“Di tanto in tanto bisogna dar riposo all’animo, affinché poi sia più sveglio nel pensare.”
Scriveva cosi il mio caro Amico Fedro, vissuto a Roma nella prima metà del 1° secolo d.C. e autore della più importante e apprezzata raccolta di favole della letteratura latina.
Una frase che ho scelto con tanto amore e passione perché ritengo caschi a pennello in virtù del fatto che adesso c’è la sosta, si riprenderà il 15 settembre con la trasferta di Cosenza, e la nostra Samp, per dirla appunto alla Fedro, “darà riposo all’anima”.
Herman Hesse diceva che “La felicità è qualcosa che solo l’anima può percepire, non l’intelligenza, né lo stomaco, né la testa o il portafoglio” e dopo tutto il trambusto degli ultimi giorni, tra sconfitte, esonero di Pirlo, l’arrivo di Sottil, la chiusura del mercato, il pareggio sofferto ma audace contro il Bari, è arrivato il momento finalmente di trovare pace, ristoro, felicità, e l’anima della nostra Sampdoria potrà ripartire alla grande alla ripresa del campionato.
Ma la pausa, è stata doverosa, e permetterà di riorganizzare le idee e plasmare una nuova organizzazione di gioco sotto la guida di Sottil che ha avuto il primo merito di aver scosso, a livello caratteriale e emotivo, i nostri Blucerchiati.
La strada, lo sappiamo è inutile dirlo, sarà lunga e non aspettiamoci ribaltoni in solo 15 giorni, perché un idea di gioco va studiata, lavorata, capita e messa in pratica, ma fortunatamente il tempo è ancora dalla nostra parte.
Complice soprattutto la chiusura del mercato, adesso Sottil avrà la certezza che gli uomini a disposizione, almeno sino a gennaio, saranno questi e non ci saranno stravolgimenti e si potrà finalmente lavora su nuove idee, nuovi schemi, su un “nuovo carattere”.
Nelson Mandela diceva: “La parte più grande della nostra felicità o infelicità dipende dal nostro carattere e non dalle circostanze.”
Ed è appunto su questa frase che tutti noi dobbiamo riflettere ma in primis i giocatori che adesso, alla ripresa, dovranno dimostrare che il carattere è decisamente cambiato.
I valori in campo sono indiscussi, gli errori ci saranno sempre e comunque, ma a volte il talento soltanto non basta e lo abbiamo visto.
Serve carattere, cattiveria agonistica, temperamento, coraggio perché solo cosi creeremo un mix giusto che ci porterà alla vittoria.
Vincere dipende soprattutto da questo, e quando io, nei miei momenti filosofici, sostengo che in campo scendono gli “uomini” e non soltanto dei numeri, è la dimostrazione più tangibile che il nostro essere, se mosso dal carattere autentico e vero, ci può rendere capaci di qualsiasi cosa come farci sprofondare nell’insicurezza.
Dipende tutto da noi, in questo caso dai giocatori, che adesso alla guida hanno Sottil che cercherà in tutti i modi di plasmarli a sua immagine e somiglianza, ma la parte più importante, decisiva, razionale, caratteriale dipenderà dai nostri Blucerchiati.
Ecco perché il riposo cade a pennello, perché alla ripresa tutti noi tifosi vogliamo una risposta autentica e vera, e saremo pronti a sostenerla con audacia e tenacia perchè il nostro essere tifosi sarà sempre questo.
Un unica direzione ci deve unire, un unico intento ci deve influenzare: la sampdorianità adesso è solo quello che vogliamo.
Perchè come diceva Pierre Valléry-Radot:
“La vita non ha valore se non è un fuoco che rinasce senza sosta.”
E noi il fuoco della rinascita lo vogliamo vedere nei vostri occhi Blucerchiati…
Paolo Bardetta

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