“Il Buongiorno Filosofico di Paolino”: Una delusione che nasce dal troppo amore…come diceva M.L King

“Il Buongiorno Filosofico di Paolino”: Una delusione che nasce dal troppo amore…come diceva M.L King

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“I dolori, le delusioni e la malinconia non sono fatti per renderci scontenti e toglierci valore e dignità, ma per maturarci.”

Ed è con questa frase dell’amico Hermann Hesse, scrittore e poeta tedesco vissuto a cavallo tra l’800 e il 900, che do inizio al secondo appuntamento de “Il Buongiorno di Paolino” ma di stampo filosofico.

Delusione si, perché è questo il sentimento che aleggia da ieri tra i Sampdoriani dopo la sconfitta maturata contro la Reggiana.

Una sconfitta che non ha scusanti anzi è stata forse tra le partite più strane e poco belle viste sino adesso ma che probabilmente, ed è questa la riflessione più importante, ci fa tornare con i piedi per terra e acquisire sempre più consapevolezza che il campionato di quest’anno non sarà affatto una passeggiata di salute anzi ci sarà da soffrire in ogni partita.

La Serie B è questa ed è tra i campionati più strani e difficili di tutta l’Europa probabilmente.

“Non ci può essere profonda delusione dove non c’è un amore profondo.”

Ma la delusione nasce appunto dal troppo amore che tutti noi abbiamo nei confronti della nostra amata.

E Martin Luther King lo spiega bene nella frase che ho menzionato: una delusione che nasce dal profondo amore che abbiamo,  da quella voglia di vedere la Samp uscire sempre vittoriosa da ogni incontro perché è il risultato positivo o negativo che incide sui nostri umori.

Per qualcuno sarà follia ma per noi rappresenta l’assoluta normalità. Viviamo su queste basi e con queste prerogative il nostro essere Sampdoriani.

Plutarco, filosofo greco vissuto sotto l’impero romano, affermava che:

“Individuare una colpa è facile; è fare meglio che potrebbe diventare difficile.”

Questo nasce dal fatto che subito dopo un passo falso il disco che si sente è sempre lo stesso e nemmeno lo sto a ripetere altrimenti sarei come quel famoso detto: “si è incantato il disco”.

Attenzione: la mia non è una giustificazione. Io non condanno nessuno ne Vieira, tra l’altro pentito di quanto fatto, ne lo stesso Pirlo, che poco c’entra sull’errore del singolo ma pienamente responsabile del fatto che una squadra faccia 0 tiri in porta con Coda e Tutino lì davanti.

Ma questa mia riflessione non è una condanna né un colpevolizzare perché non sono io che devo farlo.

Quanto successo è davanti agli occhi di tutti ma passare, come ogni anno, dalle offese alle salite solite sul carro dopo una vittoria non è nelle mie corde.

Abbiamo una società alle spalle che è pienamente consapevole di quanto fatto e dell’investimento che ha operato per mettere su questa squadra che deve fare bene e ha le prerogative per farlo.

Per cui le solite imprecazioni, le solite frasi fatte lasciano il tempo che trovano perché appunto “Individuare una colpa è facile; è fare meglio che potrebbe diventare difficile.”

Io in primis sono deluso di quanto accaduto ieri, avrei voluto un risultato diverso. Avrei voluto gridare alla prima vittoria e ancora non me ne capacito. Ma so che il calcio è così e così lo sarà sempre.

Si vince e si perde ma purché si scenda in campo con la fame negli occhi: quella che non sempre si è vista ieri sera.

Siamo alla seconda giornata di campionato ed è presto, molto presto ancora, per mettere in croce questo o quell’altro.

Per additare, offendere, denigrare, inneggiare al “volere la testa di Tizio o Caio” sono sentimenti che sinceramente e personalmente non mi appartengono e mai entreranno nella mia vita perché sono proprio questi pensieri che portano alla violenza e io non lo accetto: e attenzione io parlo soprattutto di “violenza verbale” che spesso fa più male di quella fisica.

È il momento di stare uniti perché subito arriva la Salernitana e non si deve sbagliare.

La strada è ancora lunga, lunghissima e sarà ricca di altre innumerevoli insidie, per cui solo restando uniti raggiungeremo i nostri obiettivi.

Perché alla fine come diceva William Shakespeare: “Accada quel che accada, i giorni cattivi passano come tutti gli altri.”

E noi dobbiamo far splendere il sole sulla nostra Sampdoria.

Paolo Bardetta

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