“Il Buongiorno Filosofico di Paolino”: Una Samp formato Sartre…quando il tentativo paga l’esistenza…

“Il Buongiorno Filosofico di Paolino”: Una Samp formato Sartre…quando il tentativo paga l’esistenza…

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“L’uomo non è niente altro che quello che progetta di essere; egli non esiste che nella misura in cui si realizza; non è dunque niente altro che l’insieme dei suoi atti, niente altro che la sua vita.”

Cari Amici Blucerchiati, è proprio con questo splendido pensiero dell’amico filosofo Jean Paul Sartre, che intendo dare inizio al mio ormai consueto appuntamento filosofico post partita e che di fatto ci prepara e ci accompagna a una delle settimane calcistiche più importanti per noi e per la nostra Samp.

Perché ho scelto Sartre? E quali sono le analogie con il momento della Samp dopo la vittoria di Catanzaro e in preparazione alla sfida secca di Palermo?

Sartre fu un filosofo e scrittore francese vissuto sino al 1980, quindi abbastanza contemporaneo, e rappresentante dell’esistenzialismo in Francia. Di questa corrente filosofica ne abbiamo già parlato lo scorso appuntamento con Heidegger ma in questa nostra fase calcistica è senza dubbio il movimento più rappresentativo perché pone appunto l’accento sull’individuo, sulla sua esistenza e sulla sua libertà.

Solo per non tediarvi, per Sartre l’uomo deve sempre impegnarsi e prendere posizione assumendosi la responsabilità delle sue azioni. L’uomo è veramente uomo solo quando si dà da fare nel mondo, scontrandosi con la sua durezza. Con Sartre si afferma che l’esistenzialismo è un umanismo cioè che non esiste un altro mondo, trascendente, perché il destino dell’uomo è terreno.

Per il filosofo appunto l’esistenzialismo appunto è una concezione materialistica ma che si avvicina all’ottimismo: l’uomo non lotta da solo col mondo, ma insieme a tutti gli altri uomini. L’umanità lotta per affermare i propri valori liberamente scelti, ed è questo l’unico valore.

Nell’incipit del titolo ho parlato appunto del “tentativo che paga l’esistenza” una frase carica di significato ma che sposa appieno tutto il cammino che ha fatto la Sampdoria sino ad oggi. Una scalata che l’ha portata al raggiungimento dei playoff e che adesso ancora una volta la porta ad essere artefice del proprio destino. Infatti è stato proprio quel tentativo ricercato, ambito, desiderato a pagare questa forza di volontà dei nostri Blucerchiati che proprio come diceva Sartre non da soli ma insieme hanno lottato per affermare i propri valori.

E i valori di cui parla Sartre hanno un significato molto più profondo che nonostante anni di differenza cronologica e temporale sono sempre attuali più che mai.

Sono valori si soggettivi ma che in un contesto di squadra, come rappresenta la Samp, puntano all’universale condiviso. Ecco perché tutti i nostri beniamini, coordinati e guidati dal Maestro e Filosofo Pirlo, hanno fatto della soggettività un valore comune e insieme hanno costruito un’universalità di intenti che aveva come unico obiettivo raggiungere i playoff.

Sartre appunto diceva: “La mia responsabilità comporta anche una dimensione sociale, perché gli altri dipendono anche dalle mie scelte.

E questa progettualità umana di cui parla il filosofo non è banale ma deve essere collocata dentro un sistema più profondo che è appunto quello dell’esperienza umana in relazione al mondo in cui si vive e alle difficoltà che si trovano nel suo cammino. Ecco perché ogni essere umano (i giocatori non dimentichiamoci sono prima essere umani) trova la sua massima realizzazione nell’impegno sociale e politico al miglioramento della propria e dell’altrui condizione.

E se solo un componente, uno solo, dalla società al magazziniere sino a passare dai giocatori, avesse remato contro, beh questa progettualità sarebbe senza dubbio venuta a mancare, si sarebbe sgretolata e persa nei meandri di una vita calcistica dimenticata.

Ma invece no, i nostri Blucerchiati, uniti, forti e progettanti ci hanno prima tentato ma poi ci sono riusciti con la caparbietà che li contraddistingue e senza mai perdere di vista l’obiettivo che ha migliorato se stessi e il gruppo.

Ecco perché, comunque vadano i playoff (Attenzione spero e desidero la Serie A più di ogni altra cosa) noi ci dobbiamo ritenere soddisfatti di quello che hanno fatto i nostri ragazzi quest’anno, e non mi stancherò mai di dirlo.

Perché “il primo tentativo Blucerchiato ha già pagato l’esistenza” con il raggiungimento dell’obiettivo minimo dei playoff, e adesso li sosterremo per pagare un altro tentativo: il nostro sogno più grande.

Friedrich Nietzsche diceva che “Ci saranno sempre pietre sulla strada davanti a noi. Saranno ostacoli o trampolini di lancio; tutto dipende da come le usiamo” e comunque vada io rimarrò sempre orgoglioso di quanto hanno fatto i nostri ragazzi quest’anno. Hanno dimostrato di credere in se stessi nonostante le difficoltà, hanno dimostrato che si può cadere e anche più volte, ma che solo con la forza del gruppo ci si può rialzare, hanno dimostrato che una felicità condivisa vale molto di più di un solitario appagamento del proprio Io e soprattutto hanno dimostrato ancora una volta che solo pensando all’esito che hanno le nostre azioni sugli altri possiamo ridurre il male puntando solo al bene.

Adesso tocca a noi, adesso abbiamo il Palermo da battere e comunque vada avremo dimostrato di essere una SQUADRA con la S maiuscola.

I nostri ragazzi sono pronti alla battaglia.

Hanno plasmato se stessi e sono diventati autentici blucerchiati pronti a tutto, e questo è il traguardo più bello che potessero raggiungere perché l’autenticità è il dono più grande che deve possedere perché ci mostra per quello che siamo sempre e in ogni occasione.

Perché proprio come diceva Sartre: “Chi è autentico, assume la responsabilità per essere quello che è e si riconosce libero di essere quello che è.”

Paolo Bardetta

 

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