amico Coelho, che, Cari Amici Blucerchiati, intendo darvi la mia buona domenica con l’ennesima puntata del “Buongiorno Filosofico di Paolino” soprattutto dopo quello a cui abbiamo assistito ieri.
Una domenica in cui finalmente torna a risplendere il sole nei cuori Blucerchiati che hanno finalmente messo la ciliegina sulla torta a una settimana che si è conclusa prima con il 99,98%, che rappresenta non solo un valore ma qualcosa di più, e poi con il ritorno alla vittoria di ieri in casa contro il Sudtirol che ha smosso la classifica di una Sampdoria che adesso può davvero iniziare il suo nuovo cammino.
Forza, corsa, caparbietà, coraggio, paura, resilienza, spirito di sacrificio sono solo alcuni ingredienti di una vittoria che senza dubbio da morale ma che deve rappresenta solo un punto di partenza.
Serve certamente lavorare, migliorare, crescere sotto tutti i punti di vista perché la nostra Cara e Amata Sampdoria deve ancora indossare pienamente l’abito cadetto che le compete. Servono fame, voglia e tanto ma tanto coraggio: soprattutto quello di reagire alle sconfitte.
Sempre l’amico Coelho diceva:
“Nessuno sfugge alle sconfitte. Inoltre, è meglio perdere qualche battaglia lottando per i propri sogni che essere sconfitti senza neppure sapere perché combattiamo.”
Ed è da qui che deve partire la nostra rinascita. Lottare per i propri sogni con una comunione di intenti e non invece essere sconfitti senza sapere perché combattiamo.
Una frase carica di senso, ricca di spunti su cui lavorare e riflettere.
I campionati, soprattutto quelli di Serie B, si vincono solo e soltanto quando tutti hanno ben chiaro quale sia l’obiettivo.
Ritornare dove ci compete, indossare l’abito che più si sposa con la nostra storia deve essere semplicemente quel dolce tormento che ci tiene sveglio la notte, quel comandamento che ripeti a memoria sino a farlo diventare il tuo “modus vivendi“.
Quando hai la bravura, la tecnica, il talento ma non hai quel fuoco che ti brucia dentro non riuscirai mai a guardare gli altri senza paura perché la principale sarà quella di avere paura di te stesso e dei tuoi limiti.
Quello che abbiamo visto ieri in campo deve essere solo l’inizio di una comunione di intenti perché senza di essa non si va da nessuna parte.
Mio nonno diceva sempre: “Caro Paolino, solo quando tutti contribuiscono con la loro legna da ardere è possibile creare un grande fuoco.”
Eh già. Anche mio nonno, Paolino di nome e di fatto, era un filosofo siculo che non aveva tutti i torti proprio perché nella semplicità della sua frase, che porto stampata come un paradigma indelebile nel mio cuore, è racchiuso il successo di ogni nuova azione che ognuno di noi intraprende nella propria vita.
La bravura e il talento, lo abbiamo detto sempre, non vanno da nessuna parte se non coadiuvati e supportati dalla fiducia verso chi, con il contributo della sua legna, ci aiuta e ci spinge verso i nostri obiettivi, verso i nostri sogni.
Ecco perché l’imperatore Marco Aurelio diceva sempre: “Quello che non è utile allo sciame non è utile nemmeno all’ape.”
Tutte pillole queste che seppur pronunciate e scritte secoli e secoli fa, sono vive, moderne e attuali più che mai.
Dobbiamo sempre riflettere sul nostro futuro e su ciò che vogliamo fare, su quale colore vogliamo dare alla nostra vita.
E la nostra Samp, con coraggio ma allo stesso tempo ancora tanta paura, ieri ha cominciato a mettere il primo tassello della propria rinascita.
E come diceva Coelho all’inizio bisogna puntare sull’entusiasmo dell’infanzia, quella spensieratezza e leggerezza positiva che ci potrà portare molto lontano.
Tutti, nessuno escluso, dovranno contribuire a impostare la leggerezza e l’entusiasmo dell’infanzia come nuovo e perenne comandamento per tornare lì dove ci compete, li dove ci sentiamo a nostro agio. Quella comfort zone da non abbandonare mai più.
Ma dobbiamo essere tutti noi a volerlo, nessuno escluso perché come diceva Martin Luther King: “Potremmo essere arrivati da navi diverse, ma ora siamo nella stessa barca.”
Per cui remiamo tutti insieme verso la Serie A.
Paolo Bardetta

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