a cura di Maurizio Medulla
XXII giornata 2 marzo 1947 – Sampdoria 3 – Torino 1.
Il 2 febbraio 1947 giura il terzo governo De Gasperi, formato da esponenti dei tre maggiori partiti italiani, DC, PCI e PSI. Il 1 marzo diviene operativo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), nato formalmente nel dicembre del 1945.
Il paese va avanti e con lui il campionato di calcio, ed il 2 marzo del 1947 è di scena in quel di Marassi il grande Torino di Valentino Mazzola, la squadra degli invincibili.
La Sampdoria la domenica prima perde in quel di Firenze per due reti ad una ed il Torino ritorna dalla trasferta di Roma con la Lazio con una roboante vittoria per 5 reti ad una.
La capolista granata porta allo stadio il pubblico delle grandi occasioni, i giornali dell’epoca riportano 30.000 spettatori, pallido sole, terreno in buone condizioni, calci d’angolo 5 per la Sampdoria, 2 per il Torino.
Sampdoria: Bonetti, Piacentini, Zorzi, Fattori, Borrini, Gramaglia, Fabbri, Fiorini, Bassetto, Barsanti, Baldini.
Torino: Bacigalupo, Ballarin, Rosetta, Grezar, Rigamonti, Maroso, Menti, Martelli, Ossola, Mazzola Ferraris.
Arbitro Berbardi di Bologna.
Capitani, Gramaglia da una parte e il grande Valentino Mazzola dall’altra.
La partita inizia con il Torino che passa al 15’ del primo tempo con Menti, un tiro da trenta metri che si incassa in modo imparabile alle spalle di Bonetti, predominio granata per tutto il primo tempo dove più volte sfiora il raddoppio, anche un tiro del solito Mazzola va a stamparsi nello spigolo alto della traversa. Il solito Torino, la solita partita, la vittoria immancabile.
Nella ripresa una Sampdoria trasformata, sparisce il granata ed in campo si vede solo il blucerchiato, al secondo minuto della ripresa Baldini tocca indietro a Barsanti e questi rilancia prontamente, scatto dell’ala che si avantaggia su Ballarin e centra da fondo campo, Rigamonti tocca la palla senza rinviare, riprende Bassetto che tira a tre passi dalla porta, tiro respinto, riprende Bassetto che con un bolide pareggia, un gol che fa spellare le mani agli spettatori sugli spalti.
La Sampdoria continua ad attaccare e raddoppia sempre con un Bassetto incontenibile al 62’, Fiorini lungo da destra a sinistra, Baldini finge di scattare e invece si ferma raccogliendo al volo la palla mandando fuori tempo Ballarin, Baldini tocca verso il centro dove Bassetto arriva in velocità e tira, la palla è di nuovo nel sacco, la Sampdoria raddoppia con una azione da manuale dei suoi soprani, Baldini e Bassetto.
Il terzo gol arriva al 73’, punizione a metà campo, batte Piacentini tocca di testa Bassetto e Fiorini solo soletto si aggiusta la palla e tira secco a mezza altezza sulla destra di Bacigalupo. Sono tre, la partita è decisa e gli entusiasmi dei tifosi blucerchiati vanno alle stelle, una vera apoteosi per i doriani che battendo il grande Torino conquistano la ribalta dei quotidiani nazionali.
I blucerchiati festeggiano quella vittoria in una rosticceria di via Fieschi, da “Macario” un ritrovo per i nostri beniamini, situata sulla sinistra prima di giungere alla chiesa di Carignano, vicina ad una casa chiusa in via Rivoli, molto frequentata dai maschietti della Genova bene. A volte a quei tempi il premio partita era una marchetta ben gradita dai giovanotti che alla domenica correvano dietro ad un pallone, altri tempi, altri premi partita.
La neonata Sampdoria è a tutti gli effetti una compagine vera del campionato italiano, con un attacco di tutto rispetto, la coppia Baldini e Bassetto una realtà ed uno spauracchio per le difese avversarie.
I tifosi blucerchiati sognano.
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